Barometro Oro: 21.Giu.2014

L’oro ha aperto la settimana a $1.275,90 e a chiusa a $1.315,20.
Al Comex di New York i contratti futures per consegna agosto sono quotati a 1.315,40.

Il lingotto e’ tornato vicino ai massimi di aprile questa settimana, nonostante le prese di profitto di venerdi’.

Gli investitori internazionali si sono diretti su oro e argento sui rischi dell’esplosione di una bolla globale immobiliare; allarmati anche dalla crescita economica USA anemica, dai rischi geopolitici tra Russia e Ucraina, dalle violente tensioni in Iraq e dal possibile default dello Stato sovrano dell’Argentina (possibile entro fine giugno).

Ritengo che la situazione dell’Argentina  dovra’ essere monitorata costantemente dagli investitori e risparmiatori nei prossimi giorni, in quanto una possibile nuova bancarotta del paese sudamericano potrebbe propagare il rischio “contagio” di altri eventuali defaults di altre nazioni (il Venezuela e’ un’altro paese a forte rischio).

Questo potrebbe costituire ulteriore fattore rialzista per il metallo giallo e per l’argento (che godono dello status di “porti sicuri” – safe/haven assets)

L’oro sta anticipando anche i futuri rialzi dei prezzi al consumo; i quali rifletteranno gli attuali rialzi delle materie prime (l’indice Goldman Sachs Commodity Index e’ ai massimi dal 2014) grafico sotto:

 

Esatto, i “tori” hanno ripreso in mano il mercato al Comex di New York.

La recente impennata del lingotto ha preso alla sprovvista molti gestori di Hedge Funds che hanno dovuto correre ai ripari assumendo rapidamente posizioni lunghe (per guadagnare con i rialzi e compensare le perdite delle posizioni corte).

Un’altra causa dell’incremento delle quotazioni di oro e argento va ricercato in un probabile inizio di “diversificazione” del rischio da parte dei grandi fondi d’investimento.

Con questo cosa sto affermando?

Negli ultimi cinque anni e mezzo i capitali globali si sono indirizzati sull’azionario mondiale, sospinti in questa direzione dagli enormi flussi di liquidita’ iniettati dalle Banche Centrali e gonfiandone enormemente le quotazioni.

Oro e argento, invece, sono ai minimi da 33 mesi a questa parte. Con le quotazioni che addirittura sfiorano i prezzi globali d’estrazione, ricerca e sviluppo e commercializzazione (all-in costs).

E’ ovvio che – nel caso gli indici azionari iniziassero a correggere al ribasso – gli investitori differenzierebbero i loro assets puntando su oro e argento, in quanto ampiamente sottovalutati rispetto ad azioni e bonds.

A questo proposito, fai attenzione al mese di Agosto!

In Agosto i “tori” vanno al mare, i volumi delle azioni trattate si riducono e una minima cattiva notizia puo’ provocare un’ondata di vendite da “nervosismo” e depressione, che protratte per piu’ giorni, possono causare veri e proprio crolli. 

Non sto perorando alcun cedimento del settore azionario, mi sto limitando a metterti in guardia perche’ le leggi di natura ci dicono che nulla, neanche l’asset azionario, puo’ procedere al rialzo all’infinito.

Non sto neppure asserendo che esiste una netta relazione inversa tra oro e mercati azionari (e qui parlo di valori nominali).

Questo non e’ vero storicamente perche’ durante gli scenari inflazionistici oro e mercati azionari procedono entrambi al rialzo. La differenza sta nel potere d’acquisto. Cioe’ in “chi sale di piu’ fra le azioni e l’oro”.

L’oro ha stabilito un supporto in area $1.280,00; prima resistenza in area $1.350,00 seconda a $1.385,00; la terza resistenza e’ quella “chiave” posta a $1.400,00. 

Una futura violazione della resistenza a $1.400,00, ricondurrebbe l’oro nel suo trend rialzista secolare.

