Barometro Oro: 28.Feb.2015

L’oro ha aperto la settimana a $1.203,90 e chiuso a $1.213,70.
Al Comex di New York, i contratti futures per consegna a maggio sono quotati a $1.212,70.

Settimana priva di qualsiasi “tono”, di qualsiasi “vivacita'”, per le quotazioni dei metalli preziosi.

Il metallo giallo continua a “vagabondare” senza meta entro il ristretto canale posto tra l’area a $1.192,00 e i $1.220,00; le quotazioni dell’argento “errano” invece,  tra il “price range” compreso tra i $16,20 e i $16,90 per oncia.

Se analizziamo le quotazioni del metallo giallo da due anni a oggi, possiamo notare che l’oro e’ in fase di “trend laterale” (sideway trend) da almeno 18 mesi (grafico sotto).

GOLDWEEKFEBRUARY

La direzione dell’oro e’ indefinita, i picchi al rialzo e al ribasso si susseguono senza dare segnali nettamente rialzisti o ribassisti.

Pertanto il mercato si trova in assenza di trend.

A gennaio, il metallo giallo aveva rotto al rialzo la sua media mobile a 50 giorni violando al rialzo la resistenza posta a $1.300,00, ma poi si e’ impantanato di nuovo all’interno del canale posto tra i $1.257,00 e i $1.200,00.

Gli indicatori tecnici MACD e RSI stanno “tenendo”, anche se questa settimana l’oro ha violato al ribasso l’area posta a $1.200,00.

Rimango neutrale per le prossime sessioni di trading; l’assoluta assenza di un trend direzionale ci suggerisce che non ci resta altro da fare che “attendere” e osservare.

Lo stesso concetto espresso per l’oro potremmo estenderlo anche all’argento, anche se, ritornando indietro di due anni, la tendenza delle quotazioni dell’argento e’ assai peggiore rispetto all’oro (grafico sotto).

SILVERFEBRUARY

Da 6 mesi a questa parte l’argento e’ scambiato sotto il suo costo di produzione.

Potremmo cominciare a chiederci per quanto tempo ancora le compagnie del settore argentifero potranno estrarre oro accumulando costanti perdite.

L’argento e’ uno dei metalli piu’ rari nella crosta terrestre. Oggi solo il 15%-25% dell’argento prodotto a livello mondiale proviene da giacimenti sfruttati principalmente per l’argento.

La restante parte di argento estratto e’ un sottoprodotto dell’estrazione di oro, rame, piombo e zinco.

Se dai un’occhiata ai grafici di lungo periodo (5 anni) di rame, piombo e zinco, noterai che tutte e tre le quotazioni di queste materie prime (da cui si produce anche l’argento come dicevo) sono ai minimi.

Tutti e tre i settori estrattivi stanno risentendo negativamente delle basse quotazioni di queste tre materie prime; ti ricordo che i costi estrattivi si devono sostenere prima di produrre rame, piombo, zinco e argento.

Questo comporta ingenti impegni finanziari per le compagnie minerarie, che in assenza di adeguati “flussi di cassa” (autofinanziamento), sono costrette a  finanziarsi sul mercato (tramite emissioni obbligazionarie) o contrarre mutui prima di essere in grado di estrarre le materie prime dal sottosuolo.

A questi costi la produzione mondiale non potra’ durare indefinitamente.

Le compagnie di questi settori estrattivi riscontrano “rossi” in bilancio e saranno costrette, in un futuro non molto lontano, a tagliare drasticamente la produzione e la ricerca di nuove miniere, creando le premesse per una violenta inversione del ciclo (come abbiamo scritto qui).

Per l’argento l’inversione del ciclo probabilmente non avverra’ tra poche settimane ma i suoi prezzi sono destinati a salire. Le aziende – in questo caso le compagnie del settore – cosi’ come il corpo umano, non possono rimanere a lungo senza il necessario “nutrimento” (per le aziende l’alimentazione e’ data dai profitti per azionisti e investitori).

DEBITO MONDIALE RECORD E ORO: UN CONFRONTO SBALORDITIVO!

In un articolo del 9 febbraio riportavamo i dati dell’impressionante mole (record) del debito mondiale (pubblico e privato), che attanaglia il pianeta (fai attenzione perche’ i dati calcolati dall’agenzia McKinsey sul debito mondiale possono essere considerati “conservativi”, non prendendo in considerazione i dati del cosiddetto “debito implicito” di cui approfondiremo in un apposito articolo).

Il debito mondiale ha raggiunto la stratosferica somma di quasi 200 trilioni di dollari a fine 2014 e raggiunge il 286% del PIL mondiale.

