Barometro Oro: 21.Set.2013


L’oro ha aperto la settimana a $1.324,51 e ha chiuso a $1.325,60.
Al Comex di New York, i contratti futures sull’oro, per consegna a novembre, sono quotati a $1.326,20.

Resistenze e supporti: Prima resistenza posta a $1.341,00, seconda a $1.360,00  e terza a $1.371,00; primo supporto a $1.310, secondo a $1.295,00, terzo a $1,281,00.

L’effetto del discorso di Bernake sui mercati

Mercoledi sera, la FED ha annunciato che non vi sara’ alcuna svolta nell’attuale politica di espansione monetaria (quantitative easing). La Fed continuera’ ad acquistare assets (titoli del tesoro e obbligazionari) all’eccezionale ritmo di 85 miliardi di dollari mensili.

Dette politiche espansionistiche rafforzano il ruolo dell’oro e dell’argento a titoli di “safe haven” in quanto, protratte per lungo tempo, sfoceranno nella distruzione di valore del biglietto verde e nell’iperinflazione globale.

Di seguito sotto un grafico che evidenzia la correlazione tra il valore dell’oro – in giallo –  e l’espansione monetaria ‘quantitative easing – in bianco.

 

Ieri sera gli operatori sono tornati a speculare al ribasso sull’oro.

La causa: un’intervista a Bloomberg TV al Presidente della Fed di Saint Louis, James Bullard.

Bullard ha sostenuto, che a dispetto di quanto affermato da Bernanke, la FED e’ pronta a ridimensionare l’allentamento quantitativo a partire dalla prossima riunione di ottobre. Bullard ha aggiunto che il “tapering” sara’ messo in atto “se i dati economici lo permetteranno”.

Grazie per avercelo ricordato James. Sono le stesse cose che Bernanke ci dice da mesi.

Il solito gioco delle parti tra i membri votanti del FOMC (il braccio operativo della FED)

Durante la conferenza di mercoledi’ rilasciata ai giornalisti, “Elicottero Ben BernaQE” ha commentato la decisione di cui sopra in questi termini:

L’economia non e’ ancora sufficientemente robusta (strong enough), pertanto non possiamo iniziare il ‘tapering’ o assottigliamento dell’espansione monetaria”.

L’economia non e’ sufficientemente robusta? Ma cosa stai dicendo Ben? La stampa “mainstream” che ti regge il sacco continua a declamare “Ripresa! C’e’ la ripresa!” e oggi ti “accorgi” che l’economia non va come dovrebbe andare?

All’interno di ogni grande ciclo economico, vi sono dei mini-cicli di 4 anni. Ora, la crisi culminata con il fallimento della Lehman Brothers e’ accaduta proprio a settembre di 5 anni or sono.

Se vi fosse stata la famosa “ripresa economica” gli USA dovrebbero cavalcarla, dato che sono usciti dal quarto anno, il 2012 (a partire dal 2008, anno in cui cominciò la recessione) e sono gia’ al primo del secondo ciclo.

E’ evidente che la ripresa esiste solo nelle “menti” degli editori dei media mainstream.
Concentriamoci su alcuni aspetti riguardanti l’espansione monetaria (quantitative easing).

Per quale motivo, nonostante la FED abbia immesso almeno 3 trilioni di dollari nel circuito finanziario, non vi e’ stata la minima ripresa dell’economia dal 2008?

A chi giova questa politica esasperata di espansione monetaria (in gergo tecnico “quantitative easing”)? Giova alla ripresa dell’economia reale?

I destinatari di tanta liquidita’ sono le banche statunitensi, le “troppo grandi per fallire” o “too big too fails”. Dei 2,8 trilioni di dollari emessi dalla FED comperando titoli del Tesoro Statunitense (e quindi indebitando lo Stato USA, caricando indirettamente di tasse il cittadino americano) piu’ della meta’ sono andate al sistema finanzario USA il restante ad altre banche europee e asiatiche.

Il punto della questione (a chi giova il quantitative easing) e’ il seguente: se l’espansione monetaria e’ attuata al fine di “fare riprendere il ritmo all’economia”, per quale motivo l’82%  di questo denaro (1,8 trilioni di dollari) e’ stato ridepositato dagli operatori del sistema finanziario, che lo hanno ricevuto presso i “conti deposito” (Cash Account) della FED? (Vedi il grafico a seguire)

 

 

Per quale motivo le banche riceventi non lo hanno messo in circolazione all’interno dei flussi economici? 

La sola spiegazione che troviamo congruente e’ la seguente:

LA FED STA PROVVEDENDO ALL’ESPANSIONE MONETARIA CON L’UNICO FINE DI NON FARE COLLASSARE L’INTERO SISTEMA FINANZIARIO MONDIALE.

Non vi puo’ essere altra spiegazione in merito.

