Barometro Oro: 14.Dic.2013


L’oro ha aperto la settimana a $1.230,70 e ha chiuso a $1.238,70
Al Comex di New York, i contratti futures sull’oro, per consegna gennaio sono quotati a $1.237,90 

Resistenze e supporti: Prima resistenza posta a $1.253,0000 seconda a $1.26500. e terza a $1.27900; primo supporto posto a $1.211,00 secondo a $1.201,00 e terzo a $1.180,00.

Questa settimana i prezzi del lingotto sono stati soggetti a un’estrema volatilita’, sia al rialzo che al ribasso.

Mercoledi 11, l’oro ha registrato un violento rialzo al Comex di New York, quando in pochi secondi, una forte ondata speculativa (questa volta di marca rialzista), ha fatto volare il metallo giallo di $15 in pochi secondi.

L’oro ha cosi toccato un massimo settimanale di $1.267,90 (anche l’argento ha violato al rialzo la barriera dei $20,00).

Il giorno successivo, in Asia, all’apertura delle contrattazione, l’oro si e’ di nuovo indebolito, deprezzandosi sotto la barriera psicologica dei $1.260,00.

Nel pomeriggio di giovedi’, al Comex di New York, la speculazione ribassista si e’ rifatta viva, spingendo al ribasso, nel giro di pochi secondi, il lingotto, il quale ha testato nuovamente quota $1.225,00 – $1.230,00.

Il dollaro americano ha toccato, venerdi mattina, un altro “picco” contro lo yen giapponese, il massimo da 5 anni a questa parte, mentre rimane debole contro l’Euro.

Gli investitori sono in attesa delle decisioni della FED, nella prossima riunione che si terra’ il 17 – 18 dicembre.

Se la Fed, dovesse varare l’inizio del “tapering” (ovvero, una riduzione delle proprie manovre espansionistiche, sui 10 miliardi di dollari al mese – contro gli attuali 85 miliardi), l’oro potrebbe testare temporaneamente quota $1.180,00.

BREVE SCENARIO MACROECONOMICO PER IL 2012 (ovvero la Fed e’ in trappola) 

Per quale motivo, la FED, potrebbe iniziare una limitata manovra (come dicevamo, 10 miliardi di dollari mensili) di riduzione della sua politica espansionistica?

La risposta dei Media Mainstream e’ la piu’ scontata: l’economia americana e’ in “ripresa” e pertanto abbisogna di minor liquidita’ rispetto ai mesi precedenti.

In realta’, l’economia americana non e’ affatto in ripresa. Molti sono i dati economici che attestano quanto affermiamo.

Per esempio, oltre 47 milioni di americani sopravvivono grazie ai buoni pasto elargiti dal governo.

Il numero degli americani senza lavoro e’ aumentato di 27 milioni di unita’ dal 2000 a oggi.

Il 40% dei lavoratori americani guadagna meno di $20.000 dollari annui.

E allora per quale motivo reale la Fed premerebbe per il “tapering”?

La ragione sta nel fatto che la Fed e’ “in trappola”. 

In che senso?

Il resto del mondo (ma soprattutto la Cina, maggior creditore degli USA, la quale possiede 1,3 trilioni di titoli di stato a stelle e strisce e riserve valutarie per 3 trilioni e 660 miliardi di dollari), guarda con grande disappunto le politiche espansionistiche americane.

La “prosperita’” americana dipende dall’utilizzo del biglietto a livello di scambi economici internazionali.

La valuta di riserva mondiale e’ il dollaro; tutte le materie prime sono quotate e prezzate in dollari, pertanto tutto il pianeta fa riferimento costante al dollaro americano.

Ma il resto del mondo, ormai e’ consapevole che il dollaro americano ha iniziato la sua fase di declino storico, e non e’ piu’ propenso a detenere a lungo riserve valutarie e titoli di stato a stelle e strisce.

