Perplesso? E chi non lo sarebbe?

Qualche giorno fa, ci è giunta una mail di un nostro lettore – Mirko, che ringraziamo per averci scritto – che ci poneva domande sulla politica di accumulo aureo sino-russa e sul futuro del petro-yuan, poiché il quadro della situazione cinese, dopo aver fatto i conti in tasca alla Banca d’Italia, può lasciare un po’ perplessi.

Riportiamo il testo della mail qui di seguito:

<< Dopo tutti i discorsi sull’acquisto di oro da parte di Cina e Russia negli ultimi anni, viene fuori che la Cina ha meno riserve d’oro dell’Italia? […] Onestamente, mi aspettavo che [la Cina] avesse radunato riserve auree tali per cui l’ambizione di scalzare gli Usa dallo scenario globale fosse supportata da numeri ben diversi.

Invece, risulta essere dietro un paese come l’Italia […] Mi sembra che qualcosa non torni, davvero con questi numeri possono pensare di ancorare lo yuan all’oro?

Sono un po’ perplesso! >>

A causa della complessità della risposta, rispondiamo in forma di articolo.

Sì esatto, le riserve auree cinesi si attestano – ufficialmente – a poco più di 1.800 tonnellate, bene o male tanto quanto quelle russe, quelle i cui dati paiono essere i più trasparenti.

La notizia, quella vera, non sta nel tonnellaggio totale delle riserve auree immagazzinate ma il ritmo con cui entrambe queste nazioni hanno raddoppiato i loro possedimenti in oro: la prima ci è riuscita in un lustro; la seconda in tre anni, scegliendo un approccio più graduale.

In entrambi i casi, un impegno economico non da poco, considerando che simili ratei di accumulo non avvenivano che dagli anni ’70 ed erano ripartiti su lassi di tempo molto più lunghi.

Ciò che mette un gradino sopra tutti gli altri detentori d’oro quei due paesi, è la situazione giuridica dei loro lingotti: la qualità piuttosto che la quantità.

Il nodo riserve 

Mentre Cina e Russia il loro oro lo esigono fisico e lo esigono allocato – vale a dire consegnato e depositato nei loro forzieri – il mondo occidentale è abituato a scambiarselo per scartoffie: ricevute che, in fondo, non rappresentano alcun vero diritto di proprietà poiché, in fondo, è il possesso che fa’ la proprietà dei beni mobili: se l’oro si trova alle disposizioni di qualcun altro, non puoi considerarlo del tutto tuo.

Se poi lo richiedi in un momento di difficoltà generale, puoi dirgli definitivamente addio.

Richiamiamo quindi la spiegazione che la FED diede alla Bundesbank sui tentennamenti legati al rimpatrio delle riserve tedesche e cioè che,…

Spiegazione alquanto curiosa poiché l’oro puro in qualsiasi forma e dimensione è sempre e solo oro puro: l’identificazione dei lingotti è del tutto superflua.

Il punto è proprio questo: è altamente probabile che le 33.800 tonnellate di oro presenti nel sistema bancario ad oggi, siano in realtà molte di meno.

Dai un’occhiata alla tabella qui sotto, stilata dal World Gold’s Council, in cui vengono conteggiate le riserve che ciascuna banca centrale o istituzione, detiene.

La top 20 mondiale delle istituzioni bancarie detenenti oro fisico.

La presente tabella viene citata da chiunque parli di riserve auree e presenti questi dati come una verità assoluta nonostante, persino sulla pagina di wikipedia da cui è tratta, si accenni al fatto che il documento non prenda in considerazione i leasing in essere e possa quindi non essere del tutto corretto.

Come scritto nel precedente articolo, le banche aderenti all’Eurozona hanno dovuto trasferire una quota del loro oro affinché, tutte assieme, componessero le riserve auree della BCE e che la Banca d’Italia tenne fede alle norme versandone ben 141.

Virtualmente.

Perché quell’oro, come tutto quello impegnato dalle altre banche, si trova ancora nei loro caveaux.

Eppure nella tabella qualcosa non quadra: come mai la BCE ha una voce tutta sua se i suoi possedimenti non sono altro che un sottoinsieme di quello della altre banche? Come mai quelle tonnellate sono conteggiate tanto nella voce della BCE che in quelle dei rispettivi paesi?

Semplicemente perché non c’è alcuna norma comunitaria che regoli il censimento delle riserve auree e ne vieti il doppio conteggio.

Il perché è importante non contare due volte lo stesso lingotto, lo forniamo un altro esempio.

Abbiamo accennato ad una pratica molto diffusa nel mondo bancario che è quella di dare in leasing, o girare in prestito, l’oro nelle proprie disponibilità. Essenzialmente, con l’obiettivo di renderlo profittevole nel tempo anziché vederlo “ammuffire” [l’oro non ammuffisce, stai tranquillo] all’interno di caveaux la cui messa in sicurezza ha un costo.

