Quali fattori determinano il prezzo dell’oro?

“L’oro rappresenta tuttora l’ultima forma di pagamento al mondo (perche’ la piu’ antica). La valuta a corso forzoso, invece, specialmente in casi di crisi economiche e politiche estreme, non e’ accettata da nessuno. Invece, l’oro, e’ sempre accettato come denaro.”

Dichiarazione di Alan Greenspan, rilasciata al Congressso USA, il 20 Maggio 1999.

L’ORO E’ DENARO

L’oro non e’ una materia prima (commodity).

L’oro e’ denaro da oltre 6.000 anni a questa parte.

L’oro e’ la forma piu’ compiuta di denaro; l’oro e’ la migliore forma di riserva di valore nel tempo, la storia ce ne offre centinaia di esempi; l’oro ha mantenuto il suo potere d’acquisto durante gli sconvolgimenti della Rivoluzione Francese, durante la Germania di Weimar dopo la Prima Guerra Mondiale e piu’ recentemente, negli anni ’90 del secolo scorso, durante le crisi delle nazioni sudamericane (Brasile, Argentina, Messico ecc.), durante la crisi delle Tigri Asiatiche e il default della Russia, nel 1998.

Trovo incredibile, pertanto, che un sito serio come “Investopedia” possa scrivere che “l’oro e’ ormai considerato  una materia prima, proprio come la soia o il petrolio”.

No, No, No!

Come si fa a definire materia prima (commoditiy) l’oro, la cui principale fonte di domanda annuale (dall’85% al 90%) deriva da richiesta di investimento o riserva di valore?

Solo una percentuale annuale variabile dal 10% al 15% annua e’ derivata da domanda industriale; per cui l’oro non puo’ essere definito materia prima, perche’ la quantita’ di metallo giallo utilizzata nei cicli industriali e’ estremamente esigua.

Tanto e’ vero che a differenza di tutte le altre materie prime l’oro e’ “tesaurizzato”, piuttosto che essere “consumato” nel ciclo economico come le altre commodities.

Anche la richiesta mondiale di oro per gioielleria e’ da considerarsi come domanda da investimento e non domanda industriale sebbene rappresenti la maggior percentuale della domanda di metallo giallo.

L’oro da gioielleria e’ storicamente una forma d’investimento: difatti, questa tipologia di oro, e’ facilmente convertibile in valuta (come oro da riciclo, per esempio).

Ribadisco: l’oro da gioielleria e’ una forma d’investimento, proprio come le monete d’oro o i lingotti.

I gioielli in oro costituiscono tuttora una “riserva di valore” (store of wealth): in molte nazioni (per esempio, l’India), sono considerati molto piu’ di un ornamento; quando una donna indiana si sposa tutti i suoi risparmi sono investiti in gioielli, piuttosto che essere investiti in altre forme d’investimento.

Pensa: tremila anni fa, se tu fossi stato un uomo d’affari costantemente in viaggio per lavoro, dove avresti depositato i tuoi risparmi? Li avresti portati con te, in apposite cassette?

NO! La cosa piu’ semplice era “indossarli”……si, i risparmi……….in forma di gioielli! Il gioiello era considerata la forma  autentica e storicamente concreta del risparmio e del capitale.

L’oro da gioielleria e’ sempre stato considerato come riserva di valore e tuttora, in molti paesi del mondo, ha ancora quell’attribuzione.

Le nostre societa’ occidentali, opulente, hanno offuscato questo ruolo dell’oro (come denaro e riserva di valore), ma se ti rechi in altre zone del mondo, l’oro occupa ancora il ruolo che aveva 6.000 anni or sono.

QUALI FATTORI DETERMINANO, QUINDI, IL PREZZO DELL’ORO?

Durante una cena, un mio amico, mi ha rivolto la seguente domanda: “ho apprezzato gli articoli riguardanti il “Picco dell’Oro”: dai concetti espressi in quei testi se ne deduce che l’offerta mondiale di oro e’ destinata a un duraturo deficit e quindi i prezzi dell’oro saranno destinati ad aumentare.

Pero’ ti pongo un quesito: abbiamo piu’ volte riscontrato che la domanda di oro fisico eccede spesso l’offerta dello stesso, eppure i prezzi del metallo giallo volgono al ribasso.

Pertanto io riscontro una falla nella tua argomentazione: un deficit di offerta di oro, non necessariamente comporta un rialzo dei prezzi dello stesso!”.

Ecco l’errore!

Il mio amico, commette lo stesso errore del redattore di “Investopedia” e di molti economisti e analisti finanziari.

Ovvero, ritiene che il prezzo dell’oro, sia determinato solo dalla legge della domanda e dell’offerta nel suo ramo specifico (quello inerente il metallo giallo), come se fosse una materia prima.

