Un breve outlook sull’andamento delle quotazioni dell’argento

Il prezzo dell’argento, dopo aver toccato un massimo il 29 aprile 2011 (quando quoto’ intorno ai $49,00 per oncia), ha successivamente imboccato una fase di discesa, toccando nel 2013 due minimi (il 27 giugno a $18,40 e il 3 dicembre a $19,11).

Le quotazioni attuali (aprile 2014) si stanno avvicinando ai minimi di giugno e dicembre 2013 (grafico sotto).

L’AMPLIAMENTO DELL’OFFERTA MONDIALE DI ARGENTO

In un prossimo articolo approfondiro’ la questione dell’offerta globale di argento.

In questo scritto mi limitero’ ad informarti che le quotazioni dell’argento stanno risentendo in modo negativo l’eccesso di offerta mondiale di questo metallo prezioso.

Il 75% dell’argento estratto e’ un sottoprodotto dell’estrazione di altri metalli (rame, piombo, zinco e oro).

Tre anni fa, quando la forbice delle quotazioni dell’argento era compresa fra i $30,00 e i $45,00 per oncia, i prezzi spinsero il settore minerario ad effettuare ingenti investimenti per l’estrazione del metallo.

Le compagnie minerarie investirono enormi capitali per l’espansione del settore: ecco perchè non possono permettersi di chiudere le miniere in questa fase, allo scopo di frenare la produzione; ciò significherebbe semplicemente dissipare gli ingenti sforzi finanziari fatti dalle stesse compagnie fino a questo momento.

In aggiunta, le spese di chiusura delle miniere sarebbero oltremodo onerose, e potrebbero causare il tracollo di questo ramo dell’industria estrattiva.

Pertanto in questo momento il settore non puo’ permettersi (a livello finanziario) di interrompere la produzione. E i ritmi estrattivi sono ai massimi. 

First Majestic, per esempio, ha annunciato una produzione record nei primi tre mesi del 2014.

Ma quanto costa estrarre argento? 

Il costo di produzione medio dell’argento (stime) varia dai $20 ai $22 dollari per oncia estratta. 

Quindi, il prezzo medio d’estrazione supera il prezzo attuale di vendita. 

Per quanto tempo il settore potra’ essere in grado di fare fronte a prezzi di vendita dell’argento, addirittura sotto il livello del costo di produzione?

Non intendo fare previsioni in merito, ma ritengo che se il prezzo dell’argento dovesse scivolare intorno ai $17,50 – $18,00, il settore andrebbe incontro ad una crisi senza precedenti, che lo costringerebbe a ridurre drasticamente i ritmi di produzione.

CONCLUSIONI

Il quadro tecnico di breve periodo rimane ancora negativo, in quanto risente dei fattori sopra considerati.

Se pero’ esaminiamo un orizzonte temporale di lungo termine, il quadro si fa nettamente positivo.

In un’economia di mercato, il costo medio di un prodotto non puo’, sul lungo periodo, rimanere costantemente al di sopra del prezzo di vendita dello stesso, pena il fallimento dell’impresa e del settore.

L’espansione dei ritmi estrattivi dell’argento e’ destinata a ripercuotersi sulle sue quotazioni nel breve termine.

Le compagnie non sono in grado di serrare le miniere a causa dei forti investimenti effettuati.

Ma, d’altro canto, una volta “ammortizzati” i costi dei finanziamenti, se il prezzo dell’argento non dovesse varcare il costo d’estrazione, l’offerta subirebbe un arresto “forzato”, causandone un conseguente rialzo del prezzo.

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.

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