ricchezza nel tempo

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Debito mondiale record: 199 trilioni di dollari. Ecco le implicazioni.

Dopo sette anni (2007-2008) dallo scoppio della bolla creditizia mondiale dei “mutui subprime, il debito mondiale continua a crescere in maniera esponenziale ponendo le fondamenta per la prossima crisi finanziaria.

La crescita ininterrotta del debito mina la stabilita’ finanziaria mondiale e la crescita economica.

Dal 2007 il debito globale e’ cresciuto di 57.000 miliardi di dollari (57 trilioni), con un progresso inesorabile in Giappone, il cui rapporto Debito (privato e pubblico) PIL (Prodotto Interno Lordo) ha raggiunto la stratosferica vetta del 500%!

Il Giappone, come scrivevamo qualche mese fa, e’ avviato verso un’apocalisse finanziaria.

La ricerca e l’approfondimento sul debito globale e’ stata condotta dall’agenzia McKinsey, ricerca svolta prendendo in considerazione la situazione economica, finanziaria e dei bilanci pubblici di ben 47 paesi.

Vuoi conoscere a quanto ammonta il debito globale a fine 2014?
Esattamente a 199.000 mila miliardi di dollari (199 trilioni)!

Il debito totale mondiale procede con  un tasso di crescita di gran lunga superiore al potenziale di espansione economica: attualmente si attesta al 286% del PIL globale.

Il Rapporto McKinsey ci informa che:

“Livelli di debito in crescita costante mettono in serio pericolo la stabilita’ finanziaria globale se alcuni paesi devono affrontare il rischio di una possibile crisi; il debito, anche nei prossimi anni, costituira’ un freno all’espansione economica del PIL mondiale e dara’ origine ad alta volatilita’ nei mercati finanziari che risulteranno essere piu’ fragili in caso di peggioramento economico globale.

Dalla crisi del 2007 i Governi (a livello mondiale) hanno incrementato il loro livello di debito di 25.000 miliardi di dollari (25 trilioni). Nelle economie avanzate tutti i 22 paesi presi in considerazione nello studio hanno visto crescere il rapporto debito/PIL del 50% dall’inizio della crisi.”

Il debito statale globale e’ aumentato a causa dei salvataggi dei relativi sistemi finanziari che stavano per collassare. La recessione e la crisi economica hanno minato alla base i gettiti fiscali e il debito governativo e’ esploso.

McKinsey suggerisce approcci “alternativi” a quelli attuati dai Governi per fare fronte al peso del debito: vendita di assets pubblici (privatizzazione), imposizione di tasse “una tantum” sulla ricchezza, programmi di ristrutturazione del debito.

Ma non e’ solo il debito pubblico a “preoccupare”: e’ anche quello “privato” e nella fattispecie quello delle famiglie.

Soprattutto il debito contratto dalle famiglie per accendere “mutui ipotecari”.

Nelle economie avanzate di Australia, Canada, Danimarca, Svezia, Olanda, Malesia, Corea del Sud e Thailandia, il debito delle famiglie contratto per avviare  mutui e acquistare appartamenti e’ addirittura a livelli piu’ alti di quello della crisi dei mutui “subprime” del 2007-2008.

Per evitare un nuovo collasso finanziario a causa degli alti livelli d’indebitamento privato per accensione di mutui, si dovranno rinegoziare i tempi di rimborso e stabilire standard piu’ severi per la concessione di prestiti.

Preoccupa anche il debito globale della Cina; nel 2007 era di 7.000 miliardi di dollari, sette anni piu’ tardi (2014) e’ giunto a 28.000 miliardi di dollari (debito quadruplicato).

Il debito in Cina e’ stato principalmente contratto in tre settori: quello immobiliare (prestiti e mutui); il debito contratto dai governi locali (divenuto ormai difficilmente gestibile); e il debito privato contratto da aziende e privati tramite il “sistema bancario ombra”, un diffuso sistema di finanziamento dei debiti tramite canali finanziari “non regolamentati” e molte volte “opachi”.

McKinsey afferma che nel caso cinese il Governo della Cina e’ in grado di sostenere un’eventuale “debacle” del debito ma il problema futuro per la Cina rimarra’ il “contenimento” di questi livelli di debito, perche’ un’ulteriore impennata del debito metterebbe a serio rischio la crescita economica  del paese nel prossimo decennio.

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CONCLUSIONE

Tutte le economie, dalle avanzate a quelle emergenti, sembrano aver sempre piu’ necessita’ di crescere tramite espansione del debito, sia pubblico che privato.

Esiguo e’ il numero di economie, a livello planetario, che e’ stato in grado di ridurre i livelli d’indebitamento (deleveraging) e nello stesso tempo di ampliare la propria crescita economica.

Il debito “per investimenti” rimane e rimarra’ il miglior strumento per finanziarie la crescita economica: il problema, a livello globale, e’ la crescita ininterrotta del debito “per finanziamento dei consumi” (credito al consumo) a causa della debolezza della “domanda”.

Ci si indebita per fare fronte ai consumi e non per investire.

Il peggior modo di affrontare una crisi economica e’ quello di finanziare i “consumi” odierni a scapito del benessere futuro e delle prossime generazioni.

Il debito pubblico, in molte economie, anche in questo caso avanzate ed emergenti, non e’ piu’ gestibile tramite inasprimento fiscale (che rischia di “strangolare” la domanda e quindi l’economia).