Per riprendere il suo lungo cammino al rialzo e’ necessario che l’oro violi al rialzo quell’importante resistenza. Per questo sara’ fondamentale, nelle prossime settimane, che l’oro consolidi il supporto in area $1.300,00 – $1.310,00 per vederlo poi volare verso quota $1.400,00.

Molto interessanti anche gli sviluppi nel mercato dell’argento. Venerdi’ l’argento ha toccato quota $21,00 correggendo lievemente al ribasso per prese di profitto.

Il mercato dell’argento ha ripreso in modo molto convincente quota $20,00; superate le medie mobili a 50 e 200 giorni; in rialzo anche l’indice ADX (Average Directional Index – che identifica la forza del trend) grafico sotto:

Come per l’oro, i “tori” hanno ripreso in mano il mercato. La resistenza rimane a $21,00 e in caso di rottura al rialzo, l’argento si dirigerebbe verso quota $21,50.

CONTINUA IL TREND VERSO LA “DE-DOLLARIZZAZIONE DELL’ECONOMIA MONDIALE” 

Fra le pagine di Deshgold ti sarai spesso imbattuto in articoli che approfondiscono la questione della fine del dollaro americano a titolo di valuta di riserva globale.

La “de-dollarizzazione” dell’economia mondiale e’ gia’ in atto e non e’ parto della fantasia degli investitori e degli analisti dei mercati dei metalli preziosi.

Le politiche monetarie ultra-espansive attuate dalla FED per “salvare” il decotto e corrotto sistema finanziario a stelle e strisce. La crisi geo-politica con la Russia scatenata dal caso Ucraina. L’ascesa dell’economia reale cinese, sono solo tre di molti ingredienti che stanno, di fatto, accelerando il termine del dollaro USA come valuta di riserva globale.

E’ notizia di qualche giorno fa che l’Ufficio Cambi della Cina (Trade System Foreign Exchange – CFETS) ha confermato accordi con la Gran Bretagna che prevedono l’utilizzo della Sterlina Britannica e dello Yuan cinese da utilizzare in tutte le transazioni economiche tra le due nazioni.

Questa decisione intende promuovere il commercio bilaterale (e investimenti infrastrutturali), tra Cina e Regno Unito, escludendo il “dollaro americano” come valuta da impiegare all’interno di questa piattaforma commerciale Anglo-Cinese.

La Cina, di recente, ha “diversificato” le valute di riferimento utilizzate all’interno delle transazioni commerciali con i propri partners.

Il Paese del Dragone sta lentamente – ma in modo inesorabile – abbandonando il dollaro per commerciare in yen giapponesi, dollaro australiano, neozelandese e canadese, rublo russo e perfino ringgit malese.

L’annuncio dell’accordo e’ di mercoledi’ scorso, durante una visita del Primo Ministro cinese Li Keqiang in Gran Bretagna mentre firmavano vari accordi commerciali bilaterali.

La Gran Bretagna da parte sua sta tentando di fare di Londra (il maggiore centro finanziario mondiale) un “hub” europeo per il commercio in Yuan Cinesi, in concorrenza con le piazze di Francoforte e Parigi.

L’iniziativa della Cina, “rientra” nella propria strategia di lungo-termine, di fare della propria futura valuta un riferimento per gli investitori globali, in alternativa al biglietto verde statunitense.

 

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.