La Cina, recentemente, ha comunicato di non voler piu’ ammassare riserve valutarie in dollari; la Cina, inoltre, ha deciso di non acquistare piu’ titoli del debito pubblico americano.

E’ un chiaro segnale di sfiducia nei confronti del dollaro come valuta di riserva globale.

Ecco spiegata la trappola in cui si e’ cacciata la FED.

Dal 2008 a oggi, la FED, per affrontare la crisi ha varato 3 “quantitative easing” ovvero manovre espansionistiche (oltre all’Operazione Twist).

Quando ha deciso di terminare i primi due quantitative easing i mercati azionari hanno subito sostanziali e forti correzioni ribassiste.

Ora, la FED, si e’ resa conto che l’intero pianeta non e’ piu’ propenso a sostenere le quotazioni del dollaro nel lungo termine.

Pertanto, decide di ridimensionare la portata espansionistica delle proprie politiche, riducendo l’ammontare di assets da acquistare in cambio di credito e valuta.

Ma e’ poco probabile che, con un ridimensionamento delle manovre espansionistiche, il dollaro ricominci ad apprezzarsi sui mercati mondiali.

Innanzitutto, la “ripresa” economica, in USA, e’ cosa assolutamente ridicola.

In secondo luogo, i mercati azionari a stelle e strisce, si sono ormai assuefatti alle continue iniezioni di eroina “finanziaria” e un ridimensionamento della liquidita’, farebbe scoppiare la piu’ grande bolla azionaria su Dow Jones, Nasdaq e S & P 500.

Lo scoppio della bolla, avrebbe ripercussioni assai negative su un’economia reale gia’ stremata.

Il tasso di disoccupazione comincerebbe a risalire, i tassi d’interesse sui mutui e sul credito al consumo si rialzerebbero, causando aumenti vertiginosi delle insolvenze tra privati e aziende.

Il comparto edile ricadrebbe in feroce recessione e il governo dovrebbe alzare drasticamente la pressione fiscale per fare fronte al servizio del debito piu’ elevato.

Inoltre, il rialzo dei tassi, potrebbe fare scoppiare la pericolosa bolla sui derivati finanziari (un quadrilione di dollari) legati ai tassi d’interesse.

In sostanza: se la FED inizia a varare il “tapering” l’economia USA e il suo sistema finanziario, potrebbero cadere in una pericolosa depressione deflazionistica dagli esiti catastrofici.

Se la FED, procrastina all’infinito il “tapering”, continuando a “stampare” selvaggiamente valuta, prima o poi, il resto del mondo, comincera’ a disfarsi del dollaro americano (le Banche Centrali potrebbero cominciare a vendere dollari sui mercati, per ridurre la svalutazione delle proprie riserve detenute in biglietti verdi).

Esiste un detto cinese che descrive perfettamente lo stato attuale del mondo.

Esso recita: “che tu possa vivere in tempi interessanti”. 

Alcuni lo ritengono foriero di avvenimenti negativi, altri credono che i tempi interessanti portino grandi novita’.

Lasciamo a voi giudicare; in ogni caso, il 2014, sara’ un “tempo interessante”.

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.

6 COMMENTI

  1. Ciao Riccardo, ti segnalo un errore di battitura dove hai scritto: “BREVE SCENARIO MACROECONOMICO PER IL 2012 (ovvero la Fed e’ in trappola)”. Ovviamente volevi scrivere 2014.
    Per il resto la penso come te. Se solo ci dovesse essere un tentativo di tapering si destabilizzano i mercati azionari ed obbligazionari. E continuare a stampare servirà solo a tamponare l’emorragia dell’economia reale i cui sviluppi negativi si dovrebbero acuire molto presto. Quindi la FED è in trappola e come i mercati se ne renderanno conto scoppierà il panico. Attendevo da tempo un catalizzatore che producesse l’inversione del trend, ma credo che con il gold fermo sull’ average marginal cash cost, si aspetti proprio la perdita di fiducia nella FED. E’ inevitabile e coinciderà proprio con l’anniversario del suo centenario il 23 dicembre 2013. Vediamo se riescono ad invalidare anche questo dato statistico. Può durare la manipolazione dei mercati per più di cento anni?… lo vedremo presto 🙂 .

