Il lato oscuro del “Boom” economico della Cina e il futuro dello Yuan

Nei nostri articoli e nelle nostre rubriche settimanali, abbiamo piu’ volte segnalato che la Cina si prepara a fare della sua valuta (lo yen), una divisa di riserva mondiale.

La prova di quanto asseriamo sta nel fatto che il Paese del Dragone e’ famelico nell’incrementare le proprie riserve in oro, al fine di rafforzare e conferire prestigio internazionale alla propria valuta e disarcionare il ruolo globale svolto sino a oggi dal dollaro americano.

Ma la voracita’ insaziabile della Cina per il metallo giallo potrebbe avere anche altre ragioni.

Potrebbe anche darsi che la Cina acquisti oro (e ne incrementera’ anche in futuro), per proteggere la propria valuta…..da un collasso del suo valore. Ovvero, che lo faccia anche per “necessita’ finanziarie interne”.

Un’affermazione simile merita di essere comprovata.

Dobbiamo, a questo punto, analizzare lo stato di salute del “boom” economico cinese; quella crescita ininterrotta del PIL che prospera da piu’ di quindici anni a questa parte.

Negli ultimi 5 anni le banche cinesi hanno concesso credito ad aziende e consumatori (ovvero – debito da restituire con interessi dai riceventi) per un ammontare pari a 14 mila miliardi di dollari americani.

Un recente report della Banca Mondiale mostra che in Cina,  dal 2008 a oggi, il credito bancario e’ passato da 9 mila miliardi di dollari di erogazione ai 23 mila miliardi di dollari attuali. 

In cinque anni le banche cinesi hanno erogato piu’ credito (debito) di quanto gli Stati Uniti e il suo Governo hanno accumulato (come Debito Federale) dalla fine dell’Amministrazione Reagan a oggi!

L’erogazione di credito delle banche cinesi supera il totale di tutti gli assets acquistati tramite le “espansioni monetarie” (quantitative easing) della FED, della BCE, della Banca del Giappone e della Bank of England!! 

Per darvi un’idea delle dimensioni del credito concesso dalla banche cinesi (23 mila miliardi di dollari americani sono pari a……147 mila miliardi di yuan cinesi!) puoi dare un’occhiata al grafico sotto esposto.

Come puoi notare dal grafico, il credito elargito all’economia reale e’ pari al 240% (ovvero due volte e mezzo) la grandezza del PIL cinese.

Dal grafico sotto, invece, si evidenza che la crescita degli aggregati monetari (M2 ovvero banconote, monete in circolazione e altre attivita’ finanziarie – depositi bancari), dal 1999 a oggi e’ cresciuta del 1000%……..

 

Dato che tutta questa quantita’ di moneta offerta (money supply) non e’ stata in grado di permettere il pieno incontro dei fattori di produzione (ovvero la domanda), in quanto come abbiamo visto gli aggregati monetari superano di due volte e mezzo il PIL, come e’ stata impiegata questa valuta in surplus?

I cinesi l’hanno utilizzata per rilevare intere aree edilizie negli USA; in altri casi hanno acquistato interi siti industriali in Europa e in USA; sono state comperate aziende minerarie in Australia, rilevato quote azionarie di aziende petrolifere e aurifere in Canada, Ecuador, eccetera.

Ma la questione importante da sottolineare e’ che questa dissennata erogazione di valuta ha creato le premesse per la piu’ grande bolla del credito che sembra essere ormai in procinto di scoppiare.

Gia’ nel 2012, l’Agenzia Bloomberg metteva in guardia gli investitori circa il grave deterioramento degli assets finanziari e creditizi detenuti delle maggiori banche cinesi.

Ora, sempre secondo Bloomberg, la bolla del credito (debito) cinese, da loro stessi creata, starebbe per esplodere.

Come puoi leggere nel link di cui sopra, l’ammontare dei crediti in sofferenza delle cinque piu’ grandi banche cinesi, durante il primo semestre di quest’anno, e’ tre volte piu’ grande rispetto l’anno scorso.

Secondo Goldman Sachs, se la bolla del credito detonasse, la Cina potrebbe vedere “bruciare” non meno di 3.000 miliardi di dollari di “sofferenze” (passivita’) bancarie che non potrebbero essere  piu’ onorate dai contraenti. 

Che qualcosa cominci a scricchiolare, in Cina, si evince dal fatto che i rendimenti sul debito del governo hanno cominciato a salire, cosi’ come i tassi interbancari (cioe’ i tassi di interesse al quale le banche prestano denaro ad altre banche).

Il 24 dicembre, la Banca Centrale Cinese, ha iniettato d’urgenza  liquidita’ nel sistema finanziario, per prevenire un “credit crunch (ovvero una stretta creditizia, cioe’ un’inasprimento delle condizioni di offerta di credito).

Le banche cinesi “non prestano” e “non si prestano piu'” denaro, a causa dei timori circa le reciproche sofferenze creditizie. Proprio come successe durante la crisi dei 2007-2008 dei “mutui subprime” (quando i mercati interbancari USA ed Europei contrassero improvvisamente ogni erogazione di credito).

L’attuale stretta creditizia potrebbe essere solo l’inizio di un lungo calvario per l’economia cinese e per la sua valuta, lo yuan. 

La Banca Centrale Cinese, per contrastare il “credit crunch”, inondera’ di liquidita’ il sistema finanziario ed economico cinese (ovvero un sistema che gia’ affoga nella bolla del credito facile)?

E’ innegabile che lo yuan, in futuro, rivaleggi per la supremazia globale con il dollaro americano. Ma all’interno di un  quadro prospettico di  progressivo svilimento di entrambe le valute.

Come si dice in Cina: “che tu possa vivere tempi interessanti“.

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.

4 COMMENTI

  1. Quindi anche la Cina è in cattive acque. Tanto per riflettere sui possibili scenari futuri lascio questo link: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=12752
    Credo che arrivare ad una guerra mondiale non convenga a nessuno ma la pazzia umana potrebbe andare fuori controllo. Del resto chi se lo sarebbe immaginato che la Russia di Putin fermasse la follia di Obama contro la Siria e si ponesse in difesa del diritto internazionale?

  2. Lascio il link di un articolo di Antonio De Martini : http://www.rischiocalcolato.it/2014/01/questo-sara-un-anno-decisivo-per-la-presenza-americana-nel-mediterraneo-di-antonio-de-martini.html. Lo seguo da anni e devo dire che è arguto nell’esaminare gli aspetti geopolitici.

  3. Indubbiamente sono e saranno tempi interessanti!
    Se la Cina dovesse cominciare a tossire, l’impero a stelle a strisce inizierebbe di riflesso a scorreggiare, visto che per un quinto del suo enorme debito pubblico è creditrice proprio il colosso orientale… E in Europa, sopratutto quella meridionale del Mediterraneo, dove i porti strategici sono di proprietà cinesi (Pireo, Genova, Gioia Tauro, Napoli e compagnia cantante), si potrebbe rischiare un immobilismo che porterebbe in breve al collasso totale. Condiamo il tutto con una giusta dose di scaramucce con il Giappone e la Corea, giusto per lasciare un attimo da parte il taeatrino mediorientale (Iran in primis) e…il dado è tratto (come disse quello che doveva calare la pasta!)

  4. Invito i gestori del sito nei limiti delle loro possibilità a riprendere la pubblicazione dei report settimanali sull’oro con indicazione dei supporti e delle resistenze. Grazie.

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