4 COMMENTI

  1. Salve, mi chiamo Giuseppe non ho mai commentato sia per via della mia “giovane” età sia perchè mi maca l’esperienza per capire fino in fondo tutte le sfumature della situazione, eppure Vi seguo da molto tempo, Perchè mi interessa investire in oro fisico. Voglio capire se, secondo Voi che siete molto più esperti di me, il quadro della situazione mi è chiaro.
    Da Marzo aspetto una buona posizione per entrare… aspetto.
    I livelli di inizio giugno mi sebravano promettenti, tuttavia, aspettavo di vedere un segnale di inversione del tred (anche se intorno ai 1150 avrei comprato tutto e subito). Ora questo segnale l’ho avuto, si chiama 70 $ in un giorno (troppa grazia S. Antonio), ma è proprio la forza di questo segnale ad inquietarmi. Mi spiego: mi aspettavo un certo movimento al rialzo dopo l’annuncio della FED, ma questo tipo di rialzo lo trovo assolutamente ingiustificato dato l’annuncio, poi scopro che qualcuno all’apertuna del comex ha preso un future da 497 ml $ e vabbè… ciao.
    Se fossi pollo comprerei lunedì, ma potrei essere un pollo a non comprare martedì a seconda dei movimenti ho capito bene?

  2. Il segnale di ripartenza sembrerebbe confermato anche da altri analisti. Ed il fatto che sia il gold il primo a muoversi confermerebbe la logica con cui si muovono le commodities. Prima l’oro… per finire con gli agricoli.
    Riguardo all’accordo tra UK e Cina posso dire che è qualcosa di realmente fuori dai binari. Questa, negli ultimi mesi, è la seconda volta che l’UK non si accoda alla scelleratezza americana. Vedi il caso armi chimiche in Siria.
    Inoltre le vicende in Iraq sembrano riportare la storia al 2001 ed anche per questo, forse, le commodities si muoveranno al rialzo. La storia non insegna niente.

  3. Ciao Luigi,
    la Gran Bretagna, in effetti, sta “prendendo le distanze” dallo storico alleato americano. Hai citato l’attacco alla Siria (che il Parlamento britannico ha sonoramente bocciato) e adesso l’accordo con i cinesi.

    Mi sembra che il Regno Unito voglia dimostrare la propria autonomia, non solo dall’Europa cosi’ come e’ stata concepita, con l’Euro, la sua burocrazia, la BCE filiale della Bundesbank……ma anche dagli USA.

    Il Regno Unito sa che gli USA hanno giocato sporco in Ucraina, sobillando un vero e proprio colpo di Stato e temono che gli USA vogliano “dividere” le sorti dell’Europa intera dalla Russia (il loro obiettivo e’ quello di rendere l’Europa “dipendente” dall’export americano di Shale gas e Shale oil, distruggendo l’export russo in Europa e “spingendo” l’Europa, “de facto”, nelle braccia degli USA, ritardandone lo storico declino economico, sociale, finanziario e valutario.

    Ma il Regno Unito, seppur contrario a quest’Europa, non intende diventare lo “zerbino” degli USA e cerca nuovi alleati (non a caso hanno firmato contratti bilaterali commerciali con la CINA). E’ un grande gioco geopolitico e geostrategico di lungo periodo. Ne avessimo noi in Italia, governanti come hanno gli inglesi……noi non abbiamo neppure una “politica estera”….del resto gli inglesi erano un Impero globale e ragionano ancora in termini di grande geopolitica.

    Ciao

    Riccardo Gaiolini
    Analyst & Research
    http://www.deshgold.com

  4. Ciao Riccardo, si vedo che osserviamo e analizziamo gli eventi in modo simile ed anche io ho la percezione come hai ben sintettizato tu che “La Gran Bretagna sta prendendo le distanze”. Questo è un fatto nuovo in un programma geopolitico americano che si ripete tale e quale dal 2001, ricalcando il solito modus operandi.
    Riguardo alla volontà americana di tagliare i ponti energetici russi all’Europa e commercializzare il suo olio e gas non convenzionali è al momento un loro sogno. Già il fatto che il futuro energetico dovrà contare su queste forme di idrocarburi non convenzionali prefigura un notevole aumento dei prezzi degli stessi.
    L’Europa non sta prendendo le distanze a causa dell’occupazione USA in tante delle sue nazioni. Ed è proprio per questo che vedo positivamente le decisioni dell’UK.

    Ciao

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