Barometro Oro: 13.Giu.2015

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Settimana di trading incolore e scialba per le quotazioni del metallo giallo.

Come avevamo gia’ segnalato la scorsa settimana, a livello storico-statistico, i trends dell’oro languono a giugno.
A mio avviso, il mese di giugno e’ il mese piu’ interessante per chi voglia investire in oro fisico, proprio per il fatto che i prezzi sono (in generale) favorevoli per chi acquista.

I primi picchi nella domanda globale di oro fisico si riscontrano in tarda estate (fine agosto) per poi prendere slancio a settembre, sulle ali delle prime festivita’ religiose in India.

E’ importante tenere conto della stagionalita’ dei prezzi dell’oro per chi investe nel metallo giallo.

Riprendiamo il grafico postato nel Barometro del 18 aprile (grafico delle quotazioni dell’oro stagionalizzato a livello mensile, su base di 34 anni di analisi)  e approfondiamolo.

SEASONALGOLD

Giugno e Luglio sono i primi due mesi dell’estate: gli acquisti globali di oro fisico sono fiacchi all’inizio della stagione estiva in quanto in Occidente ci si prepara per le vacanze estive (ad agosto) e i commercianti in oro rinviano i propri acquisti di metallo giallo da settembre in poi, in quanto la domanda dei consumatori e’ scarsa in vista proprio del periodo di ferie.

Come puoi notare dal grafico, in questi due mesi dell’anno (tranne un picco a luglio), le quotazioni dell’oro volgono al ribasso.

Con l’inizio di settembre, invece, inizia la stagione dei matrimoni in India: tradizionalmente, la famiglia della sposa, dota di un’imponente corredo di gioielli e regali in oro la sposa stessa.

In Asia, sempre a settembre, inizia l’importante stagione dei raccolti agricoli e questa e’ l’occasione piu’ propizia per gli agricoltori, di investire parte dei loro proventi in oro fisico da investimento.

Pertanto: in generale, il nono mese dell’anno (settembre), rappresenta il mese di “break-out” con prezzi in salita.

I prezzi dell’oro in aumento attirano la domanda globale e il metallo giallo prende quota.

Dal 2001 al 2012, tra la meta’ di giugno e meta’ ottobre, i prezzi dell’oro sono saliti del 7,5%.

Le quotazioni dell’oro storicamente subiscono una flessione (un sell-off) verso la meta’ di ottobre. Da fine ottobre alla fine di febbraio, spesso si registrano consistenti rialzi (la domanda di oro fisico subisce un incremento in questi mesi a causa delle festivita’ natalizie in Occidente).

I rivenditori di gioielli in Occidente, realizzano la maggior parte delle vendite dell’intero anno proprio tra il Giorno del Ringraziamento e Natale.

Tra la fine di Dicembre e Gennaio, in Occidente si concentra una forte domanda di oro da investimento; mentre tra la fine di Gennaio e Febbraio, il “testimone” degli acquisti di oro da investimento passa alla Cina (Capodanno Cinese).

Invece da Marzo a Maggio, le quotazioni dell’oro volgono al ribasso salvo sporadiche risalite ad Aprile e verso la fine di  Maggio, In genere i grandi investitori prendono profitto in questi mesi (profitto dei rialzi dei mesi precedenti).

Molti risparmiatori e investitori si fanno scoraggiare dalle quotazioni depresse dell’oro a giugno e luglio e non investono in questi mesi; tendono invece a investire proprio quando la domanda aumenta (da Settembre a Febbraio), quando invece dovrebbero acquistare proprio durante la stagione con i prezzi a sconto.

La stagionalita’ e ciclicita’ dei prezzi in oro non e’ stata scalfita neppure dalla Federal Reserve.

Da Giugno 2004 a Giugno 2006 la FED alzo’ il tasso di sconto, quintuplicandolo (il tasso di sconto passo’ dall’1% al 5,25%), eppure – nello stesso lasso di tempo – il prezzo dell’oro incremento’ del 50%.

