Storia dell’Oro (tratto dal libro Investimenti in Oro)

Deshgold ringrazia di cuore Fabrizio Vedana per averci inviato copia del libro “Investimenti in Oro” prodotto insieme a Filippo Cappio e Attilio Guardone per il Sole 24 Ore.

Tra le varie sezioni del libro quella che mi ha affascinato piu’ di altre e’ la trattazione storica (la storia dell’Oro) di cui ne riportiamo qui in basso alcuni spezzoni. Per chi fosse interessato all’acquisto del libro, questo e’ il link alla pagina online.

Storia dell’Oro

 

Conosciuto fin dalla preistoria (il suo utilizzo e’ perfino antecedente a quello del rame), l’Oro e’ menzionato nei geroglifici egizi a partire dalla I dinastia (nel 3000 a.c.) e si trovavano sue descrizioni anche nel cuneiforme tipico dell’Assiria.

L’Egitto (a cui si deve la scoperta delle prime tecniche di raffinazione del metallo grezzo) e la Nubia, avevano risorse auree tali da renderli i maggiori produttori per gran parte della storia antica. Numerose le testimonianze in tal senso fornite dall’arte: una su tutte, la famosa maschera funeraria del faraone Tutankhamon, oggi conservata al Museo Egizio de Il Cairo.

Difficile da trovare e da estrarre (anche se il re Tushratta di Mitanni sosteneva che “fosse comune come la polvere” in Egitto), per il suo innegabile valore divenne rapidamente uno dei mezzi privilegiati per effettuare baratti e scambi commerciali.

Oro nella Bibbia

 

Il metallo giallo (uno dei pochi ad avere una colorazione naturale perfettamente distinguibile) e’ spesso menzionato anche nella Bibbia (Vecchio e Nuovo Testamento) ed e’ uno dei doni portati dai Re Magi a Gesu’, come scrive Matteo nel suo Vangelo:

“Allore Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li invio’ a Betlemme dicendo: Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perche’ anch’io venga ad adorarlo. Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finche’ giunse e si fermo’ sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.” 

 

Le prime monete metalliche in Oro e “l’Arte della Guerra

 

Al re Creso, sovrano della Lidia (Asia minore occidentale) si deve l’emissione delle prime monete metalliche in Oro, coniate con la materia prima fornita dalle miniere della zona sud-orientale del Mar Nero, famose fin dai tempi di re Mida.

Le monete cosi’ create erano in realta’ utilizzate solo per effettuare gli scambi di valore maggiore, ma sin dalla sua creazione il conio ebbe una funzione importantissima nella spinta all’evoluzione della civilta’ nel suo insieme, interessando e coinvolgendo tutti i popoli.

Di oro parla anche Sun Tzu nel suo famoso trattato “L’arte della guerra” risalente a ben 2.500 anni fa:

“quando gli approvvigionamenti vengono trasportati per un migliaio di li (unita’ di misura dell’antica Cina), le spese in patria e sul campo di battaglia, gli stipendi per il mantenimento di consiglieri e visitatori, il costo dei materiali come la colla e la lacca, quello dei carri e delle armature, raggiungono i mille pezzi d’oro al giorno. Se ne disponi, puoi arruolare centomila soldati.”

Fin dall’antichita’, quindi, l’Oro e’ stato considerato il piu’ importante e sicuro metodo di pagamento esistente. Raro, prezioso, stabile nel tempo grazie alla sua inerzia chimica e fisica, malleabile, puo’ essere rifuso e riconiato senza nulla perdere in termini di qualita’. Cosi’ la storia propone e ripropone storie di crisi finanziarie e di salvezza che hanno come protagonista il metallo giallo.

Da Atene all’Impero Romano

 

La prima vera crisi finanziaria della storia ebbe luogo nel 407 a.C. nella ricca Atene, la prima democrazia della storia, con un libero mercato e un attivo sistema fiscale. La sua rovina inizio’ in modo molto tradizionale: con una guerra che si dimostro’ piu’ lunga e dispendiosa del previsto.

