I “BRICS” verso la costituzione di un’istituzione monetaria alternativa al FMI

Di grande rilievo finanziario, economico e geopolitico e’ la notizia apparsa on-line il 14 aprile, che approfondisce la questione relativa alla costituzione da parte dei BRICS (Brasile, Russia, India e Cina e Sudafrica), di un’istituzione monetaria alternativa al FMI (Fondo Monetario Internazionale).

E’ stato inserito nel mosaico un altro importante e fondamentale tassello verso l’abbandono del dollaro americano come valuta di riserva globale, nonche’ delle istituzioni finanziarie che ne sostengono gli interessi economici e politici.

Ricordo che il FMI (con la Banca Mondiale) e’ una delle istituzioni create a Bretton Woods, dominate dall’Occidente e dalle sue logiche finanziarie e geopolitiche.

Esso e’ partecipato in via prioritaria dagli USA e dalla UE, e segue pedissequamente le direttive di queste due aree macroeconomiche. 

Per anni il FMI ha “concesso” prestiti ai Paesi in via di sviluppo, in cambio di “riforme strutturali” che ne hanno danneggiato la capacita’ economica, distrutto gli equilibri sociali e devastato l’ambiente, nonche’ ponendo loro condizioni capestro, rendendo difficilissimo ripagare i prestiti elargiti.

Il Fondo Monetario Internazionale e’ piu’ volte corso in “aiuto” delle istituzioni finanziarie internazionali (banche d’affari) esposte verso titoli finanziari di Paesi in crisi (per esempio con la crisi Messicana del 1995, rilevando i titoli in mano di queste istituzioni finanziarie).

Il FMI e’ anche accusato di scarsa trasparenza contabile e amministrativa.

E’ importante sottolineare che il FMI agisce come “braccio finanziario” degli USA e dell’oligarchia finanziaria anglo-sassone; esso ne tutela gli interessi finanziari e valutari. 

Ora, i BRICS stanno strutturando un’organizzazione in grado di favorire la stabilita’ monetaria e la cooperazione commerciale delle proprie macroaree economiche di pertinenza.

La nuova struttura dovrebbe essere operativa gia’ a partire dal 2015. 

L’Istituzione si chiamera’ “BRICS Development Bank” (Banca di Sviluppo per i BRICS) e i quattro Paesi conferiranno quote di 100 miliardi di dollari ciascuno per il capitale iniziale.

Questa nuova organizzazione finanziaria mondiale, con a capo i BRICS, rappresenta una “sfida aperta” all’ordine internazionale valutario mondiale, imposto dall’Occidente a tutto il pianeta con gli accordi di Bretton Woods, con i quali si stabiliva che la valuta di riserva globale sarebbe stata il dollaro americano.

Da allora tutte le Banche Centrali sono “costrette” a detenere dollari nelle proprie riserve, in quanto la moneta piu’ utilizzata nelle transazioni globali e’ il dollaro USA.

Ritornando alla nuova istituzione:  sara’ costituito anche un fondo valutario di riserva; i prestiti che la nuova Banca fornira’ saranno indirizzati prevalentemente ai Paesi in via di sviluppo (Africa in primis).

La Banca potrebbe fornire a questi Paesi, non solo prestiti finanziari per progetti infrastrutturali di lungo termine (per es. costruzioni di centrali idroelettriche), ma potra’ fornire loro anche “attrezzature tecniche”, “know-how industriale” e “societa’ esperte di settore” – “main contractors”, per favorire la costruzione degli impianti e delle infrastrutture.

La creazione di questa nuova istituzione da parte dei BRICS ha una forte valenza politica, in quanto permette loro di promuovere i rispettivi interessi all’estero, senza l’intermediazione del FMI (ovvero dell’Occidente).

Essa permettera’ di rafforzare i rapporti commerciali, finanziari e politici tra i BRICS e i Paesi emergenti e quelli in via di sviluppo, proteggendone e favorendone gli interessi finanziari e valutari,  e la mutua collaborazione.

Il fondo valutario da istituire sara’ messo a disposizione per prevenire crisi valutarie dei componenti e stabilizzarne i cambi, nell’eventualita’ di massicce fughe di capitali dovute a crisi finanziarie o geopolitiche (prendiamo per esempio il caso del rublo russo, che recentemente ha subito la svalutazione a causa della crisi valutaria degli emergenti, combinata con la crisi in Ucraina).

Questo fondo valutario sara’ costituito in gran parte dalla moneta europea (Euro) e dalle monete nazionali dei principali Paesi sviluppati.

L’aspetto rilevante della costituzione di questo fondo e’ l’assoluta assenza della valuta statunitense (dollaro) come valuta di riserva del fondo stesso.

I BRICS intendono stabilire una cooperazione finanziaria e monetaria tra i loro Paesi e quelli in via di sviluppo, all’interno della quale il dollaro statunitense non abbia voce in capitolo.