Nel 1971, il tasso di sconto negli USA era al 3,5%.
Nel 1980 il tasso di sconto era balzato al 20%.
Nello stesso lasso di tempo il prezzo dell’oro era aumentato di oltre 24 volte.

Anche il questo caso, la ciclicita’ e la stagionalita’ dei prezzi dell’oro non fu intaccata dai rialzi dei tassi d’interesse.

Ti chiederai per quale motivo ho approfondito la stagionalita’ e ciclicita’ su base mensile delle quotazioni dell’oro.

In primo luogo l’ho fatto per portarti a conoscenza dei mesi migliori per investire in oro fisico (a mio avviso, da marzo a luglio, ovvero durante il periodo di “pullback” dei prezzi del metallo giallo), in secondo luogo perche’ ritengo che la FED sia necessitata a varare un altro round di espansione monetaria, proprio a partire da autunno in avanti.

Dai un’occhiata all’indice settoriale Dow Jones Transportation.

TRANSPORTATION

Come dicevo settimana scorsa, l’indice Dow Jones Transportation e’ il maggiore indicatore dell’andamento dell’economia reale americana: il grafico ci segnala che l’indice dei trasporti viaggia all’interno di un mercato orso da circa sei mesi.

Segnale che l’economia reale americana e’ in fase di forte contrazione.

A ulteriore prova di quanto sopra, diamo un’occhiata alla velocita’ di circolazione del denaro in USA (grafico sotto).VELOCITYOFMONEYUSA

Puoi vedere che nonostante 3 round di espansione monetaria, dal 2000 ad oggi l’economia reale negli USA si sta letteralmente disintegrando.

L’indice di velocita’ di circolazione del denaro e’ ai livelli piu’ bassi di sempre, sintomo che l’economia “non gira”. Sintomo che il denaro non entra nel circuito produttivo in quanto, sia i consumi che la propensione agli acquisti e agli investimenti, ristagnano,

A livello personale, ritengo che la FED – contro la sua volonta’ – sara’ necessitata’ a varare il QE4.

Ora non so dirti quali potrebbero essere le cause che la spingeranno a varare il nuovo round di espansione monetaria. E’ possibile che entro autunno si materializzi una crisi finanziaria oppure valutaria di portata mondiale e che gli istituti bancari centrali facciano pressione sulla FED spingendola ad agire sull’acceleratore dell’espansione monetaria nel disperato tentativo di svalutare il dollaro e rilanciare l’economia USA e quella mondiale, ed evitare il default deflazionistico del debito globale.

GAZPROM INAUGURA L’ERA DEL “PETROYUAN”!

A Novembre dello scorso anno davamo notizia del primo, grande tentativo da parte della Cina, di svincolare i paesi estrattori di idrocarburi del Golfo Persico dalla dipendenza del dollaro americano (ovvero dal Petrodollaro).

Scrivevamo testuali parole:

La Cina sta progettando, nel medio-lungo termine, di sostituire il dollaro con lo yuan sia per quanto riguarda le importazioni di petrolio e gas dal Golfo che per quanto concerne tutti i rapporti commerciali nella regione del Medio Oriente.”

Se i paesi del Golfo (maggiori esportatori mondiali di idrocarburi) iniziassero a commerciare petrolio e gas in valute differenti dal dollaro, non sarebbero piu’ costretti a rimettere in circolo i dollari derivanti dalle vendite di prodotti energetici tramite il reinvestimento degli stessi in titoli di stato e azioni statunintensi, rafforzando di fatto la forza finanziaria USA.

Se i paesi del Golfo prendessero le distanze dal Petrodollaro, lo status di valuta di riserva mondiale del dollaro sarebbe a rischio. Il biglietto verde deve le sue fortune al fatto che le materie prime sono quotate in dollari e il dollaro americano, quindi, risulta essere la valuta d’intermediazione delle transazioni economiche e finanziarie globali.

Ma le cose (anche se lentamente) stanno cambiando.
L’alleanza tra Russia e Cina e’ destinata ad approfondirsi e  a intensificarsi aprendo un “solco”, una “fenditura” con gli Stati Uniti.

