“The game is over”. Gioco finito: e’ meglio che la Grecia lasci l’Euro?

Il titolo di questo articolo e’ la traduzione dell’interessante brano apparso sul Telegraph, a firma Allister Heath. In tutta franchezza ho aggiunto un punto di domanda al titolo stesso.

Ritengo che questo pezzo di giornalismo economico sia estremamente interessante, te lo riporto tradotto e con l’aggiunta del mio punto di vista.

Secondo Heath e’ tempo ormai per la Grecia di abbandonare l’Euro, fare default sul debito e intraprendere una propria strada economica alternativa a quella dell’Eurozona.

Per i cittadini greci, le conseguenze nel breve termine potranno anche essere disastrose (iperinflazione della Nuova Dracma), ma non vi sono altre alternative.

Syriza, il partito al Governo in Grecia, deve mantenere le promesse fatte ai propri elettori ma le casse dello Stato sono praticamente vuote.

Entro il 28 febbraio i forzieri dello Stato greco non saranno piu’ disponibili a finanziare le spese correnti, in quanto, in assenza di un accordo con la Troika, rischiera’ di non ricevere una tranche di 7,2 miliardi di Euro di prestiti.

Le banche greche necessitano di 40 miliardi di Euro entro 3 mesi pena il collasso del sistema finanziario ellenico.

Da un sondaggio della N24/TNS, il 43% dei cittadini tedeschi sono contrari alla negoziazione (riduzione) del debito greco, o di una rinegoziazione dei tempi di pagamento dello stesso.

Ti ricordo che l’80% del debito pubblico greco e’ cosi’ suddiviso: il 60% in mano al MES (Meccanismo Europeo di Stabilita’), 8% alla BCE e 12% in mano al FMI (Fondo Monetario Internazionale).

Proprio per il fatto che solo il 20% del debito pubblico greco e’ in mani di investitori privati, sarebbe ragionevole trovare un accordo.

Ma la Germania (o meglio la CDU il partito della Signora Merkel), principale finanziatrice del MES, a mio modo di vedere non puo’ permettersi di venire a patti con Alexis Tsipras.

Per quali ragioni?
La CDU e’ incalzata politicamente dai partiti tedeschi euroscetti, quali Alternative Fur Deutschland e Pegida.

Non puo’ permettersi di farsi logorare l’immagine interna da Tsipras e pertanto difficilmente verra’ a patto con il Governo Greco.

La Grecia per decenni ha avuto una classe dirigente, a livello politico, parassitaria e clientelare. Non c’e’ dubbio: il paese ellenico, a mio modo di vedere, non aveva neppure i requisiti finanziari per entrare nell’Eurozona.

E’ altrettanto vero che l’Euro, sistema di cambi fissi (e non moneta unica europea), si e’ dimostrato un fallimento strutturale perche’ ha ampliato i “solchi” economici tra i paesi aderenti, dilatando i disavanzi strutturali delle bilance commerciali (i paesi del Blocco Nordico sono diventati esportatori netti, i paesi del Sud Europa importatori netti).

L’Euro si e’ rivelato una moneta velleitaria, calata dall’alto dalle oligarchie eurocratiche, senza alcun supporto nell’economia reale.

Come dice bene Heath, non e’ realizzabile una moneta unica all’interno di una zona economica come l’Europa, profondamente diversa per dinamiche produttive senza che vi siano dei requisiti di omogeneita’ economica in tutta l’area europea.

L’Unione europea prima di costruire la moneta unica avrebbe dovuto convergere verso altri parametri economici, ovvero:

  • mercati del lavoro uniformi
  • flessibilita’ e capacita’ di riallocazione di tutte le risorse economiche verso settori ad alta produttivita’
  • mobilita’ della forza lavoro in tutto lo spazio economico europeo come negli USA
  • sistema fiscale federale e redistribuzione permamente delle ricchezze verso quelle aree meno sviluppate, ecc…

Aggiungo che l’Europa non e’ un soggetto ne’ geopolitico ne’ militare e che in un mondo globalizzato questo risulta essere un grave impedimento all’integrazione dell’Unione Europea verso un soggetto politico unitario in grado di confrontarsi con le grandi questioni del mondo globalizzato.

Concordo con la versione finale dell’articolo di Heath.

Per ragioni storiche, l’Europa e’ figlia di Stati con forti identita’ nazionali (o addirittura regionali) e difficilmente riuscira’ a integrarsi e fondersi in un unico SuperStato Federale, con una politica finanziaria, economica, estera e della difesa comune.

E’ probabile, anzi, che l’Eurozona imploda prima o entro il 2020, innescando una depressione economica globale.