E’ vero che il capitale iniziale della Banca e’ costituito in dollari americani.

Ma e’ altrettanto vero, come riporta l’articolo, che viste le continue minacce di sanzioni economiche da parte di USA e della UE nei confronti della Russia, anche questo capitale potra’ essere convertito in rubli e in parte nelle altre monete nazionali dei componenti del BRICS.

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.

7 COMMENTI

  1. L’ho sempre detto che alla fine ci salveranno la Russia e la Cina dall’egemonia americana!Ben venga.

  2. Ottimo articolo Rick

  3. Ma questo é un beno o un male per il mercato dell’ oro?

  4. Ciao Alain,
    in primo luogo, questa notizia, come del resto molte altre che ho inserito tramite articoli sul sito (le banche centrali che investono in yuan, gli accordi internazionali tra macroaree economiche per scambiarsi beni e servizi in valute differenti dal dollaro ecc.) sono il “segno dei tempi”.

    E’ necessario e fondamentale leggere i “segni dei tempi”, per capire la direzione che sta prendendo l’intero mondo economico e finanziario. E i trends ci stanno indicando l’eclisse del dollaro americano come valuta di riserva.

    Se vuoi la mia opinione, andremo incontro, nei prossimi anni, a un collasso globale dell’ordine monetario post-Bretton Woods, e post-1971 (quando il dollaro fu sganciato dall’oro).

    Dopo il collasso monetario sara’ costituito un nuovo paniere di valute, che faranno da “valuta di riserva globale” per un nuovo ordine monetario piu’ stabile e meno squilibrato verso l’attuale macroarea nordamericana ed europea.

    Lo Yuan fara’ parte di questo paniere di valute? Personalmente credo che, entro qualche anno, lo Yuan sara’ sostituito da una nuova moneta; magari si chiamera’ “Ming”…..non importa come si chiamera’, ma quello che e’ necessario comprendere e’ che essa sara’ interamente o parzialmente coperta da oro, e quindi avra’ credibilita’ per fungere da valuta di riserva mondiale.

    E’ per questa ragione che le Banche Centrali stano diversificando le loro riserve in Yuan. Quando tra qualche anno, la Cina comunichera’ al mondo intero che varera’ una nuova valuta (il “Ming” per esempio), ci informera’ che sara’ convertibile e coperto da oro.

    A quel punto, le Banche Centrali che saranno state previdenti e che avranno gia’ diversificato le loro riserve valutarie in Yuan, godranno di un “diritto di prelazione” nella conversione di Yuan in Ming. Se per un Ming ci vorranno 5 Yuan, esse potranno convertire solo ” Yuan” in una moneta “Ming”, avendo gia’ detenuto riserve in Yuan.

    La correlazione tra “oro e dollaro americano” sara’ completamente stravolta a favore del primo in quanto il secondo tendera’ gradualmente a collassare.

    Sara’ la fine del Signoraggio Globale del Dollaro Americano, ovvero dell’Imperialismo Monetario che permette agli USA di indebitarsi con l’estero, traendone beni e servizi in cambio di….impulsi elettronici e biglietti colorati di verde.

    L’oro si rivalutera’ e tutte le atlre valute si sviliranno fino al prossimo nuovo ordine monetario internazionale.

    Molti commentatori, fanno riferimento alla previsione di Sinclair (50.000$ dollari per oncia). Fate attenzione, perche’ non dovete considerare i $50.000,00 al valore attuale……….se l’oro dovesse anche arrivare solamente a $3.500,00 dollari per oncia, quei $3.500,00 dollari non avranno il valore attuale, perche’ si intendono svalutati. Certo, l’oro manterra’ intatto il proprio valore (lo mantiene intatto e lo incrementa la ricchezza in tempi inter-generazionali); sara’ il dollaro a non avere piu’ valore, ma non fate paragoni con il “valore” attuale del dollaro, perche’, in futuro, $3.500,00 dollari varranno molto meno di oggi.

    Ciao

    Riccardo G.
    Analyst & Research
    http://www.deshgold.com

    • Mi sembrava strano che Sinclair avesse dato 50000 USD come valore finale!Ora è chiaro, con la svalutazione del dollaro varranno magari 8000 USD l’oncia p.e. Se così fosse il guadagno ci sarebbe ugualmente, bisogna poi vedere se lo Stato italiano quanto aumenterà le imposte sulla vendita (credo proprio di sì). Questa comunque è la fregatura che si ha quando tutto viene rapportato al Dollaro. Occorre cmq vedere quanto il dollaro si svaluterà. In conclusione il ragionamento di Sinclair non fa una piega.

  5. Ah ok rick quindi in poche parole diciamo che, chi ha investito in piccole somme di oro meglio che se lo tenga ben stretto ,che ne raccoglierà i frutti col tempo se non ho capito male..

  6. LA CONCORRENZA É SEMPRE BUONA, SANA E BENVENUTA

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