I rapporti di forza geopolitici transitano da Ovest verso Est.
Gli USA saranno costretti a dire addio al Petrodollaro che e’ servito a perpetuare il loro dominio globale.

Il Financial Times ci da notizia che Gazprom Neft, il terzo produttore di petrolio della Federazione Russa, vendera’ petrolio alla Cina in cambio di Yuan invece che di dollari americani.

Gazprom Neft, sussidiara e “braccio” petrolifero del gigante di Stato Gazprom, ha rivelato che dall’inizio del 2015 sta commerciando il greggio con la Cina, facendosi pagare direttamente in Renmimbi cinesi.

I dirigenti russi di Gazprom hanno chiarito che questa si tratta di una prima mossa in risposta alle sanzioni occidentali contro Mosca a causa della Guerra in Ucraina.

Quindi: Gazprom Neft inagura il “PetroYuan”.
Il Financial Times inoltre riferisce che altri importanti gruppi energetici russi, nonostante l’iniziale riluttanza a commerciare greggio contro Yuan, stanno prendendo in considerazione (per il futuro) di vendere idrocarburi in cambio di Renminbi.

Grazie a una serie di accordi politici ed economici con la Russia, la Cina ha intensificato gli acquisti di idrocarburi dalla Federazione Russia del 36% nel 2014, diminuendo l’import dall’Arabia Saudita dell’8% e dal Venezuela dell’11%.

Se a novembre dello scorso anno scrivevamo che l’accordo tra Qatar e Cina per diversificare le proprie riserve valutarie in Yuan era il primo passo verso  la fine del dominio del Petrodollaro e che l’alleanza tra Arabia Saudita e USA era prossima all’implosione, la nascita ufficiale del “PetroYuan” rappresenta un secondo importante passo di sfida nei confronti all’egemonia globale degli USA (in declino) e il riflesso dell’ascesa economica  e finanziaria della Cina (e dello Yuan).

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L'autore: Riccardo Gaiolini

Sono appassionato di mercati finanziari e di analisi intermarket. Amo integrare queste materie con lo studio della strategia geopolitica. Seguimi anche sul mio blog personale: newenergyhorizons.com

5 COMMENTI

  1. Buon giorno,
    Tratto dalla frase dell’articolo:
    …” Se a novembre dello scorso anno scrivevamo che l’accordo tra Qatar e Cina per diversificare le proprie riserve valutarie in Yuan”…
    Mi si accende una lampadina del perché dello scandalo FIFA ( Federazione internazionale di calcio ) contro le assegnazioni dei mondiali di calcio ( Russia 2018 e Qatar 2022 ).
    Adesso potrebbe risultare chiaro come il Sole del perché gli U.S.A. hanno acceso il fuoco sulla FIFA.

    Buoina domenica

  2. Avete sentito che hanno approvato il bail in, ossia l’anticamera del prelievo forzoso sui conti in banca? Credo che si preparino a mettere le toppe all’Europa con i nostri soldi.

    • Se la banca fallisce vengono annullate le azioni e obbligazioni da essa emesse, se la liquidità interna rimane insufficiente tutti i conti sopra ai 100K€ vengono abbassati a 100K€, qualora non bastasse DOVREBBE intervenire qualche fondo istituzionale, se tuttavia il buco rimane scoperto possiamo dire “ciao” ai conti correnti ma DOVREBBERO salvarsi almeno i dossier titoli che passerebbero alla banca d’italia rimanendo di proprietà al risparmiatore privato originale.
      In teoria.

      • La tendenza e’ chiara ragazzi.

        In questo videoseminario: https://deshgold.com
        avevo evidenziato i diversi fattori di rischio (e la soluzione).

        Una soluzione che dovrebbe essere abbastanza chiara per voi che frequentate queste pagine.

        • Si, ricordo. In caso di defalt nazionale riportavi dalla storia (non insegnata a scuola) che il governo si può sbizzarrire tramite variegate soluzioni di sequestro di beni personali oltre alla possibilità di annullamento per legge di ogni titolo obbligazionario statale.

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