  2. Ciao Luigi,
    si, intendevo il 2014, ovviamente.

    Ciao

    Riccardo G.
    Analyst – Research
    http://www.deshgold.com

  3. Ciao Riccardo e buona domenica. Gerald Celente ha rilasciato un’intervista su King World News dove illustra la situazione per il 2014. Anche Celente, che aveva anticipato molti eventi, è stato tratto in inganno nelle previsioni che fece per il 2012; la causa risiede proprio nel potere delle banche centrali che in linea di massima allontanano solamente la crisi aggravandone ulteriormente gli effetti. Adesso siamo molto vicini a vedere realizzarsi ciò che ha predetto da diversi anni.

    Ciao

  4. Ciao a tutti, rilascio il link dell’aggiornamento sul gold da parte di Analisi Globale.it: http://www.analisiglobale.it/
    Mi sembra che sull’analisi di breve periodo sia quello che ha calibrato meglio le quotazioni. Notare che fornisce una previsione positiva per il gold nel breve periodo. Non avremo di nuovo il minimo di fine giugno quasi sicuramente. Questo rafforza la mia convinzione riguardo all’average marginal cash cost ed avvalora il segnale di acquisto dato da Luigi Mattocci. Chi ha acquistato il gold quando era poco più di 1300 $ oz può ritenersi fortunato.

    • Ciao Luigi,
      se dici: “Chi ha acquistato il gold quando era poco più di 1300 $ oz può ritenersi fortunato”, riconosci che lo è a maggior ragione chi sta acquistando ora a 1230 o nei giorni scorsi a 1215, giusto?
      Anche se da un mese a questa parte il prezzo in dollari dell’oro è millimetricamente rialzista sui supporti, tuttavia per noi europei poco è cambiato in quanto in € continuiamo ad assistere a nuovi minimi di periodo…per cui, di cosa ci preoccupiamo?
      Io non sarei così sicuro che non toccheremo i minimi di giugno anche in $, ed anche se, come bene hai fatto a sottolineare tu, il costo di estrazione a 1200 $ è un segnale importantissimo da tenere d’occhio, tuttavia in questa fase tutto sembra essere relativo per cui meglio non metterci la mano sul fuoco…rischiamo di bruciarcela. Io la metterei su un altro piano: scenda pure come e più dei minimi di fine giugno, no panic, che ne approfittiamo per aggiustare la media di accumulo.

      Infine un’ultima considerazione:
      “…avvalora il segnale di acquisto dato da Luigi Mattocci”

      Quale, quello del “prima di subito”? No, mi dispiace. Se ragioniamo nell’ottica che è indispensabile comprare sul minimo e vendere sui massimi, beh, allora il cuore della questione è il TEMPISMO. Ma coi tempi di Mattocci non ci siamo, perchè, per quanto sia relativamente breve il tempo trascorso dal lancio del suo segnale, nell’ottica della filosofia del prendi quando è basso e vendi quando è alto, i danni potrebbero non essere stati marginali.
      No, per me il segnale di acquisto resta sempre lo stesso: un poco alla volta, tutte le volte che posso. Buona serata!

      • Ciao doma77, ciò che dici in “No, per me il segnale di acquisto resta sempre lo stesso: un poco alla volta, tutte le volte che posso” è il metodo più giusto. Lo segue la gente saggia.
        Per quanto riguarda i 1200 $ dei costi di estrazione è una scommessa che ho fatto con me stesso.
        Ad ogni modo le mie sono solo considerazioni personali. Non pretendo d’insegnare niente a nessuno.

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