Ma l’oro e’ denaro come abbiamo detto e deve essere comparato alla legge della domanda e dell’offerta del mercato valutario nel suo complesso.

Il prezzo dell’oro, pertanto, non e’ determinato solo dalla domanda e dell’offerta nel suo specifico settore.

Dal 1971 al 1980, le quotazioni dell’oro sono salite dai $35,00 per oncia agli $850,00: pensi che siano aumentate per un deficit nell’offerta di metallo giallo (supply deficit)?

No, No, No!

Il prezzo dell’oro decollo’ a causa dell’inflazione (eccesso di offerta) sia del dollaro americano, che di tutte le altre valute globali.

Andiamo con ordine e facciamo chiarezza, spero una volta per tutte.

Innanzitutto: rimanendo all’interno dell’analisi del suo settore specifico, la domanda e offerta di oro fisico non riflette esattamente i prezzi del metallo giallo, essenzialmente per due ragioni.

Come ho gia’ spiegato in un precedente articolo, il mercato dell’oro fisico per ora, fino a quando Cina, India, Russia e altri paesi prenderanno definitivamente il controllo del mercato sul versante “fisico”, e’ dominato dalla legge della domanda e dell’offerta sul versante dell’oro finanziario (paper gold).

Le dimensioni del mercato dell’oro finanziario sono immense rispetto al versante dell’oro fisico: il rapporto e’ di 1000 : 1 e i centri finanziari dove si effettuano queste scommesse sono molteplici: da New York a Londra, da Tokyo a Bruxelles, da Hong Kong a Dubai, da Singapore a Seul.

In secondo luogo: le quotazioni dell’oro non riflettono la reale dinamica della domanda e dell’offerta sul versante fisico in quanto, anche le Compagnie Minerarie, spesso ricorrono alla pratica dell’”hedging” sull’oro, come ho gia’ documentato.

Molte Compagnie Minerarie, nonostante gli incrementi dal lato della domanda, sono costrette molte volte a ricorrere alle vendite (short futures) di oro in “anticipo” sul mercato dei derivati finanziari dell’oro, per fare fronte a impegni finanziari a breve termine oppure per tentare di scongiurare minori profitti a causa di trends ribassisti delle quotazioni, esacerbando quindi i ribassi dei prezzi dell’oro, benche’ la domanda incrementi.

Negli anni scorsi, importanti Compagnie Minerarie, come la britannica Hochschild Mining, la canadese Detour Gold Company, la maggiori Compagnie Russe la Polyus Gold Corporation e la Petropavlosk, nonche’ la messicana Fresnillo, hanno fatto ricorso per le piu’ svariate ragioni alla pratica dell'”hedging sull’oro”.

Ora, arriviamo al punto fondamentale.

Abbiamo detto che l’oro e’ denaro: se l’oro e’ denaro e non una materia prima la sua quotazione non e’ determinata solo dalla legge della domanda e dell’offerta, ma dalla correlazione tra il suo prezzo e in primo luogo del dollaro statunitense, a cui e’ inversamente correlato.

Il prezzo dell’oro e’ pertanto direttamente collegato alla legge della domanda e dell’offerta del dollaro (valuta a corso forzoso, ma moneta di riserva mondiale), in quanto l’oro e’ denaro e il suo prezzo e’ strettamente connesso alle valute  e al loro andamento sui mercati mondiali, in primo luogo il dollaro, ma poi anche a tutte le altre valute globali.

Se l’offerta di dollari americani e’ consistente, ovvero se la base monetaria USA si amplia per fare fronte ai deficit e al debito pubblico (al deficit della bilancia commerciale – ricordiamo che gli USA sono il primo debitore mondiale a causa del deficit commerciale con l’estero), il prezzo del dollaro tende a perdere il suo valore, contestualmente al rialzo delle quotazioni dell’oro e viceversa.

A prescindere, quindi, dalla legge della domanda e dell’offerta di oro fisico, l’oro essendo considerato denaro e non una mera materia prima, le sue quotazioni devono essere sempre connesse e rapportate all’andamento delle valute e alla legge della domanda e dell’offerta valutaria di tutte le monete mondiali, anche se in primo luogo il dollaro americano.

CONCLUSIONI

Il “Picco dell’oro”, non determinera’ un rialzo delle quotazioni del metallo giallo a causa del deficit sul lato dell’offerta, a cui andremo incontro, nei prossimi decenni.

A essere piu’ precisi: il “supply deficit” sara’ una delle cause dell’incremento del valore dell’oro, ma non la ragione fondamentale.

L’oro non e’ una materia prima, non mi stanchero’ mai di ribadirlo, bensi’ denaro.