QUINDI LA FED, NON ESPANDE LA BASE MONETARIA PER FARE RIPARTIRE L’ECONOMIA E ABBATTERE LA DISOCCUPAZIONE. QUESTA E’ PROPAGANDA PER FARE ACCETTARE ALLE MASSE LA DISTRUZIONE DEL VALORE DEL DOLLARO.

La ragione delle politiche della FED ce la spieghiamo in questo modo:

quando la FED acquista titoli del tesoro dallo Stato o altre obbligazioni, rilascia (su richiesta degli istituti finanziari interessati) questi titoli in cambio di altri titoli tossici o di strumenti derivati, in particolar modo degli “interest rate swap”, ovvero contratti a termine emessi per proteggersi dai rialzi dei tassi di interesse.

In pratica, la FED scambia titoli obbligazionari solvibili contro “spazzatura” tossica insolvente.

Ora, i derivati sui contratti a termine, a livello globale ammontano a qualcosa come 441 trilioni di dollari. 

Il rialzo dei tassi a livello globale riscontrato nel mese di maggio mette a repentaglio la BOLLA SUI DERIVATI SUI TASSI D’INTERESSE.

I grandi istituti finanziari che hanno venduto questi contratti, rischiano di dover indennizzare le controparti assicurate, per centinaia e centinaia di miliardi di dollari, nel caso di rialzi dei tassi di interesse.

Nel caso di un eventuale rialzo dei tassi di interesse, essi preferiscono ridepositare il “contante” ricevuto dalla FED presso la Banca Centrale stessa, senza ricevere alcun interesse invece che erogare finanziamenti agli operatori dell’economia reale.

Detto “contante” sara’ utilizzato nel caso di scoppio della bolla dei derivati sui tassi d’interesse: essi potranno usufruirne per tamponare buchi di bilancio, oppure per riacquistare proprie obbligazioni e azioni sul mercato.

Quindi le politiche di “quantitative easing”, lungi dall’essere finalizzate a rimettere in moto l’economia e ad abbassare il tasso di disoccupazione, sono finalizzate al “salvataggio” del sistema finanziario mondiale, impantanato in una bolla mastodontica di ben 441 trilioni di dollari di esposizione sui derivati nei tassi d’interesse.

Prima o poi la FED perdera’ il controllo dei tassi d’interesse, come e’ successo a maggio di quest’anno. E allora sara’ costretta, al fine di non fare fallire l’interso sistema finanziario globale, a quintuplicare, sestuplicare e oltre, il ritmo di acquisti di assets mensili.

La FED, con la decisione di mercoledi, e’ entrata di fatto in un periodo che potremmo definire di QUANTITATIVE EASING ILLIMITATO.

Dato che l’entita’ della bolla e’ a dir poco mostruosa, potete stare certi che BernanQE (e Janet Yellen ovvero la prossima titolare della FED)  porteranno gli USA dritti al totale collasso,  e al totale crollo del valore del dollaro americano.

 

 

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

Hai apprezzato l'articolo? Condividi o commentalo:

L'autore: Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.

2 COMMENTI

  1. Ritengo che la tua spiegazione sia molto aderente alla realtà. Si stanno proteggendo le banche dopo averle salvate. Questo è il QE3… copertura del pericolo prodotto dai derivati. Il fatto grave è che lo stiano nascondendo. Hanno giocato d’azzardo creando leve finanziarie su tutti i prodotti finanziari pur sapendo che l’economia reale non è “infinita”. I suoi limiti sono legati alle risorse materiali e al lavoro che guarda caso non c’è. L’avidità è cieca.

  2. Proprio come dici tu, Luigi. I vari “quantitative easing” sono finalizzati a “ripulire” i bilanci delle “banche-troppo-grandi-per-fallire” che non avrebbero mai dovuto essere create. La Legge di separazione delle banche commerciali da quelle d’investimento (la Glass-Steagall) e’ stata sistematicamente aggirata dagli anni ’80 in avanti, poi definitivamente abolita nel 1999.

    La Fed, del resto, nasce nel 1913, per proteggere le grandi istituzioni finanziarie. Questo e’ il suo fine, e’ una banca privata (privately owned), non e’ federale e non ha riserve.

    Gli “allentamenti monetari” non hanno niente a che vedere con l’economia reale: la FED, rileva assets tossici, erogando cash – contante creato dal nulla – a questi istituti, che non lo rimettono nel sistema economico, ma lo depositano di nuovo presso la FED, a tasso zero, per “coprirsi” con contante, dal prossimo cataclisma finanziario. Ovvero, la bolla dei derivati sui tassi d’interesse.

    Ciao

    Riccardo G.
    Analyst & Research
    http://www.deshgold.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Qui può commentare solo chi è bravo in matematica :) Completa l'operazione.

 

 

Username
Password

Design by Andrea Leti

Leggi articolo precedente:
Niente oro fisico per gli investitori in fondi ETF

I fondi ETF sono impossibilitati a consegnare oro ai clienti Grant Williams, uno dei piu’ stimanti Manager e Gestore di...

Chiudi