Barometro Oro: 01.Dic.2012

L’oro ha aperto la settimana a $ 1.748,86 e ha chiuso venerdi a $1.713,90.
Al Comex di New York i contratti futures sul metallo giallo per consegna febbraio quotano a $1.713,40, mentre quelli sull’argento per consegna a febbraio quotano a $33,254.

A livello di analisi tecnica la struttura grafica rialzista di breve termine e’ stata intaccata dal forte ribasso (flash crash) di mercoledi’ (approfondiamo qualche paragrafo sotto). Ma la configurazione di medio-lungo termine rimane inalterata con primo target posto in area $1.791,00.

Superata questa importante resistenza pivot (livello di prezzo molto utilizzato a livello tecnico), il metallo giallo si approssimerebbe verso quota $1.900,00 – $2.000,00 (grafico sotto).

Medesima la configurazione rialzista di lungo termine dell’argento (che ha chiuso a $33,39). Una prima resistenza e’ posta a $35,00. Sormontata questa l’argento dovrebbe oltrepassare la resistenza pivot posta a $37,50 per poter aspirare a quotare i $50,00 all’oncia.

Negli USA si rincorrono voci relative a scongiurare l’imminente taglio automatico delle detrazioni e aumento delle imposte (fiscal cliff) previsto per il primo giorno di gennaio 2013. Dovrebbe essere varato un apposito decreto per una parziale risoluzione del problema.

I mercati stanno speculando al rialzo circa le intese tra lo speaker della Camera, John Boehner, e il leader del Senato Harry Reid, che dovrebbero favorire un accomodamento del problema entro fine anno.

Il piu’ grande fondo d’investimento in oro, lo SPDR Gold Trust, ha registrato questa settimana l’apice delle partecipazioni private confermando il generale interesse degli investitori nella diversificazione in metalli preziosi dei propri assets.

Negli Stati Uniti il PIL relativo al terzo trimestre e’ stato censito al rialzo, al 2,7%, il piu’ alto livello in tre anni.

Lo spread tra i titoli di stato italiani e spagnoli e il Bund tedesco si e’ abbassato ulteriormente questa settimana. Questo dato e’ stato interpretato come segno di stabilizzazione, anche se gli squilibri delle bilance commerciali tra i vari partners rimangono invariati (la vera causa dell’instabilita’ della zona Euro) e il problema sembra non toccare ne’ Governi, ne istituzioni preposte a un’eventuale soluzione (Commissione UE e BCE).

Gli investimenti globali nel metallo giallo rimangono sostenuti; la domanda e’ robusta e si registra un nuovo record di oro detenuto dai fondi ETF il cui ammontare totale e’ pari a 2.606,30 tonnellate metriche.

Le settimane scorse alcuni reports economici raffiguravano svigorito il consumatore indiano di oro, a causa dei prezzi crescenti del metallo giallo e dalla debolezza della rupia. Allarmi esagerati. L’import indiano di oro per utilizzo domestico sara’ pari a 800 tonnellate quest’anno, in netta risalita rispetto ai primi mesi dell’anno, a causa della forte domanda durante le festivita’ di ottobre e novembre.

Lo scorso anno l’India importo’ oro per consumo domestico per un ammontare di 969 tonnellate. L’anno in corso, pertanto, registra un calo in importazione. Ma se esaminiamo l’import dal 1999 ci accorgiamo che la domanda e’ quasi raddoppiata sino a raggiungere le 900 tonnellate metriche di media rispetto alle circa 500 registrate all’inizio del decennio.

Pertanto il consumatore medio indiano si conferma culturalmente legato all’acquisto di oro da gioielleria e da investimento.

Mark Carney, ex-governatore della Banca Centrale del Canada, e’ stato eletto nuovo governatore della Banca d’Inghilterra. Carney ha lavorato per 13 anni alla Goldman Sachs ed e’ stato anche a capo del Financial Stability Board.

La nomina a governatore della Banca d’Inghilterra dell’ex alunno della Goldman Sachs puo’ significare una sola cosa che la BoE continuera’ a varare politiche monetarie ultra-allentative che porteranno a un’ulteriore svalutazione della sterlina britannica.

“Flash crash” dell’oro (mercoledi’ 28 Novembre), dovuto a vendite aggressive sul mercato dei futures di New York. L’Agenzia Reuters ha rilevato che in un minuto di trading e’ stato gestito ben il 35% dei volumi giornalieri. Senza alcuna ragione apparente (non sono stati divulgati dati economici rilevanti in quel lasso di tempo), “mani forti”, (probabilmente tramite software algoritmici) hanno guidato un pesante “sell-off” sull’oro nell’arco di 60 secondi.

Il broker londinese Sharp Pixley ha riferito che verso le 08:20 del mattino al COMEX di New York un ordine di vendita di 24 tonnellate di oro (7.800 contratti) ha causato un crash delle quotazione nel mercato futures piu’ grande al mondo, con una caduta del 2,25% nelle quotazioni nell’arco di un minuto.