L’economia globale soffre ancora di “bolle speculative” (come quella dei mutui accessi nelle aree macroeconomiche sopra accennate), che rischiano di deflagrare e riflettersi negativamente sia sulla crescita economica, sia sui futuri livelli occupazionali e sui debiti governativi (se questi saranno costretti, ancora una volta,  a “salvare” i sistemi finanziari da ulteriori collassi).

McKinsey chiude il rapporto affermando che “i responsabili politici dovranno prendere in considerazione nuovi approcci per ridurre il debito globale“.

Che cosa intende McKinsey per “nuovi approcci” per ridurre il debito?

Gli unici metodi storicamente utilizzati per abbattere il gravame del debito sono la  la ristrutturazione (taglio) dello stesso oppure la sua svalutazione tramite inflazione o iperinflazione.

La triste realta’ e’ che il sistema economico mondiale sta avviandosi verso una probabile deflagrazione del debito mondiale (o una serie di deflagrazioni da debito), con relativa inflazione (in molti casi anche iperinflazione) e contestuale avvio di ristrutturazione dei debiti (tramite “tagli”, allungamento delle scadenze dei titoli, veri e propri defaults di stati sovrani o tagli parziali oppure totali degli importi delle “cedole”per interessi) in altri casi.

 

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Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.
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Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.

7 risposte

  1. …..e con tutti i problemi mondiali che ci sono……in questo istante siamo a 1241 euro all oncia, siamo sempre li…..o sono io che sono stupido o sono ignorante, per favore fatemi capire

    1. Il fixing dell oro purtroppp e pilotato dalle banche sono loro che decidono secondo me stanno cercando di immagazzinare piu’ oro possibile per poi portare il prezzo alle stelle credo che il prezzo giusto sia in questo momento economico finanziario e geopolitico intorno alle 1850 euro oncia

  2. …Cristian, abbia pazienza, in settembre o al piú tardi alla fine del 2015 le monete FIAT e tutto il loro teatro crolleranno.

    Un saluto cordiale DANILO

  3. …..e ora siamo a 1233….la Grecia non ha più problemi….l Ucraina pure….l ISI é cosa passata…..la gente riempie i ristoranti……le.borse in rialzosegni di ripresa…che vadano a f…… anche i telegiornali……ma intanto per ora siamo solo noi a fasciarci la testa ed essere pesssimisti……Gennaro e Rick ho bisogno delle voste parole per tranquillizzarmi….ricordo che in mezzo a voi ce gente che crede, gente che ha messo i pochi risparmi per non farseli ‘rubare’, gente che fatica a comprare il latte o portare dal pediatra il figlio….spero di non essere solo io incaxxato verso questo sistema politico, economico, sociale che premia solo i ladri e ignoranti

    1. Cristan buonasera ti rispondo dicendoti che gli ultimi saranno i primi e comprare oro fisico puo’ essere solo un bene per le nostre tasche bisogna avere pazienza cordiali saluti .voglio dire a gennaro di dare le giuste delucidazioni a cristian e a tutti quelle persone che sono incerte a presto

  4. Faccio questa riflessione, ditemi che ne pensate. Dunque, il futuro, sappiamo, le elite lo vogliono a livello sociale diviso tra loro, operanti e identificabili con le multinazionali, un esempio fra tutti google, che si sta comprando pezzi di futuro come Boston Dynamics (che mette i brividi sta cosa), e il resto della popolazione, controllata e costretta a eseguire ordini. Tutti i film socio futuristici raffigurano un mondo così. Quindi ha senso uno scenario di distruzione di economia reale, ha senso causare la catastrofe finanziaria, ha senso che le banche guadagnino mentre la prosperità della nazione cala. D’altronde è il sistema che hanno sempre usato, creare crisi e comprare a prezzi stracciati. Sapete quanta industria italiana è stata comprata in saldo dai maledetti crucchi negli ultimi 5 anni? Da piangere. Credo che l’unica cosa che possiamo fare e che molti di noi fa è accumulare un paio di chili di moneta dei re (non la carta, la carta è debito, non moneta, e il debito è la moneta del popolo), comprare in parallelo un pezzo di terra, non appetibile, lontano da potenziali esigienze di “quelli lì” perché lo sapete vero che stanno acquistando a suon di calci in culo ai contadini migliaia e migliaia di ettari (si stanno comprando il cibo dei tuoi figli amico!), in questo modo mio figlio divenuto uomo potrà non essere del tutto loro schiavo. Poi un muro bello alto intorno e dei fucili. Poi posso anche morire tranquillo, con la mia coscienza intendo, ho fatto quello che potevo.. Grazie anche a Gennaro che mi ha aiutato una parte del progetto è realizzata, ora posso passare al resto, i prezzi dei terreni sono bassi signori, la gente non ha soldi e vende. È l’unica cosa che possiamo fare. Approfittare di chi ormai sta già con un piede nella fossa, senza avercelo buttato dentro noi, però! scusa Gennaro per la prolissitá del mio post. Ne approfitto per ringraziarti Gennaro, e ti faccio notare che consigliare alle persone di comprare oro é realmente come fare opere di bene, considerati un benefattore, che Dio ti benedica.

  5. ….e ora 1220…ma siamo sicuri che il bene.rifugio in cui confidiamo sia il migliore? Non é che ci sfugge qualcosa? Mi sembra strano che CHI CONTA non abbia preso provvedenti acquistando…..e se l avesse fatto si sarebbe mosso qualcosa no?!

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