Chi possiede l’Oro detta le regole!

Per decenni abbiamo guardato ai Cinesi quasi con disprezzo.

Ricordo quando da bambino andavo al mare e le spiagge erano tempestate da cinesi che giravano con borse piene di merce da vendere.

Si armavano con il loro ombrello parasole, col sorriso sempre stampato sul volto, e sgobbavano sotto il sole per portare a casa il frutto del loro lavoro.

Ricordo che quando si parlava tra amici, la parola “cinese” veniva fuori solo per fare battute o per farne oggetto di sfottò. Era come se ci sentissimo superiori. Come se si parlasse di “una razza inferiore”.

In un’età nella quale stiamo assistendo ad un passaggio di consegne generazionale, dove l’occidente sta passando lo scettro del “potere” e del “comando” all’oriente, il popolo cinese comincia ad essere visto diversamente da gran parte delle popolazioni occidentali.

La Cina sta diventando sempre più forte e alla sua crescita economica sta affiancando anche una crescita nelle sue riserve di Oro. E se diamo uno sguardo alla storia, un dato impressionante viene fuori:

Chi possiede l’Oro detta le regole!

 

La nazione che possiede la più alta riserva di Oro è la nazione che domina e influenza il mondo. Alcuni esempi passati sono Spagna, Gran Bretagna e Stati Uniti.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale gli Stati Uniti si ritrovarono proprietari della più grande riserva di oro al mondo. Quando circa 40 anni fa la Francia insisteva con gli Stati Uniti per farsi pagare i suoi crediti in Oro, l’allora presidente USA (Nixon) chiuse alla possibilità di ripagare i debiti in Oro. Nel 1971 Nixon portò tutto il mondo in un nuovo sistema monetario dove l’Oro usciva completamente di scena.

In questi ultimi anni abbiamo sentito spesso il presidente della FED, Ben Bernanke, dire che l’Oro e’ solo una reliquia barbarica. La domanda a questo punto e’:

“perchè, se l’Oro è solo una reliquia barbarica, l’America negli anni 70 non ha pagato con Oro i debiti che aveva con la Francia?”

La Cina ha fame di Oro

 

Questo mese, la Hong Kong Census and Statistics ha riferito che la Cina ha importato 102,7789 Kili di Oro da Hong Kong nel mese di Novembre 2011, in aumento rispetto ad Ottobre 2011 di ben 86,299 Kili. Gli analisti ritengono che la Cina nel 2011 abbia comprato circa 490 tonnellate d’oro, quasi il doppio rispetto all’importo stimato nel 2010.

Oggi sappiamo che la Cina ha ancora molto debito USA tra le sue riserve. E’ enorme il numero di Titoli di Stato Americani che i Cinesi hanno acquistato in questi anni. Come se non bastasse, la Cina possiede anche numerose riserve in valuta di altri paesi (dunque non solo in valuta USA).

Tra gli evidenti macro-processi in atto da diversi anni vi entra di diritto la corsa delle Banche centrali di tutto il mondo a svalutare la propria valuta. Stiamo assistendo ad una guerra alla svalutazione, dove si cerca di risollevare le economie con una valuta piu’ debole (se la mia valuta e’ debole, questo sara’ un incentivo per i paesi esteri ad acquistare merci a buon prezzo dal mio paese).

Questo sta creando piu’ di un grattacapo alla Cina, che evidentemente prezza in misura sempre piu’ elevata il rischio di ritrovarsi (in un vicino futuro) con tanta carta straccia fra le sue riserve.

Infatti piu’ le Banche centrali svalutano le loro valute, e piu’ perde di valore l’ammontare di riserve in valuta estera detenuto dalla Cina. Se per assurdo domani tutte queste valute dovessero valere zero, la Cina si accorgerebbe che gran parte dei suoi assetts sarebbero volati via (perche’ non varrebbero piu’ nulla).

Ecco perche’, a mio modo di vedere, la Cina da diversi anni sta accumulando ingenti quantita’ di Oro fisico. E continuera’ a farlo! In questo modo puo’ prendere due piccioni con una fava:

piccione n.1) Ribilanciare le sue riserve (diminuendo il peso che oggi hanno i titoli di Stato USA e le altre riserve in valuta estera e aumentando il peso dell’Oro)

piccione n.2) Diventare il paese con la piu’ alta riserva di Oro del mondo. Questo la portera’ ad essere la potenza mondiale dominante dell’immediato futuro.