Vediamo come potrebbe idealmente funzionare questa pratica.

La Banca A detiene 3000 tonnellate; ne dà in prestito 1000 alla Banca B semplicemente siglando una scrittura privata, senza allocazione. Entrambe le banche dichiarano a fine esercizio i loro possedimenti:

  • Banca B dichiara 1000 tonnellate forte dei documenti in suo possesso;
  • Banca A dichiara 3000 tonnellate perché tante sono quelle nel suo deposito.

Poniamo poi che la Banca B decida di dare in prestito quelle 1000 tonnellate a C e magari anche a D semplicemente creando dei collaterali su quell’oro [non scandalizzatevi, il COMEX di New York funziona in questo modo sin dalla notte dei tempi].

Arriverà nuovamente il momento di fare i propri conti ed ecco che nel sistema avremo:

  • Banca A con 3000 tonnellate;
  • Banca B con 1000 tonnellate prese in leasing a distanza da A;
  • Banca C e Banca D con 1000 tonnellate a testa ottenute attraverso contratti derivati.

Con un trucchetto contabile ecco che, come per magia, le 3000 tonnellate di fisico sono improvvisamente diventate 6000.

Sembra surreale?

Ebbene, non dovrebbe: questo è un meccanismo collaudato ed a cui sono soggetti i tuoi risparmi da decenni: quello della riserva frazionaria.

Ed è lo stesso motivo per cui le banche chiudono i battenti, non appena una folla inferocita gli si para davanti esigendo che gli vengano restituiti i suoi soldi: la somma che vedi scritta sotto la voce fondi totali nella app del tuo home banking, semplicemente, non ci sono.

O meglio, di quelli la banca ne avrà effettivamente disponibili il 5% in contanti, ad andar larghi.

Ecco cosa significa l’espressione “situazione giuridica”: chiarire di chi è l’oro per sapere quanto ce n’è effettivamente nel sistema.

Se un giorno scoprissimo che le 1.800 tonnellate cinesi, sono in realtà una fetta molto importante dell’oro effettivamente presente nei forzieri di mezzo mondo, questo cambierebbe drasticamente le carte in tavola.

A questo punto un’altra domanda sorge spontanea: e se a stipulare contratti di lungo termine con le banche centrali occidentali, e con tanto di allocazione fisica, fossero stati proprio Russia e Cina? Beh, la Banca d’Italia e quelle di molti altri paesi rimarrebbero solo col cerino in mano.

Ma le riserve non sono tutto…

Per quanto riguarda i tanto celebri petro-yuan, bisogna fare una precisazione: stando ai piani del governo cinese è previsto che sia il contratto future sia convertibile in oro, non la valuta dello yuan in sé.

Ed è una grossa differenza.

Questo, però, avverrà solo nella forma definitiva di quei contratti: lo scorso marzo abbiamo assistito all’inizio delle contrattazioni della prima tranche di questi strumenti, quella sperimentale, che purtroppo non è ancora convertibile in oro.

La differenza è sostanziale per questo motivo: per quanto si è capito, ai cinesi pare non sia mai passato per la testa di mettere in gioco le loro riserve auree, cercando la parità yuan-oro.

Nelle loro intenzioni, le riserve nazionali possono solo aumentare: serve creare fiducia attorno alla loro valuta e al loro sistema economico e l’unico modo per farlo è rendendoli entrambi più stabili attraverso cospicue riserve auree [che hanno la funzione di tranquillizzare i creditori statali, poiché la possibilità di veder pagati i propri crediti – almeno quelli di più immediata scadenza – gli viene presentata proprio sotto gli occhi] e progetti infrastrutturali a lungo termine come la Nuova Via della Seta.

L’oro che verrà utilizzato per garantire la convertibilità dei futures non sarà pubblico, bensì privato. I trasferimenti dell’oro commerciale da investimento avverranno sotto la supervisione dello Shanghai Gold Exchange, il quale provvederà ad invogliare gli investitori privati o operatori in oro a riempire i siti di stoccaggio per oro fisico che gli sono stati messi a disposizione.

La risposta alla mail di Mirko si può quindi sintetizzare così: il raggiungimento delle ambizioni cinesi non dipende strettamente dal quantitativo di oro stipato nelle riserve auree nazionali [che potrebbero non essere così poche come sembrano]: per la Cina, e per la riuscita delle sue mire politiche ed economiche, è di massima importanza far tornare l’oro sulla scena economica mondiale [ma non il suo] ed assicurarsi quante più adesioni possibili al suo progetto infrastrutturale.

Per comprare oro e argento fisico dai rivenditori più sicuri al mondo ed ai prezzi più bassi sul mercato e per capire come conservarlo nel modo giusto e sottrarti al rischio di confisca, guarda ora il videoseminario che scarichi da questa pagina.

