Il vero precipizio in cui sprofonderanno gli USA

Sono mesi che i principali mass-media e siti web di informazione finanziaria ci sommergono di notizie e approfondimenti in merito al “precipizio fiscale” (fiscal cliff – contemporaneo taglio di spesa pubblica e aumento della pressione fiscale) in cui hanno rischiato di cadere gli USA a inizio 2013; calamita’ scongiurata dall’accordo giunto in extremis dal Presidente Obama e gli oppositori Repubblicani.

Ma il vero precipizio in cui sprofonderanno gli USA e’ un altro.
Si chiama: disintegrazione del valore del dollaro.

E ve lo dimostriamo.

Per comprendere appieno la questione, dobbiamo tenere presente le caratteristiche della relazione inversa presente tra dollaro e oro. Il prezzo del metallo giallo e’ influenzato dalla forza o debolezza della divisa statunitense. Pertanto dollaro e oro vanno analizzati congiuntamente.

  • La forza del dollaro statunitense e’ inversamente proporzionale al lievitare della propria massa monetaria.
  • La massa monetaria non crea inflazione solo in presenza di una contemporanea crescita della produttivita’.

Come si evince dal grafico qui sotto, dal 1984 al 2012 la base monetaria relativa al dollaro americano e’ aumentata di 14 volte, con un’impressionante accelerazione a partire dalla fine del 2008. All’espansione incontrollata della massa monetaria corrisponde una riduzione di valore della valuta.

 

Per comprendere se le attuali quotazioni dell’oro sono sottovalutate o sopravvalutate dobbiamo dividere il prezzo dell’oro per i valori della base monetaria del dollaro (come abbiamo detto, tra oro e dollaro americano vige una relazione inversa, all’apprezzarsi dell’oro corrisponde una svalutazione del dollaro e viceversa).

Analizziamo il grafico esposto sotto:

 

Puoi osservare che nel 1999 il prezzo dell’oro era ai minimi degli ultimi 30 anni rispetto alla massa monetaria in dollari. Tuttavia, ad inizio 2013, il prezzo dell’oro rapportato alla massa monetaria ci indica che il metallo giallo e’ ancora molto distante dai massimi raggiunti negli anni 70′ e 80′ del secolo scorso.

Riteniamo che alle attuali quotazioni il metallo giallo risulti essere a “sconto”.

Teniamo presente che potenzialmente non vi e’ alcun limite all’espansione della base monetaria: la FED puo’ stampare cartamoneta o moneta elettronica all’infinito. Piu’ la FED aumentera’ la creazione di nuovi dollari e maggiore sara’ il pericolo concreto di vedere gli USA e la loro valuta cadere in un profondo precipizio.

Nessuna valuta e’ mai resistita allo scorrere del tempo. Il dollaro USA sta scrivendo le sue ultime pagine?

 

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.

6 COMMENTI

  1. Ciao Gennaro,
    non ho capito che valori bisogna prendere per capire se le quotazioni dell’oro sono sopravvalutate o sottovalutate.
    Grazie.
    Ciao.

  2. Ciao Gennaro,
    mi potresti indicare dove posso trovare un grafico che raffiguri l’inflazione USA su base storica, per esempio a partire dal 1700 fino ad oggi?
    Te ne sarei veramente grato, ho cercato in rete ma non ho trovato quasi niente.
    Grazie per il tuo lavoro.
    Un saluto e buon anno
    Andrea

  3. Ciao Ivan,
    nel primo grafico poni attenzione all’aumento della base monetaria in dollaro (sulla destra del grafico stesso).

    Confrontalo con il secondo grafico (prezzo dell’oro suddiviso per la base monetaria). Se la base monetaria in dollari collimasse con il prezzo dell’oro, vedresti quest’ultimo grafico approssimarsi ai valori del 2012 esattamente come nel primo; in questo caso la base monetaria collimerebbe con il prezzo dell’oro. In altre parole, tutto il circolante sarebbe coperto da metallo giallo.

    Ma come puoi notare dal secondo grafico, il prezzo dell’oro non coincide affatto con la base monetaria, anzi DIVERGE in modo molto chiaro. Significa che attualmente, la base monetaria e’ ampiamente “scoperta” — dall’oro — e che quest’ultimo, pertanto, e’ sottovalutato in termini di prezzo rispetto alla massa monetaria circolante.

  4. Ciao Andrea,
    posso provare a dare un’occhiata al sito del World Gold Council, ma alcuni grafici e studi sono a pagamento e non ho il permesso per pubblicarli. Comunque do un’occhiata e controllo se vi possa essere qualche grafico “free” in modo da potertelo inviare.

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