L’incremento delle quotazioni dell’oro, nel prossimo futuro, sara’ causato dall’eccesso di offerta di dollari americani e di tutte le altre valute globali.

Sara’ la legge della domanda e dell’offerta di “denaro” a imprimere un’incredibile accelerazione al prezzo dell’oro.

Comparato con altre forme inferiori di denaro (ovvero le valute a corso forzoso), il “Picco dell’oro”, determinera’ una contrazione di offerta di denaro vero (ovvero l’oro), a fronte di un’esplosione nell’offerta di valute “fiat” (a corso forzoso), in termini sia di moneta creditizia che di espansione monetaria.

In ultima analisi, non sara’ il deficit nell’offerta di oro (Picco dell’oro) a causare il rialzo del suo prezzo, ma la sfiducia mondiale nel sistema valutario a corso forzoso, ovvero accadra’,  quando le masse, abbandoneranno le valute “fiat” per ricorrere all’unica forma di riserva di valore storicamente convalidata: l’oro fisico.

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.

8 COMMENTI

  1. Da applausi Riccardo.
    Non avrei saputo chiarire meglio questo concetto di come lo hai fatto tu in questo articolo.

  2. E aggiungo che quando le masse non saranno più in grado di potersi permettere di convertire il proprio danaro in oro, sarà allora che tutti rivolgeranno la propria attenzione sul suo fratello nobile, con tutte le conseguenze derivanti.
    Il concetto è stato ben espresso.

  3. Ciao Rick, ho dimenticato di farti due domande. Per quanto riguarda l’argento, bisogna considerarlo alla stessa stregua dell’oro, oppure anche come materia prima, visti i suoi risvolti a livello industriale? Inoltre, domanda numero due: quando si realizzerà un’impennata del prezzo del silver, sarà perché si ha una sfiducia generale nel dollaro e nelle monete fiat oppure a ciò contribuirà maggiormente il fattore della domanda e dell’offerta, visto che come accennavo pocanzi, ad un certo punto, quando l’oro avrà raggiunto un valore abbastanza elevato, la massa si catapulterà sull’acquisto e quindi sulla richiesta dell’argento, dunque con un aumento della domanda? Inoltre, potrà, a differenza del gold, giocare un ruolo fondamentale anche la contrazione dell’offerta dell’argento, visto che sarà ancora più raro rispetto a quest’ultimo?

    • Ciao Andrea,
      le tue domande sono estremamente interessanti, stimolanti, e meritano un approfondimento alle questioni che hai posto.

      Innanzitutto: l’argento, a differenza dell’oro, e’ ampiamento utlizzato in grandi quantita’ nei piu’ svariati cicli industriali (lo trovi in alcuni prodotti elettronici come le tastiere, nel settore delle pellicole fotografiche anche se l’utilizzo del digitale ne ha limitato l’uso, negli specchi, nell’industria metallurgica e anche nel settore militare).

      Quindi, l’oro, rispetto all’argento, deve essere considerato la forma piu’ integrale di denaro, mentre l’argento, sebbene debba essere contemplato come denaro (storicamente l’argento e’ denaro, in alcune fasi storiche e’ stato utilizzato a titolo monetario e piu’ dell’oro, lo vedremo in un articolo pieno di notizie storiche sensazionali su questo metallo che sto ancora definendo) ha un maggiore utilizzo industriale.

      L’argento, per questo suo “lato” piu’ esposto nel ciclo industriale rispetto all’oro, risente maggiormente delle pressioni deflazionistiche dell’economia mondiale; quando l’economia globale e’ in contrazione (come nella fase attuale), le quotazioni dell’argento risentono in modo negativo piu’ accentuato del metallo giallo la fase di calo dell’attivita’ economica.

      In effetti, oggi, le quotazioni dell’argento sono sicuramente piu’ a buon mercato rispetto a quelle dell’oro (che comunque e’ tuttora a sconto in tutte le principali valute, dollaro, euro, yen, sterlina, ecc.).

      Ma, l’argento, non e’ una materia prima nel significato essenziale del concetto.
      L’argento e’ denaro a tutti gli effetti: i metalli preziosi monetari, sono storicamente due: oro e argento. Platino e palladio, per esempio, sono metalli preziosi, ma non monetari.

      A differenza dell’oro, l’argento NON e’ detenuto a titolo di riserva dalle banche centrali e questo gioca sicuramente a sfavore di questo metallo monetario, ma al contrario dell’oro, e’ meno “tesaurizzato” e quindi le quantita’ consumate nei cicli industriali non saranno piu’ riciclabili in futuro: questo fattore, invece, gioca a favore dell’argento sul lungo periodo.

