Verso la de-dollarizzazione globale: la Duma Russa ratifica la costituzione della nuova Banca dei BRICS

In un articolo di aprile 2014, approfondito successivamente in un altro di inizio agosto 2014, scrivevamo che i BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Russia), avevano confermato la volonta’ di dare vita a un’istituzione finanziaria alternativa al Fondo Monetario Internazionale (ovvero la BRICS Development Bank – Banca di Sviluppo dei BRICS).

Questa nuova istituzione monetaria, il cui capitale iniziale sara’ interamente posseduto dai BRICS, si pone molteplici finalita’, non solo economiche, ma soprattutto geopolitiche e geofinanziarie.

Finalita’ economiche: la concessione di prestiti e finanziamenti ai paesi membri per favorirne lo sviluppo infrastrutturale di lungo termine; presidiare e tutelare i cambi valutari (dei paesi aderenti) e favorire lo sviluppo del commercio multilaterale sia dei BRICS che dei futuri membri aderenti.

Finalita’ geopolitiche e geofinanziarie: promuovere l’indipendenza dei BRICS dal dollaro americano, valuta di riserva globale; prevenire e contrastare alcune forme di sanzioni e ritorsioni economiche che gli USA e i loro alleati infliggono alle nazioni che non aderiscono alle loro decisioni di politica estera.

La Duma di Stato (camera bassa) della Federazione Russa ha ratificato la costituzione della nuova banca di sviluppo che avra’ un capitale sociale iniziale di 50 miliardi di dollari (che sara’ ampliato a 100 miliardi).

Secondo il Ministro delle finanze russo, Anton Siluanov, la banca entrera’ in funzione entro la fine del 2015; la Russia ha devoluto i primi 2 miliardi di dollari per la sua costituzione.

La BRICS Development Bank avra’ sede a Shangai (Cina) e il Primo Presidente del Consiglio di Amministrazione, sara’ designato dal Brasile.

A proposito delle finalita’ geopolitiche e geofinanziarie dei BRICS e della loro nuova banca.

I BRICS stanno gia’ acquisendo sui mercati internazionali tutto l’oro fisico possibile in vista del prossimo “Reset” del sistema valutario globale.

In futuro saranno in grado di “controllare” tutto il mercato dell’oro fisico, nonche’ di determinarne il prezzo (o concorrere a determinarlo con l’Occidente; le future quotazioni dell’oro pertanto,  risponderanno alla  reale legge della domanda e dell’offerta del sottostante “fisico” e non dell’oro finanziario come accade ora).

In buona sostanza i BRICS si stanno preparando al futuro “cambio di regime monetario”, accumulando enormi quantita’ di oro fisico.

Innnanzitutto: i BRICS sono i maggiori produttori/estrattori mondiali di oro (grafico sotto, dati World Gold Council e United States Geological Survey).

BRICSGOLDPRODUCTION2014

Nel 2014 le maggiori nazioni estrattrici Occidentali (Australia, USA e Canada) hanno prodotto 641 tonnellate metriche di oro (il 30% in meno di quelle prodotte dai BRICS).

Non solo i BRICS estraggono piu’ oro dell’Occidente ma ne alimentano continuamente la domanda (grafico sotto).

BRICSGOLDDEMAND

Come puoi vedere: la domanda globale di oro, nel 2014, e’ stata di 2.446 tonnellate metriche; il 78% (1.9101 tonnellate metriche) della domanda e’ alimentata dai BRICS, mentre il restante 22% (545 tonnellate metriche) e’ alimentata dall’Occidente.

In sintesi: i BRICS hanno richiesto il 108% di oro fisico in piu’ rispetto a quanto hanno estratto. La domanda di oro fisico in Occidente, invece, e’ pari all’85% di quanto prodotto, la restante parte e’ stata esportata, quindi il deficit Occidentale e’ pari al 15%.

Non e’ tutto.

Secondo Koos Jansen di “Bullionstar.com”, il World Gold Council sottostima la domanda di oro cinese, e di molto; Jansen ritiene che la domanda cinese, nel 2014, si attesti a circa 1.800 tonnellate metriche.

Ti consiglio di leggere l’articolo di Jansen al link di cui sopra: e’ un grande esperto del settore aurifero ed e’ sempre molto dettagliato e accurato nelle sue esposizioni.

Qundi, adattando i dati del precedente grafico a quanto statisticamente rilevato da Koos Jansen, la situazione sulla domanda di oro fisico, nel 2014, e’ la seguente: BRICS domanda totale per 2.887 tonnellate metriche, Occidente domanda totale per 545 tonnellate metriche (grafico sotto).

BRICSGOLDDEMANDADJUSTED

Utilizzando i dati integrati WGC, USGS, e quelli di Koos Jansen ne deduciamo che la domanda globale di oro fisico, nel 2014, e’ stata pari a 3.434 tonnellate di cui l’84% e’ alimentata dai BRICS e solo per il 16% dall’Occidente.

In conclusione: non solo i BRICS stanno dando vita a una nuova istituzione finanziaria alternativa al FMI di derivazione anglo-sassone e legata alle politiche monetarie e finanziarie dell’area del dollaro americano ma si stanno apprestando al futuro varo del nuovo sistema monetario mondiale avvalendosi anche dei prezzi al ribasso dell’oro (causati dalla manipolazione ribassista dell’Occidente: i BRICS ringraziano).

Tieni presente che anche in futuro la domanda di oro fisico da parte dei BRICS sara’ enorme, perche’ per “contrastare” il dominio mondiale degli USA saranno necessitati ad accrescere le loro riserve auree (come del resto stanno gia’ attuando) per costituire una moneta alternativa al dollaro direttamente convertibile in oro fisico o garantita dal metallo giallo.

 

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.

4 COMMENTI

  1. Spero solo che il passaggio di valuta di riserva non scateni una guerra come fu dalla sterlina al dollaro.

  2. Mi sono documentato, ho letto molto, guardato grafici, credo nell’investimento nell’oro……è da troppi anni nella testa degli uomini….penso anche che per un ottimo investimento adesso sia venuto il momento di acquistare azioni aurifere attraverso fondi di investimento, sono al minimo da cinque anni….cosa ne pensi gennaro….grazie…..

    • …Bion giorno Stefano, buona decisione quella di pensare in azioni delle miniere aurifere, peró visto que il picco in produzione é giá stato raggiunto bisognerá mantenerle sotto osservazione perché saranno come un fiammifero che ad un certo punto dopo essersi bruciato si spegnerá, mentre i lingotti restano.

      Un saluto cordiale

  3. Mi piacciono molto le azioni aurifere, anche se rispetto all’oro fisico richiedono molta piu’ preparazione e accortezza. Non sono uno strumento per tutti.

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