L’oro è di nuovo denaro! E scoprire dove ti sorprenderà…

Dopo quasi 100 anni dall’ultima volta, uno Stato sovrano ha nuovamente riconosciuto l’oro come denaro valido per estinguere i propri debiti e riscuotere i propri crediti.

Ma qual’è questa nazione in cui l’oro è tornato finalmente ad avere lo status che gli spetta da più di 5000 anni?

Per scoprirlo, prosegui nella lettura!

Se sei un appassionato di libri gialli, trovare il colpevole seguendo una scia di indizi scommetto ti divertirà, perciò…eccotene un paio tutti per te!

Il misterioso paese di cui stiamo parlando ha:

  • un presidente biondo e protezionista;
  • una bandiera a stelle e strisce;
  • stampa foglietti verdi a non finire.

Ti sembrano immagini familiari? Già!

Che tu i creda o no, gli Stati Uniti, o meglio i singoli stati che li compongono, stanno sempre più rapidamente passando leggi che riconoscono l’oro quale denaro legale esente dal pagamento di tasse.

Come è possibile, ti chiedi?

Spesso siamo indotti a pensare che gli Stati Uniti siano un’unica entità centralizzata in cui il potere assoluto è rappresentato dal Presidente e dal Congresso.

Nella realtà dei fatti però, gli USA non sono altro che una Federazione di 50 stati autonomi uniti da una costituzione, ognuno dei quali ha un proprio statuto nazionale, norme, interessi commerciali specifici , elettori residenti ed un PIL da difendere.

Proprio perché gli Stati Uniti sono un conglomerato di stati autonomi che hanno accettato di unire le loro forze firmando una carta costituzionale più di 200 anni fa, il potere centrale di Washington non può dirsi perfettamente rappresentativo della volontà della federazione; ed è sempre per questo motivo che è necessario guardare alle azioni dei singoli stati per comprendere quale sia il mood della popolazione.

Dalla Costituzione americana alla costituzione…della FED!

Da una prospettiva storica, non dovrebbe stupirci il fatto che proprio negli Stati Uniti stia prendendo piede questa tendenza nel riconoscere l’oro come valido mezzo di regolamento di debiti e crediti.

Dopotutto, gli USA nacquero dall’esigenza di realizzare nel Nuovo Mondo un modello di società completamente diverso dal potere secolare, quello monarchico ed aristocratico, che aveva imbrigliato l’Europa per secoli: il sistema che si puntava a creare doveva essere basato su un modello fresco, democratico, guidato dai pensieri illuministi che in quegli anni erano stati in grado di rivoltare come un calzino argomenti tabù quali scienza, religione, giustizia.

Tenendo a mente come esempio questo nuovo concetto di società, i padri fondatori presero le distanze da tutto il marcio del vecchio mondo (Dichiarazione di Indipendenza, 1776) per poi, dopo un lungo conflitto (Guerra d’Indipendenza, 1776-1783), stilare una carta costituzionale che rappresentasse quanto più di illuminato, giusto e progressista il mondo avesse mai visto.

Una cosa emerge chiara sin dal primo articolo della Costituzione degli Stati Uniti: i padri fondatori, o almeno buona parte di essi, erano perfettamente coscienti dei problemi che la valuta di carta era capace di provocare e degli effetti negativi che questi avrebbero avuto sul potere d’acquisto della collettività.

Non a caso i migliori aforismi di denuncia della valuta di carta sono stati pronunciati proprio da intellettuali di quegli anni (Voltaire, Adam Smith e Benjamin Franklin ne sono un esempio) che videro nel folle piano di rifinanziamento del Regno di Francia di Luigi XIV (proposto ed attuato da un ex-giocatore d’azzardo poi promosso a Governatore della banca centrale francese – John Law), un valido monito per preferire le monete in oro ed argento all’infimo denaro di carta.

L’esperimento di John Law, inutile dirlo quando si parla di Quantitiative Easing, finì malissimo e gettò il regno francese prima in una dura recessione e poi in una lunga depressione; entrambe esasperarono il popolo parigino al punto che quando la rivoluzione del 1789 bussò alla loro porta, la accolsero a braccia aperte.

Alla luce di ciò, cosa scrissero i padri fondatori nella Costituzione statunitense in proposito di oro ed argento?

Lo riportiamo qui di seguito:

<< Nessuno Stato potrà […] coniare moneta; emettere note di credito; dichiarare altra cosa eccetto monete d’oro e d’argento denaro con corso legale [valido] per l’estinzione dei debiti… >>

(Costituzione degli Stati Uniti d’America, art.1 sez.10)

Questo comma, mai emendato in 230 anni di storia e pertanto ancora valido, esclude qualsiasi mezzo al di fuori di oro ed argento a ricoprire il ruolo di denaro legalmente valido per regolare l’attività economica della federazione statunitense.