Dopo 22 anni di conflitti che avevano fortemente intaccato le ricchezze del paese, gli ateniesi escogitarono un sistema che pareva molto furbo per finanziare la guerra. Aggiungendo il 50% di rame all’oro e all’argento delle loro monete, raddoppiarono (illusoriamente) le loro risorse: e’ la cosidetta spesa in disavanzo, e in questo caso fu la prima volta nella storia in cui l’oro e l’argento ebbero un prezzo che non corrispondeva al loro valore. E la moneta della civilta’ Ateniese fu anche la prima valuta a corso forzoso della storia.

Negli anni che seguirono la moneta divenne valuta, ma con un valore intrinseco molto basso vista l’aggiunta di rame fatta per spesare la guerra. Ovviamente, tutti coloro che si erano tenute strette le vecchie riserve di metalli preziosi (e in particolare Oro) videro aumentare enormemente il loro potere d’acquisto.

Una cosa analoga avvenne anche nell’Impero Romano. In generale, tutti gli imperi prima o poi tendono verso un sistema che porta alla spesa in disavanzo, creando una conseguente svalutazione della moneta.

Nel corso di 750 anni, vari imperatori gonfiarono la riserva di valuta di Roma, svilendo la coniatura per sostenere i costi delle guerre. Inoltre, mescolavano metalli non preziosi alle loro monete, che venivano anche tosate (veniva cioe’ asportata una piccola parte del bordo, che era poi rifusa per fare altre monete) come tassa d’ingresso in un edificio statale.

L’ultima furbesca invenzione dei romani fu la rivalutazione: si coniavano le stesse monete, ma con valore nominale piu’ alto. Lo schema si ripete sempre nello stesso modo, con varianti congiunturali.

 

Fonte: da pag 36 a pag 40 del libro “Investimenti in Oro” (edito dal Gruppo 24 Ore)

 

 

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Roy Reale

L’intera storia della scienza è stata una graduale presa di coscienza del fatto che gli eventi non accadono in un modo arbitrario ma che riflettono un certo ordine sottostante. E’ mia ferma convinzione che questo ordine sia presente anche nei mercati finanziari. Ciò che mi muove sono la sete di verità e la voglia di andare a fondo nell’approfondire il codice che dà ordine ai mercati.

3 COMMENTI

  1. Ciao Gennaro,
    chiedo scusa per la domanda non inerente l’articolo in questione.

    Quali sono le differenze tra le 500 lire d’argento e le silver eagle?
    http://americansilvereagles.us/wp-content/uploads/2010/03/American-Silver-Eagle-Proof-Coin.jpg
    I pro e i contro nell’acquisto di questi due tipi di monete?

    Grazie per il Vs. lavoro e disponibilità.
    Andrea

  2. scusa mi permetto a darti una risposta io, senza con questo a volermi sostituire al parere di gennaro, che non tarderà ad arrivarti.
    Le 500 lire sono in argento titolo 835 e pesano 11g, questo significa, che l’argento puro contenuto è di 9,20g, e nel caso in cui non trovi nessuno che te le compra e le vuoi portare alla fusione, dovrai pagare un costo alla fonderia nrcessario alla stessa per estrarre l’argento puro, attualmente il suo valore si aggira intorno a 6/7€ anche 8€ dipende dallo stato di conservazione. Per il dollaro invece pesa 31,1 g. ed è argento puro in questo caso siccome non è necessario purificarlo, il suo valore al grammo è superiore, si trova a 28/34€ al pezzo.

  3. Ciao Andrea.

    Oltre alle differenze nel peso e nella purezza che ti evidenziava Carlo voglio ricordarti che le Eagle sono un investimento “internazionale” mentre le 500Lire si rifanno piu’ al mercato italiano.

    Questo significa che se un domani volessi rivendere all’estero, le Eagle sarebbero rivendibili in modo piu’ veloce (e probabilmente a prezzi di mercato piu’ elevati).

    Dall’altro lato trovare Eagle in Italia non e’ molto facile. Quando le trovi, devi pagare l’iva 21%. E’ davvero raro trovarle da un privato, mentre le 500Lire le trovi ovunque su siti di annunci. Questo ti consente di entrare nel mercato dell’argento senza dover pagare l’Iva del 21% e per questo credo non siano affatto male come investimento iniziale in argento.

    Un saluto

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