Barometro Oro: 31.gen.2015

L’oro ha aperto la settimana a $1.294,50 e chiuso a $1.282,90.
Al Comex di New York i contratti futures per consegna ad aprile sono quotati a $1.284,90.

Nelle ultime settimane di trading le quotazioni del metallo giallo si sono portate ai massimi da cinque mesi a questa parte toccando area $1.308,00; l’oro pero’ non e’ riuscito a consolidare in area $1.300,00 trattenendosi invece in area posta tra i $1.254,00 e 1.285,00.

L’ultima volta che l’oro testava area $1.300,00 accadeva in agosto, tra il dodicesimo e il tredicesimo giorno dell’ottavo mese del 2014, quando sfiorava quota $1.315,00; l’oro toccava i propri minimi durante le ultime sessioni di trading di ottobre 2014 testando quota $1.160,00 per toccare un nuovo minimo durante i primi giorni di novembre a $1.137,00.

Il supporto fondamentale di lungo periodo rimane in area $1.240,00/$1.250,00; questo livello di supporto fornisce una forte resistenza contro le tendenze ribassiste e giochera’ un ruolo fondamentale nelle quotazioni, anche nelle prossime settimane di trading.

Questa settimana l’oro ha ceduto in modo brusco nella giornata di mercoledi 28 gennaio (proprio nel giorno di scadenza delle “opzioni”: in genere – facci caso – il giorno di scadenza delle opzioni sull’oro coincide spesso con un calo delle quotazioni del metallo giallo).

Mercoledi’ si e’ riunito anche il “board” della FED,  anche questo fattore e’ “negativo” per le quotazioni del metallo giallo, a prescindere dalle decisioni di politica monetaria della Banca Centrale USA (potenza della manipolazione dell’oro finanziario!).

Janet Yellen, Presidente FED ha dichiarato che nessun rialzo dei tassi d’interesse e’ imminente e che le tensioni inflazionistiche (ufficiali) si mantengono al di sotto del 2% annuo.

Come abbiamo visto qui, la FED non rialzera’ alcun tasso d’interesse: a livello globale il trend e’ di “taglio” di tassi ed espansione monetaria e non il contrario.

A gennaio hanno tagliato i tassi d’interesse (o provveduto a programmare politiche di espansione monetaria) 31 paesi: Europa (19 stati membri), Singapore, Svizzera, Danimarca, Canada, India, Turchia, Egitto, Romania, Peru’, Albania, Uzbekistan e Pakistan.

Solo 5 nazioni hanno “alzato” i tassi d’interesse: Brasile, Armenia, Kyrgyzstan, Mongolia e Bielorussia.

Ultima importante annotazione di carattere generale inerente i mercati finanziari.

L’indice azionario USA “Standard & Poor’s 500” sta configurando una figura d’inversione di tendenza del trend rialzista, si tratta della “figura del diamante”, una configurazione non molto frequente e di difficile rilevazione (grafico sotto).

Come puoi notare dal grafico ci troviamo di fronte a una figura di “Diamond Top“, ovvero una “figura di diamante al termine di un trend rialzista”.

S$P500INDEX

Se osservi il “triangolo” sinistro della conformazione, noti la fase di espansione dei prezzi che tocca il suo massimo, seguita dalla fase di contrazione dei prezzi (“triangolo” destro della figura).

A mio modo di vedere, si tratta di un movimento deciso di rottura del trend rialzista, quindi mi attendo una fase di contrazione dei prezzi.

Mi auguro di sbagliare, ma raccomando massima allerta nei prossimi giorni di trading perche’ una forte correzione nei prezzi dell’azionario USA potrebbe essere imminente, con ricadute anche sulle restanti borse mondiali.

IN CALO L’ATTIVITA’ ESTRATTIVA DI ORO NEGLI U.S.A.

Sulle pagine di Desghold abbiamo piu’ volte documentato che nei prossimi anni l’attivita’ estrattiva di oro andra’ incontro ad una drastica diminuzione rispetto ai decenni precedenti (cosiddetto “superamento del picco dell’oro” – peak gold).

Una conferma di quanto da noi affermato arriva dallo United States Geological Services (USGS).

Secondo lo USGS, la produzione/estrazione di oro negli USA – a ottobre 2014 – e’ andata incontro a un calo dell’11% rispetto allo stesso mese di un anno prima (2013 – grafico sotto).

USAGOLDPRODUCTION

Si riscontrano cali estrattivi nelle miniere dell’Alaska, dello Utah, ma soprattutto in quelle del Nevada, come segnalano le aziende del settore impegnate in quello Stato, ovvero Barrick Gold Corp., Newmont Mining e Goldcorp.

Nei mesi compresi da gennaio a ottobre 2013 l’estrazione di oro aveva raggiunto le 191 tonnellate; nel 2014, nello stesso lasso di tempo, la produzione ha raggiunto le 176 tonnellate con un calo dell’8%.

Se la tendenza declinante dovesse confermarsi negli ultimi due mesi del 2014, l’estrazione di oro in USA dovrebbe attestarsi sulle 211 – 213 tonnellate annuali contro le 230 del 2013.

LE ESPORTAZIONI DI ORO DAGLI USA A CINA E INDIA RADDOPPIANO IN OTTOBRE

Come scrivevamo qualche mese fa, e’ sempre piu’ massiccio il dislocamento dell’oro fisico da Occidente (potenza globale in relativo declino) all’Oriente (potenze economiche, finanziarie e militari emergenti).

A settembre 2014 le esportazioni di oro fisico dagli USA erano giunte a 50,1 tonnellate; la maggior parte di quest’oro raggiungeva la Svizzera (15,3 tonnellate; aggiungiamo che, dalla Svizzera, quest’oro e’ appositamente “fuso e raffinato” e da qui raggiunge, di nuovo, il porto di Hong Kong o quello di Shangai e quindi la Cina), e il Regno Unito (13 tonnellate) – grafico sotto.

ESPORTOROUSASETT

A ottobre 2014 le esportazioni di oro fisico raggiungevano le 51 tonnellate ma l’export verso Hong Kong, Cina e India, raddoppiava rispetto a settembre dello stesso anno (da 11,8 tonnellate a 26,4 tonnellate) grafico sotto.

ESPORTOROUSAOTT

Da maggio a settembre 2014 le esportazioni di oro dagli USA verso Hong Kong, Cina e India, raggiungono esattamente un quarto del totale delle esportazioni; ad ottobre, invece, le esportazioni verso questi tre paesi raggiungono il 52% rispetto al 23% del mese di settembre (grafico sotto).

USAEXPORT2014

 

 

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.

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