Chiusura forzata per il deposito di preziosi del CME di New York

 

Il CME Group (Chicago Merchantile Exchange) ha dichiarato la chiusura di uno dei suoi depositi di metalli preziosi a New York, chiusura per cause di forza maggiore ovvero le devastazioni provocate dall’Uragano Sandy. Il deposito funziona da magazzino di stoccaggio per grandi venditori come per esempio l’azienda specializzata in monete da investimento, la MTB (Manfra, Tordella and Brooks).

MTB, per mezzo dei suoi portavoce ha dichiarato che le operazioni di stoccaggio non sono funzionanti e che sono impossibilitati a immagazzinare monete e lingotti d’oro, cosi’ come lingotti in platino e palladio. Ricordiamo che il CME Group e’ un importante mercato per i derivati (futures) sulle materie prime, in concorrenza con il Comex del New York Merchantile Exchange.

Il Chicago Merchantile Group ha confermato che operatori del calibro di MTB sono impossibilitati a consegnare monete e lingotti ai clienti a causa di “operazioni limitate” inerenti il deposito di preziosi a Manhattan.

La MTB ha dovuto rivolgersi al leader mondiale nella gestione del rischio e nella logistica di oggetti preziosi, Brink’s Global Services, sia per lo stoccaggio momentaneo dei propri preziosi che nella consegna di monete ai propri clienti.

La MTB accusera’ pesanti perdite se il deposito del CME Group non sara’ aperto entro breve in quanto il periodo pre-natalizio e’ favorevole alle vendite di preziosi in oro e argento.

L’Irreversibile perdita di fiducia nel Dollaro Americano

 

La perdita di fiducia nello status di valuta di riserva mondiale del dollaro americano sta spingendo sempre piu’ investitori globali a diversificare i proprio portafogli investendo direttamente in metalli preziosi (o indirettamente tramite prodotti ETF).

John Paulson, George Soros, Bill Gross e Mohammed El-Erian del fondo PIMCO, hanno acquistato importanti partecipazioni in societa’ minerarie nonche’ oro fisico e finanziario e consigliano pubblicamente agli investitori e risparmiatori di fare altrettanto.

Anche nei prossimi anni uno dei fattori principali del ciclo rialzista dei metalli preziosi (oro e argento) sara’ l’esaurimento del ruolo storico del dollaro americano come valuta di riserva. Quanto piu’ il dollaro perdera’ credito, quanto piu’ gli investitori globali si allontaneranno da esso acquistando quegli  assets che conservano valore nel tempo, come ad esempio i metalli preziosi.

Secondo un report di Morgan Stanley, un’economia il cui rapporto debito/PIL risulta essere in modo costante sopra il 250%, sfocia in tensioni inflattive sulla propria valuta. Il debito pubblico e privato statunitense e’ attualmente sopra il 300% del proprio PIL.

Dettagliati studi governativi sui livelli di debito dimostrano che negli ultimi 100 anni i debiti pubblici non sono mai stati ripagati (tramite l’originaria valuta in cui sono stati contratti, ovvero possono essere stati ripagati tramite valuta inflazionata), quando questi eccedono l’80% del PIL.

Gli USA quest’anno giungeranno a un rapporto Debito pubblico/PIL intorno al 100%.

Peter Bernholz, un esperto in materia di studi sull’iperinflazione ha stabilito nei suoi lavori che generalmente l’iperinflazione e’ causata (oltre che da drammatici cali nelle dinamiche produttive) anche da stabili deficit di bilancio da parte dei governi. Quest’anno il deficit Statunitense raggiungera’ la strabiliante cifra di 1,3 trilioni di dollari.

Negli ultimi quattro anni gli USA hanno accumulato 6 trilioni di dollari di deficit.

 

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.

2 COMMENTI

  1. Vorrei chiedervi una cortesia: Faccio fatica a leggere i grafici, non potete fare in modo che cliccandogli sopra il grafico si ingrandisca? Oppure dovreste pubblicarlo in una versione maggiormente ingrandita.
    Per quel che riguarda il grafico dell’argento se leggo bene state forse ipotizzando con la vostra ciclica il ritorno in area 31,17?
    Grazie e scusate per il disturbo

  2. Ciao Angelo,
    scusa il ritardo nella risposta. Per quanto riguarda i grafici, studieremo una soluzione tecnica in modo tale che possiate ingrandirli.

    Per quanto concerne l’argento: direi che vi e’ un solido supporto in area $28,50 – $29,50. Il grafico mostrato nell’articolo, ipotizza una fase rialzista verso un primo target a 35$. Questa area intorno ai 35$ si sta dimostrando ardua da superare (anche a livello di “soglia psicologica”). Gli analisti del settore sono concordi che, oltrepassata quell’area l’argento potrebbe velocemente portarsi sopra i 40$.

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