Bello l’articolo di Gary Christenson del sito “The deviant investor”; Christenson confronta i dati del debito mondiale in rapporto all’estrazione di oro annuale e in rapporto a tutto l’oro estratto nel corso della Storia.

Se i 200 trilioni di dollari americani di debito mondiale fossero garantiti da riserve auree, calcolando che nel corso della storia sono state estratte circa 172.000 tonnellate di oro (equivalenti a 5.500 once d’oro), le quotazioni attuali dell’oro raggiungerebbero le… $36.000 (trentaseimila dollari) per oncia!

In dieci anni il debito pubblico degli USA e’ cresciuto di 10,5 trilioni di dollari: le miniere aurifere americane producono circa 200 tonnellate di oro all’anno. Ovvero: negli USA il debito pubblico e’ aumentato al ritmo di 160.000 dollari per ogni oncia d’oro estratta.

Ancora: gli USA potrebbero aumentare il loro debito pubblico di circa $4 trilioni nei prossimi due anni: dando per scontato che – nonostante nessun “audit” e’ stato eseguito sulle riserve auree della FED da 60 anni a questa parte – la Banca centrale americana possieda 260 milioni di once di riserva, il governo americano spendera’ l’equivalente di tutte le sue riserve auree in meno di 30 giorni…

Conclusione:

il debito mondiale (pubblico e privato) non e’ garantito ne’ da riserve auree (ovviamente…), ne’ da futuri gettiti fiscali o flussi di cassa privati – cash flow. E’ tutto debito garantito… DAL NULLA!

Tutto questo debito e’ classificabile come debito “perpetuo”, o debito “infinito”; e’ un debito in continua crescita a causa degli interessi che si accumulano costantemente sul capitale iniziale e sui successivi interessi.

E’  debito che non sara’ mai rimborsato: e’ irredimibile e si aggiungera’ ad altro debito contratto per fare fronte a questo debito e alle sue scadenze; nuovo debito che andra’ ad accumulare ulteriori interessi sul debito, in un circolo vizioso senza fine.

Storicamente, le societa’ – TUTTE le societa’ – quando sprofondano nel debito infinito (come nel caso attuale), mettono a repentaglio la sfera economica, la sfera sociale, l’evoluzione tecnologica nonche’ culturale: in buona sostanza, si avviano verso la “decadenza”. Tutto l’organismo sociale ne’ risente in modo negativo, sia i “creditori” di questo debito che i debitori dello stesso.

Purtroppo non vi sono che due soluzioni per porre fine al circolo vizioso del debito infinito: ovvero, una dolorosa “ristrutturazione” del debito o una sua altrettanto dolorosa erosione nominale tramite iperinflazione. Solo queste due soluzioni porranno la parola “fine” al debito perpetuo.

Il mondo si avvia, lentamente ma inesorabilmente, verso una di queste due tragiche fasi della sua storia.

 

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.

9 COMMENTI

  1. LA SOLUZIONE L\’HANNO GIÁ NEL CASSETTO, ed é per quello che stampano, stampano e stampano….Credo che tra le due soluzioni ( ristrutturazione o iperinflazione ) quella che adotteranno sará la seconda, allo stile Germania Repubblica di Weinmar 1919-1923, laddove il marco si é svalutato alla milionesima parte in 4 anni e sono sopravissuti.Quindi a stampare finché il debito sará pagato e poi tutti contenti, toglieranno 6 zeri alle valute e a ricominciare da capo.Buona domenica.

    • Buongiorno danilo puoi spiegare meglio che non ho capito bene grazie

      • è un modo per non pagare fino in fondo i debiti in termini reali, salvaguardandoli solo dal punto di vista nominale. In altre parole, per far salvo il contenitore ma non il contenuto.
        Se io ho un debito con te di 10€ con cui puoi comperare p.esempio una cassa di mele, e di colpo la massa monetaria totale viene raddoppiata, allora il potere di acquisto dei 10€ si dimezzerà (sto semplificando, ovviamente).
        Se sono io in possesso del potere di stampare euro e tu sei costretto ad accettarli come strumento di pagamento, allora io ti darò sì 10€ , ma te li consegnerò dopo l’operazione di stampa, cosicchè potrai comperare solo mezza cassa di mele. Il debito risulterà estinto in termini nominali (avanzav10€, e te li ho formalmente dati), ma tu avrai perso il 50% del tuo potere d’acquisto. Io invece stampando le banconote ad libitum ti avrò dimostrato che ti ho fregato
        Tutto ciò perchè viviamo in un mondo in cui il valore delle banconote non è garantito da niente.
        Tu le accetti o perchè sei costretto o perchè ti fidi del valore stampato in esse: oppure per entrambi i motivi
        Anche la fiducia che si denota nell’accettare le banconote è un fattore decisivo
        Infatti accetteresti se io ti proponessi di saldare il mio debito in – che ne so – marenghi della terra di mezzo (moneta di fantasia, si intende)? Mi sa di no…