La Cina ad oggi è il produttore di Oro numero 1 a livello mondiale, ed è anche il principale acquirente di Oro. Credo che la Cina nei prossimi anni creera’ la piu’ grande posizione in Oro di tutto il mondo.

Ogni volta che c’è una grande quantità d’oro in vendita (da una banca centrale o dal Fondo Monetario Internazionale), la Cina è lì tra gli acquirenti.

L’informazione fatta girare a livello nazionale nei confronti dei cittadini e’ quella di accumulare Oro. Diversi lettori mi hanno scritto in questi mesi dicendomi di essere stati in Cina e di aver visto che nei telegiornali si invita i cittadini ad accumulare Oro!

Hai mai visto uno spazio in un telegiornale Italiano che ti invita ad accumulare Oro?

Ancora, l’oro può entrare in Cina ma non un’oncia d’oro puo’ lasciare la Cina. Non e’ permesso. Ogni oncia d’oro che viene estratta in Cina deve, per legge, essere venduta al governo Cinese. Tutto questo spinge verso un’unica, chiara, limpida direzione.

La nascita dello Yuan d’Oro (yuan gold-backed)

 

Quando la Cina avrà più oro di qualsiasi altra nazione potra’ dare vita allo yuan d’oro (lo yuan e’ la valuta cinese, e per yuan d’Oro intendo uno yuan sorretto da Oro come garanzia).  A quel punto sarà la Cina a fissare il prezzo dell’Oro, e probabilmente il prezzo ufficiale dell’Oro non sarà più fissato a Londra come avviene oggi, ma sarà fissato a Pechino.

Con il nuovo sistema monetario basato sullo “yuan gold-backed” (yuan sorretto da Oro) il dollaro USA perderà il privilegio di riserva mondiale (come saprai al giorno d’oggi il dollaro USA e’ la valuta di riferimento per tutto il mondo, e’ per questo motivo che le materie prime di tutto il mondo sono prezzate in dollari).

Quando questo accadrà sarà un duro colpo per gli Stati Uniti che non saranno più in grado di sorreggere l’enorme mole di debito che hanno oggi.

Infatti perdendo il dollaro lo status di riserva del mondo, per gli USA sarà tremendamente più difficile rinnovare il debito e questo porterà ad una rapida salita dei tassi di interesse sui titoli di Stato.

Come in oltre 2.000 anni del passato, ancora una volta l’Oro sarà l’elemento che porterà equilibrio, ponendo fine al grande esperimento iniziato nel 1971 con il presidente Nixon.

Esatto. La corsa all’Oro non è terminata.

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Roy Reale

L’intera storia della scienza è stata una graduale presa di coscienza del fatto che gli eventi non accadono in un modo arbitrario ma che riflettono un certo ordine sottostante. E’ mia ferma convinzione che questo ordine sia presente anche nei mercati finanziari. Ciò che mi muove sono la sete di verità e la voglia di andare a fondo nell’approfondire il codice che dà ordine ai mercati.

18 COMMENTI

  1. Grande articolo ! Bello, chiaro ,limpido e completo.
    Come altro materiale da Deshgold lo diffonderò.
    Con stima
    annalisa

  2. Complimenti per l’ articolo Gennaro, interessante e molto ben scritto.

  3. @Annalisa e @Valerio

    Grazie di cuore ad entrambi.

  4. la realta dei fatti è che il prezzo di oro e argento sono lontani dai loro massimi e non ne vogliono sapere di alzarsi.

  5. Mi unisco ai complimenti per la chiarezza e semplicità dell’articolo che lo rende comprensibile anche ai più neofiti come me.
    In Cina la corsa all’oro prosegue senza ostacoli, ma va precisato che in India ci sono state delle battute d’arresto sull’import di questo metallo.
    Per quanto riguarda chi detterà le regole nel prossimo futuro non scommetterei sulla Cina , la sua potenza economica è sicuramente surclassata da una potenza militare in questo momento inarrivabile in tutto il mondo.
    Bombe e aerei battono oro e argento…..purtroppo.
    saluti

    • Ciao mi permetto umilmente d’intervenire anche con la mia opinione, e chi ci dice che la Cina non sia anche una potenza militare, ha i soldi, ha la tecnologia e una riserva di cervelli infinita, sta investendo tantissimo sulla formazione di nuovi cervelli, entro dieci anni il divario con gli USA sarà colmato se non ampiamente superato.