E’ per questa ragione, conclude Heath, che la “questione greca” – ovvero la sua uscita dall’Euro – va gestita con estrema attenzione dai responsabili politici ed economici dell’Eurozona.

Sara’ il banco di prova per altre crisi simili che si innescheranno i prossimi anni nell’Eurozona.

Come ti dicevo, rispetto ad Heath ho messo un punto di domanda al titolo dell’articolo.

Sono certo che la Grecia lascera’ l’Eurozona. Non so tra quanto. Potrebbe essere tra un mese, forse tre, forse sei, forse un anno. Non so.

Non sono certo invece, che l’evento sia da considerarsi in se’ positivo.
Anche se neppure Heath fa una simile affermazione.
Heath pero’ e inglese e la Gran Bretagna non ha adottato l’Euro.

Di conseguenza, le conseguenze economiche, sociali  e politiche di un’uscita dall’Euro della Grecia, saranno sicuramente ammortizzate meglio nell’isola del Regno Unito, con la sua City finanziaria e la sua Sterlina, piuttosto che nell’Eurozona.

 

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.

6 COMMENTI

  1. Ciao Gennaro,
    tale Jphn Ludd che scrive spesso e pare con competenza su Icebergfinanza oggi al riguardo dell’oro sostiene quanto segue: “L’oro è una specie di mania. C’è una sola buona ragione per detenerlo nella forma e nel luogo corretto: è l’unica assicurazione possibile al rischio sistemico di medio/alta intensità rappresentato dal collasso del sistema finanziario. Immaginare quanto potrà valere in dollari/euro/yen è a mio avviso un’assurdità. Varrà quel che varrà in termini di farina, kW/h etc… Se uno crede che questo rischio sia zero non dovrebbe detenere oro, dato che non è neppure un valido inflation hedge come dimostrato da 400 anni di analisi statistica. Temo si consumino più parole di quanto necessario. Si vede che abbiamo tutti molto tempo da perdere. Dice che l’oro non difende dall’inflazione come dimostrato da analisi statistica. Non ho elementi per valutare la sua affermazione. Tu cosa ne pensi? Grazie. Ciao

    • Nelle sue parole ci sono degli ottimi spunti Livio.

      Non e’ l’inflazione il motore principale per il rialzo dell’oro.
      Il rischio sistemico e la sopra/sottovalutazione con altre classi di attivi – ad esempio – sono driver in questo momento molto piu’ interessanti.

      Se guardiamo al lungo termine, sopratutto guardando al 1971 (anno dal quale l’oro è diventato libero di fluttuare sul mercato), scopriamo che il metallo e’ un’ottima protezione dall’inflazione.

      Immagina di essere nel 1970 insieme ad un tuo amico.
      Tu decidi di trasformare 100mila Lire in Oro.
      Il tuo amico decide di portare con se le 100mila Lire.

      Oggi a distanza di 45 anni, chi credi abbia conservato meglio il suo potere d’acquisto?

      Ma guarda, non hai neanche bisogno di fare un esempio dopo 45 anni.
      Puoi farlo anche dopo 25/30 anni.

      Il punto e’ che – sul breve – ci sono fasi in cui l’oro puo’ non proteggere il tuo potere d’acquisto. Sul lungo termine, l’oro e’ un asset che ti permette SEMPRE di recuperare il potere d’acquisto che avevi in un preciso momento.

      Ricapitolando: se vuoi creare un tuo personale fondo pensione, o vuoi lasciare un’eredita’ ad un figlio o persona a te cara, io (a 30 anni di distanza da oggi) mi porterei oro piuttosto che valuta (o piuttosto che mettere questi soldi in un fondo pensione).

      Se investi oggi in oro per una potenziale succosa plusvalenza di piu’ breve termine (2-5 anni?) in questo momento non e’ il driver dell’inflazione che devi guardare.

      Se poi qui in Europa si innesca una nuova Weimar, allora qui si aprono altre considerazioni da fare.

      • Infatti se poi si creerà una seconda Repubblica di Weimar in Europa, ci saranno i presupposti per trasformare qualche etto di oro in tutto ciò che si vuole, è una chiave che apre qualunque serratura. Basti ricordare che con poco più di mezzo kg si riuscirono ad acquistare tutti i locali commerciali di un intero isolato del centro (e non periferia!) di una tra le più grandi capitali d’Europa! E’solo questione di tempo, alla deflazione seguirà prima una grande inflazione e successivamente una iperinflazione mostruosa.

        • Tra l’altro credete ancora nelle pensioni?Avete letto la notizia di oggi che potranno calare del 47%?

        • Bhè potrebbe non essere niente male vivere una iperinflazione con in saccoccia un bel po’ di oro…

  2. Grazie della tua puntuale e chiara spiegazione.

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