      Molti studi indicano un “Picco dell’argento” entro due, al massimo tre anni; altro fattore che stimolera’ al rialzo le sue quotazioni, sia per il rincaro dal lato “industriale” che per quello di “riserva di valore”.

      Un investitore accorto, puo’ diversificare parte dei suoi risparmi in oro fisico, utilizzando una restante (minore) parte in argento fisico, per valersi dell’effetto “leva finanziaria”; le quotazioni dell’argento, sono molto piu’ volatili di quelle dell’oro, e soprattutto nelle fasi toro del metallo giallo, l’argento fisico puo’ essere impiegato come “moltiplicatore” (leva finanziaria) del sottostante oro fisico, proprio per il fatto che, in fasi di mercato rialziste, l’argento fisico offre un potenziale rendimento superiore addirittura a quello dell’oro (al contrario delle fasi ribassiste, nelle quali, l’argento subisce contraccolpi ribassisti prevalenti rispetto all’oro).

      Per quanto concerne le ultime due domande: difficile dire quando, l’oro sara’ troppo caro rispetto all’argento.

      Oggi, l’argento e’ a sconto rispetto all’oro, ma questi concetti non saranno validi tra 2, 3, 5, 10, 20 o magari 30 anni.

      Vedi, il valore delle valute “fiat” tende a deprezzarsi di anno in anno (e’ il loro difetto “connaturato”, difetto “geneticamente programmato” dalle Banche Centrali e dai Governi).

      Pensa: tra 30 anni, quanto varranno 2.000 Euro (posto sempre che l’Euro, come valuta, esista ancora, nel 2045)?

      Oggi con 2.000 Euro puoi comprarti molti beni di consumo, un PC dalle elevate prestazioni, ecc.

      L’Euro, come tutte le altre valute, sta subendo il processo di deterioramento del suo valore, e noi, tendiamo a proiettarne in futuro, gli stessi valori attuali, compiendo un errore di astrazione dal divenire storico delle valute, un errore di prospettiva e di rappresentazione mentale.

      Pensa: tra 30 anni, con 2.000 Euro, magari non potrai fare il pieno di gasolio della tua vettura utilitaria.

      Tra 30 anni, quindi, un’oncia d’oro avra’ un valore che oggi, espresso in Euro, sarebbe considerato astronomico, fuori mercato e alla portata solo di una ristretta Elite; ma tra 30 anni, potra’ essere invece considerato a buon mercato.

      Tra 30 anni, un’oncia d’oro a 20.000 Euro, potrebbe essere ritenuta a sconto.

      Quindi, attualmente, e’ difficile dire quando le quotazioni dell’oro saranno costose rispetto all’argento.

      Concludo: quotazioni di oro e argento tendono a esprimersi in accoppiata, in tandem.
      Il rapporto dei prezzi (ratio), tra oro e argento, attualmente, e’ assai sbilanciato a favore dell’oro.

      Pertanto, l’argento e’ maggiormente a sconto rispetto all’oro. In questo momento storico, acquistare argento fisico a questi prezzi significa potere, in futuro, usufruire di una potentissima “leva finanziaria”, che massimizzera’ e ottimizzera’ il rendimento del tuo oro fisico (moltiplicandolo ulterioremente, se utilizzi in “leva” anche le azioni del settore aurifero e argentifero).

      Ciao

      Riccardo Gaiolini
      Analyst & Research

      • Bravo Rick, concetti interessanti e ben spiegati.

        A parte questo passaggio di cui non ho ben afferrato il nesso:

        “A differenza dell’oro, l’argento NON e’ detenuto a titolo di riserva dalle banche centrali e questo gioca sicuramente a sfavore di questo metallo monetario”

  4. Caro Riccardo, sempre e ancora, complimenti.

  5. Davvero sinceri complimenti Riccardo, finalmente possiamo leggere tali argomentazioni in lingua italiana, senza tradurre innumerevoli articoli di produzione americana/britannica.
    Bravo e Buon lavoro.

    • Grazie ragazzi per gli elogi,
      in realta’ siamo noi che ringraziamo voi per l’assidua frequenza al ns. sito.

      Uno dei nostri intendimenti e’ proprio quello di ampliare la gamma d’informazioni da rilasciare al lettore; lo studio della Storia, per esempio della Storia della valute o del denaro (oro e argento), e’ essenziale per comprendere i meccanismi perversi dell’attuale sistema finanziario, per combattere il “conformismo” dominante nel settore e prenderne profitto, sia dal punto di vista culturale che strettamente finanziario.

      “Sapere e’ Potere” sentenziava Francesco Bacone

      Ciao

      Riccardo Gaiolini

      Analyst & Research
      http://www.deshgold.com

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