Cause e origini dell’inflazione (prima parte)

Puoi comprare oro fisico per svariati motivi.
Uno dei motivi fondamentali dell’acquisto di metallo giallo e’ quello di “protezione dall’inflazione”. 

Vero.Verissimo. L’oro rappresenta una sorta d’assicurazione contro le persistenti
(storicamente) tensioni inflazionistiche.

Ma quali sono le cause e le origini dell’inflazione?
Oggi voglio sviscerarti le cause principali di questo.

Le origini delle spinte verso l’alto dei prezzi sono svariate – ma su tutte una –  la stampa continuativa di denaro (crescita della massa monetaria), e’ una condizione fondamentale per l’instaurarsi dell’inflazione. 

Come vedrai, pero’,  l’inflazione non e’ sempre causata dalla stampa indiscriminata di moneta, ma affinche’ l’aumento del costo della vita sia un fenomeno di lunga durata, e’ determinante  il fatto che ci sia tanto denaro a caccia di pochi beni.

Innanzitutto: si parla d’inflazione quando si verifica un aumento persistente dei prezzi medi; una fiammata isolata del costo della vita non e’ sufficiente a configurare una situazione definibile come inflazionistica.

In secondo luogo: affinche’ i prezzi aumentino – determinando l’inflazione – la crescita della massa monetaria deve essere piu’ rapida di quella della produzione.

Come dicevo, l’inflazione puo’ avere origini differenti.
Ho rintracciato alcune  possibili cause di tensioni inflazionistiche, senza aver la pretesa (e presunzione) di elencarle tutte.

  • l’inflazione da aumento dei costi di produzione;
  • l’inflazione causata da regimi di oligopolio o monopolio;
  • l’inflazione monetaria;
  • l’inflazione creditizia;
  • l’inflazione causata dalle bolle finanziarie;
  • l’inflazione causata dall’aumento di tasse, accise e imposte;
  • l’inflazione causata da debito pubblico e deficit commerciale.

La quinta causa elencata (inflazione causata dalle bolle finanziarie) e’ un sottoprodotto dell’inflazione creditizia.

Procediamo con ordine.

Il primo caso (inflazione da aumento dei costi di produzione) si verifica quando aumentano i costi di produzione di un processo produttivo, oppure un aumento delle materie prime.

Per esempio; se i costi estrattivi di gas o petrolio tendono ad aumentare, oppure queste due materie prime tendono a essere insufficienti (per le piu’ svariate ragioni), rispetto alla domanda delle stesse, avremo come conseguenza un aumento dei costi medi di gas e petrolio che si rifletteranno sui prezzi energetici e sui prodotti finali derivanti da queste materie prime.

Anche un aumento dei salari piu’ alto rispetto alla produttivita’ generale puo’ causare tensioni inflazionistiche; oppure, l’aumento dei costi dei processi produttivi in generale.

Nel secondo caso, quando un’azienda o una grande multinazionale riesce a imporsi sui concorrenti, fagocitandoli (tramite processi di acquisizione, fusione e incorporazione, per esempio) essa crea una situazione di oligopolio o monopolio.

In questa specifica situazione, quest’azienda puo’ decidere di aumentare drasticamente i prezzi, in quanto non trova altri concorrenti sul mercato, facendo lievitare, di conseguenza,  i  prezzi dei propri prodotti.

Ovviamente, esistono casi di “concorrenza apparente” in vari settori economici, senza che un’azienda sfoci nel monopolio; quando piu’ imprese si accordano per stabilire un prezzo generale di un prodotto o servizio, eludendo la legge della domanda e dell’offerta, stabiliscono un “cartello” (o Trust) che inevitabilmente finisce per aumentare i prezzi dei propri prodotti.

In queste due situazioni “inflazionistiche”, la causa non e’ direttamente imputabile all’espansione monetaria attuata da Banche Centrali ed Enti Governativi.

Nel secondo caso l’origine e’ causata da ‘ una grave “distorsione” delle leggi del mercato, lche dovrebbero tutelare il consumatore da ogni “Trust”, in quanto ogni “cartello” tende a stravolgere la legge della domanda e dell’offerta (restringendo quest’ultima,  la domanda di beni, seppure invariata, tende ad “ampliarsi” creando  tensioni inflazionistiche).

Nel primo caso, l’origine e’ da ricercarsi in movimenti interni al mercato (nei processi produttivi) o a scarsita’ nelle materie prime.

Nelle prossime due puntate esaminero’ a fondo l’inflazione originata dalla crescita indiscriminata della massa monetaria e dalle politiche fiscali e di bilancio attuate dai governi.

Fine prima parte…

 

 

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.

2 COMMENTI

  1. Se l’inflazione e’ depauperamento dei risparmi e del potere di acquisto e puo essere determinata da aumento del debito pubblico e da aumento delle tasse, l’aumento e il livello del debito pubblico
    e, nel breve termine, l’aumento esasperato dei livelli di tassazione sono sicuramente distruzione dei risparmi e del potere di acquisto.
    Il risultato e’ lo stesso. Elevato debito ed elevato livello di tassazione svolgono la stessa funzione dell’inflazione. Oggi, pur con l’inflazione bassa, l’elevato livello di tassazione erode i risparmi, disincentiva l’attivita’ economica e deprime i valori patrimoniali.
    Oggi il tiro andrebbe spostato non tanto sul valore dell’inflazione calcolata statisticamente come percentuale di incremento dei prezzi ma su fattori succedanei e dagli effetti piu’ rapidi quali il livello del prelivo fiscale non solo sui redditi ma anche sui risparmi e sui beni patrimoniali.
    Invece di chiamarla inflazione oggi dobbiamo aggiungere una voce nuova: prelievo.

  2. Ciao Ambrogio,
    affrontero’ l’argomento “Inflazione da aumento di tasse, accise e imposte, nell’ultima parte di questo studio.

    Per quanto riguarda l’inflazione “bassa”: “ci sono tre tipi di menzogne: le bugie, le bugie sfrontate e le statistiche (Mark Twain).

    Se andiamo al supermercato e riempiamo il carrello con prodotti ittici (pesce), prodotti caseari, carne, notiamo che i prezzi sono “bassi”?

    Il pieno di benzina alla stazione di servizio e’ a buon mercato? E tutti i prodotti correlati ai “Polimeri” ovvero i derivati del petrolio (aspirina, bende, frullatori, macchine fotografiche, batterie per auto, lenti a contatto, protesi dentarie, insetticidi e migliaia di altri prodotti derivati), notiamo che i costi sono al ribasso?

    I costi dell’elettricita’ sono al ribasso? E i prodotti farmaceutici?

    I “panieri” statistici prendono in considerazione molti prodotti, ma il “peso” delle merci che ho elencato non sono rappresentativi in queste statistiche.

    E sono i prodotti che tutti noi, dico tutti, consumiamo ogni giorno della nostra vita. Io noto che i costi di queste merci non sono bassi, tutt’altro; ogni anno tendono ad aumentare, nonostante la scarsa “velocita’ di circolazione del denaro”, la quale e’ componente attiva dei fenomeni inflazionistici. Figuriamoci se la velocita’ di circolazione del denaro aumentasse, come si rifletterebbe nei prezzi dei prodotti che l’impiegato, la casalinga e l’operaio consumano ogni giorno.

    Ciao

    Riccardo Gaiolini
    Analyst &Research
    http://www.deshgold.com

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