Il veto non risparmia nemmeno le note di credito, esplicitamente richiamate nel testo, a cui oggi si fa più comunemente riferimento col nome di banconote.

Ebbene sì, quello che hai appena letto è l’affermazione ufficiale che ogni singolo biglietto di carta su cui è stampata la scritta Dollaro degli Stati Uniti d’America e qualsiasi numerino su conto corrente con a fianco la sigla USD, è incostituzionale e pertanto non valido.

Se in precedenza i dollari di carta furono stampati solo in circostanze straordinarie come il finanziamento di conflitti in cui l’esistenza stessa della Federazione era in pericolo (Guerra d’Indipendenza, Guerra di Secessione), dal 1913, anno di costituzione della banca centrale statunitense FED, la gestione della base monetaria statunitense è passata in mani private le quali hanno premuto perché venissero prodotte banconote a fine speculativo.

La riscossa dell’oro

I pericoli a cui accennavano i padri fondatori con riferimento alla valuta di carta erano inflazione e svalutazione: due artisti della truffa che mettono le mani nel tuo portafoglio e ne tirano fuori spiccioli senza che tu te ne accorga.

L’inflazione, poi, è stata definita una vera e propria tassa sommersa: ogni volta che la banca centrale stampa moneta in qualsiasi sua forma, fa diminuire il valore di quella già stampata per effetto delle forze di domanda e offerta monetaria.

Questa lenta, ma inesorabile, svalutazione ha due effetti: erode il potere d’acquisto dei risparmiatori e regala un giorno di vita in più a Stato e banche, gli unici enti che (da soli) si sono dati l’autorizzazione di poter operare in perenne deficit spending.

Per riuscire a sensibilizzare la popolazione all’utilità di oro ed argento e rimettere in discussione il sistema dollaro, i seguenti stati hanno ufficialmente rivalutato il ruolo dell’oro (e dell’argento) ai sensi dell’art.1 sez.10 della Costituzione statunitense.

Stati in cui l’oro ha corso legale al 2018:

 

  • 2018 – Wyoming (legge n. HB103)
  • 2017 – Arizona (HB2014)
  • 2017 – Idaho (HB206)
  • 2017 – Texas (SB2097)
  • 2017 – Kansas (HB2421)
  • 2014 – Oklahoma (SP862)
  • 2011 – Utah (HB157)

 

Stati le cui leggi sullo status dei metalli preziosi sono in revisione o in lavorazione al 2018:

 

  • North Carolina
  • Louisiana
  • Virginia
  • Minnesota

 

Il mix di politiche di signoraggio e bullismo perseguite dalla FED avranno pur riempito le tasche delle personalità di spicco della finanza e del potere centrale statunitense fino a farle esplodere, ma hanno dimenticato di spartire le briciole con chi si trova agli ultimi posti della scala del potere.

Di conseguenza, il malcontento popolare è stato recepito dai singoli stati  e tradotto in leggi che mettono in competizione fra loro il denaro decentralizzato per eccellenza (l’oro) e la valuta privatizzata (i dollari della FED).

Ed a quanto pare la partita si giocherà proprio nel cortile di casa del biglietto verde…

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Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Staff DeshGold

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9 COMMENTI

  1. Molto interessante

  2. Che venga in tutto il mondo questa saggezza …coniatrice

  3. Sarebbe interessante sapere di più della manovra di Law
    era ovvio che non poteva andare bene

    • Ciao Francesco,

      proveremo a soddisfare la tua richiesta dedicandogli un articolo nel prossimo futuro!

  4. mi piacerebbe avere una spiegazione su questo fatto: se la costituzione Usa decreta, in pratica, l’incostituzionalità delle banconote, come si spiega la stampa?
    Forse sono io che non ho ben compreso tale questione costituzionale.

    • Ciao Paolo,

      è un grande enigma che contiamo di risolvere esaminando dell’interessantissimo materiale che ci è appena arrivato.

      Per quanto siamo riusciti a comprendere fino ad ora, dietro la FED si nascondono poteri (e perciò capitali) enormi in grado di influenzare pesantemente gli eventi.

      Comunque, contiamo di scrivere un articolo riguardo la nascita della FED entro qualche settimana!

  5. Il ritorno all’argento e oro fisico monetato e’ la soluzione al risparmio e investimenti generali e diffusi

  6. Ola ragazzi, ho avuto ragione a non investire in Ethereum !! Tonfo micidiale !! Chissà quando si riprenderà. Prodotto speculativo 100% inaffidabile. Buone Vacanze

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