  6. Ottimo articolo Gennaro,
    come sempre riesci sempre ad andare oltre l’analisi tecnica integrando lo studio dei metalli preziosi con l’analisi geopolitica e i riflessi che quest’ultima ha sui prezzi a livello mondiale.
    Aggiungo che sul mercato del petrolio (dopo la decisione di Nixon di sganciare l’oro dal dollaro quest’ultimo è stato “agganciato” informalmente al petrolio, ovvero grazie ad accordi con gli stati produttori di oro nero tutto il greggio sarebbe stato commerciato in dollari statunitensi, che pertanto rimasero la valuta di riserva mondiale poché si era creata una domanda internazionale di valuta statunitense — sistema detto dei “petrodollari”) come dicevo stanno accadendo eventi di cui i media mainstram non ne evidenziano la reale portata.

    Arabia Saudita e Cina hanno stretto recentemente un accordo per la costruzione di una delle più grandi raffinerie mondiali che sarà operativa nel Red Sea Port City di Yanbu nel 2014. La compagnia cinese Sinopec e la saudita Aramco opereranno congiuntamente per la realizzazione di questa imponente raffineria che sarà in grado di raffinare 400.000 barili al giorno di petrolio subito a partire dal 2014.Mentre la capacità di raffinazione negli USA è in drastico declino, la Cina sta incrementando la propria. La Cina è impegnata in realizzazione di impianti petroliferi e raffinerie anche in Egitto e in Nigeria.

    La Russia e la Cina hanno già iniziato a commerciare usando le loro valute nazionali al posto del dollaro americano. I BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) stanno discutendo da tempo la sostituzione del dollaro USA nei propri commerci, introducendo come valuta di scambio le proprie divise.

    In sostanza: la fine del dollaro come valuta di riserva mondiale è iniziata e non può che accelerare. E’ probabile che anche altre nazioni si aggreghino a quanto stanno pianificando i BRICS, portando gli Stati Uniti e la loro valuta verso la fine del loro predominio nel commercio mondiale.

    Combinata con quanto ha esposto Gennaro nell’esaustivo articolo di cui sopra, cosa pensate che potrebbe succedere al prezzo dell’oro da qui a qualche anno? Correte a farne incetta, attualmente è ancora a buon mercato

  7. Splendido articolo Gennaro, i miei complimenti:-)
    Ma oltre allo yuan e ad altre valute dei paesi BRICS potrebbe essere usata in futuro anche
    una nuova valuta “MONDIALE”?
    In alcuni aritcoli negli ultimi anni dopo la crisi del 2008 si è sentito spesso parlare di una ” moneta mondiale”, come ad esempio l'”amero”.
    Si tratta solo di un’ utopia o di una possibile realtà futura?
    Cari saluti

  8. Hai ragione Martina. Quella di cui parli credo sia una possibilita’ molto concreta. Staremo a vedere.

  9. bell’articolo , ma io ho dei dubbi sulla potenza della cina. per me il mondo è in mano agli ebrei altro che cinesi. sono gli ebrei che dirigono tutto e possono fare tutto.

  10. Bello l’articolo,completo e scorrevole!!!Alla prossima

  11. complimenti per l’ottimo articolo e per l’aggiunta di Rick

  12. Bell’articolo, non dimentichiamo che Cina e Russia sono due (semi)dittature e hanno ovviamente la stampante monetaria (e ci mancherebbe altro non c’è solo Helicopter Ben) quindi se stanno puntando sull’oro in alternativa al dollaro, lo faranno con costanza e determinazione e con i mezzi necessari. La Russia anzi potrebbe alleggerire l’euro come forse sta già facendo visto il furto che hanno subito a Cipro.

  13. Bell articolo, come sempre. Ma, ora, vorrei sapere con “precisione” se mai dovesse venire la fine del potere economico mondiale del dollare quali sarebbero le conseguenze per tutto il mondo, e le seu economie.
    Per quanto cerchi di sforzarmi non riesco ad immaginare unn dollaro scadente come moneta, “scadente” da come riporta l articolo e’ un complimento.

  14. ciao Gennaro! ti seguo-leggo. grazie. attilio

    • Grazie a te Attilio.

      • Sono in cina da tempo e confermo una corsa all’oro della gente . Si vende in tutte le banche.

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