  2. Ahh quindi meglio conservare oro e in questo caso il metallo giallo cosa accadrebbe al mercato aurifero cordiali saluti

  3. Buongiorno Rick, vorrei una delucidazione circa il fatto che tu dici di conservare eventualmente il tuo gold oltre la fine del ciclo senza vendere e senza riposizionarti con l’eventuale guadagno su un altro asset in ripartenza, per capire se sia una tua eventuale strategia di pensiero. Mi spiego: siamo entrati all’inizio del decennio che vedrà la fine del dollaro come valuta di riserva però per il momento è prematura una sua fine, che per lo meno avverrà con molta più probabilità tra dieci anni, mentre invece la fine di questo ciclo potrà avvenire forse tra cinque anni e cmq entro il 2020. Considerando il successivo quinquennio tra il 2020 e il 2025, molto probabilmente ci sarà la ripartenza dell’azionario, mentre dal 2025 potrebbe ricominciare il nuovo ciclo del gold con una differenza. Cnsiderando la cifra spropositata cui si potrà arrivare alla fine di questo ciclo mi chiedo se effettivamente non convenga attendere il successivo , poichè con la morte del dollaro stavolta il valore del gold non sarà spropositato, bensì infinito, come sottolineato da Maloney. Anche perché rivendendo alla fine di questo ciclo, nella ripartenza del successivo si riuscirà ad acquistare poco metallo visti i prezzi esorbitanti di arrivo e considerando anche le eventuali discese di prezzo. Mi è piaciuta molto la discussione sul silver.

    • Ciao Andrea,
      il tuo ragionamento e’ corretto. Gli USA si avviano verso la fine della loro valuta (dollaro) a titolo di valuta di riserva; secondo le mie previsioni, entro il 2020 – 2025.

      Non possiamo oggi, prevedere, la struttura del nuovo sistema monetario che fara’ seguito a quello attuale; pertanto, la fine del ciclo, non necessariamente coincidera’ con il declino del prezzo dell’oro come nel 1980.

      Difficile, inoltre, oggi, prevedere un futuoro rialzo del mercato azionario.

      La situazione attuale, rispetto al ciclo precedente, e’ cambiata radicalmente, e sotto molti aspetti e’ ancora piu’ imprevedibile, perché a inizio anni ’80 (verso la fine del ciclo dell’oro) il mondo non stava transitando verso l’inizio (o verso la fine) di un assetto monetario mondiale.

      Transitava, verso un assetto geopolitico differente, che avvantaggiava gli USA e il biglietto verde, ma non verso un crollo del sistema monetario, come si avvia attualmente.

      Per esempio: nel 1980 il debito mondiale non era assolutamente paragonabile a quello ammontante attualmente; il sistema monetario aveva subito un crollo nel 1971, quando Nixon aveva sganciato l’oro dal dollaro, ma la situazione di inizio anni ,80 era completamente differente da quella odierna, anche dal punto di vista geopolitico.

      Da li a dieci – unidici anni, declinava l’Impero Sovietico; il dollaro ripartiva al rialzo nel 1982, anticipando il “mondo unipolare” statunitense, ovvero la “fine della Storia” come scriveva Fukushima.

      L’accordo del “Plaza” (tra Giappone, Europa e USA) sottoscritto per indebolire il dollaro, in realta’ funziono’ solo parzialmente; difatti, a inizio 1990 il dollaro, in coincidenza con il declino dell’Impero del Male, riprendeva quota e si avviava ai massimi verso la fine del secolo.

      Oggi, ci avviciniamo al crepuscolo del dollaro com e valuta di riserve, e dato che non possiamo sapere come evolvera’ il sistema economico e monetario futuro, sono certo che il pianeta andra’ incontro a un periodo molto lungo di tragiche trasformazioni.

      Pertanto, ho deciso di mantenere una fetta del mio patrimonio in oro, oltre la fine del ciclo attuale.

      Ciao

      Riccardo Gaiolini
      Analyst & Research
      https://www.deshgold.com

  4. Mi unisco ad Andrea..

  5. Allora vi rivolgo una domanda puo’ essere che da oggi al 2020 l oro porto una rendita del 20% annui di media cordiali saluti e per quanto riguarda l argento?

    • Ciao Ivan e ciao agli altri che fanno questo tipo di domande. E’ impossibile a rispondere a questi quesiti, quindi per favore evitiamo di farle. Non ci sono promesse, non ci sono target, ci sono solo ragionamenti sul fatto che la situazione prima o poi potrebbe implodere.

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