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Staff DeshGold

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6 COMMENTI

  1. personalmente sono decisamente più perplesso dal candore di Roy nel dirci che probabilmente il gold si appresta a crollare anche pesantemente… Sicuro che nessuno ha la sfera di cristallo però solo qualche mese fa su queste pagine chi vedeva un crollo delle quotazioni veniva tacciato di incapacità di visione e veniva invitato a studiare mentre ad oggi quelle persone avevano ragione, eccome…. Dopo anni e anni in cui ci veniva detto che i metalli si stavano dirigendo verso nuovi massimi e sempre la cosa sembrava imminente ora pare si intraveda un bagno di sangue…. pazzesco..

    • Dopo anni che qui abbiamo condiviso dati supportivi ad una forte rivalutazione dell’oro, continuiamo a leggere, dagli stessi dati, che entro fine 2020 l’oro abbia ottime probabilità di vivere questa rivalutazione.

      Cosa ci sarà lungo la strada e come questo potrà verificarsi è tutto da scrivere.

      In questo momento, guardando al breve termine, i metalli sono deboli ed hanno probabilità di continuare a scendere, anche con forza. Forse sei fra quelli che preferirebbero sentirsi dire bugie piuttosto che guardare in faccia alla realtà, talvolta cruda com’è.

      Conoscendo la realtà, cruda com’è, puoi agire e scegliere se proteggerti dalle fasi ribassiste. Evitando la realtà, sofferenza, frustrazione e rabbia sono gli unici sentimenti che troverai per la tua strada.

      La fase di debolezza attuale, al momento, non cancella e non si oppone al fatto che l’oro abbia ancora grandi probabilità di rivalutazione entro fine 2020. Probabilità dovute da un cambio del sistema economico e monetario vigente (che potrebbe avvenire in una sola notte).

      Se ti va di imparare e divenire più maturo nel mondo degli investimenti, questa è la tua chance Raffaele.

      Se vuoi restare al punto attuale, sfoga pure la tua rabbia e la tua frustrazione su di me e su questo blog se pensi possa portarti da qualche parte.

      • forse mi sono perso qualche…puntata, leggendo i commenti precedenti.
        Mi spiego.
        Non mi pare di aver letto su questo blog, di recente, analisi ribassiste, e quindi domando: di quali analisi ribassiste parlano Raffaele e Roy?
        E da cosa dipenderebbe la nuova view ribassista di breve /medio?
        Appunto, non mi pare di aver letto nulla del genere negli articoli recenti……

        • Raffaele si riferisce agli studi e le ricerche che condividiamo sull’andamento di oro, argento e minerari, nel nostro servizio a pagamento chiamato DM Gold.

          Nel breve termine abbiamo evidenziato ai nostri clienti le possibilità di un ribasso e lui ha pensato di venirsi a sfogare di questo qui sul blog. Un classico di chi compra oro senza aver realmente capito quali sono i motivi per cui farlo.

          • Sempre la solita classica risposta che sento da non so più neanche quanti anni. Io non ho scritto il commento per sfogare chissà quale frustrazione ma ho ben chiaramente evidenziato ero solamente perplesso del candore che Roy ha dimostrato nel dire che ci si apprestava ad un molto probabile bagno di sangue (parole sue) sulle quotazioni dei metalli. E dato che in tutti questi anni chi su queste pagine diceva che non sarebbe stato così, ripeto, veniva tacciato di incapacità di visione e veniva invitato a studiare. Ricordo che solo qualche mese fa si continuava a dare per imminente l’esplosione dei prezzi ed oggi la visione si è capovolta. E ripeto che la mia perplessità era nel modo di comunicare tale cambio di scenario. Ovvio che nessuno sa come andranno le cose però dopo anni e anni in cui si da sempre per imminente la salita dei prezzi del gold persino a 5000€ e oltre e poi proprio nel momento in cui il prezzo DEVE assolutamente sfondare certi livelli non lo fa e inizia a crollare, segno che non sta andando esattamente come professato da almeno 6/7 anni, in maniera molto tranquilla e serena si dice che molto probabilmente ci sarà, ripeto ancora, un bagno di sangue e ci si sorprende se a qualcuno girano le balle e come sempre gli si da del frustrato…. Vabbè attendiamo ancora, magari la 3 guerra mondiale è dietro l’angolo…..

          • Raffaele se vuoi sopravvivere sui mercati devi farti entrare in testa che il futuro è sempre da scrivere. Che ci sono scenari più probabili e scenari meno probabili, e che è proprio su queste probabilità che, gli investitori che fanno denaro, basano le loro strategie e le loro azioni.

            Ma mai dimenticarsi o perdere di vista che siamo nel campo delle probabilità.

            Io non ci vedo niente di impossibile se lo scenario per i metalli dovesse essere ancora di sofferenza nel breve termine per poi dare seguito entro fine 2020 alle probabilità potenziali che si evincono da un’accurata analisi storico/statistica e fondamentale.

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