La prossima crisi ed il punto sul mondo di oggi

<< Nessuno l’ha vista arrivare >>

E’ così che, nel 2008, il buon ex-governatore della Federal Reserve Alan Greenspan, si è giustificato dopo aver contribuito alla più devastante crisi finanziaria dal 1929.

Dieci anni dopo, sappiamo che mentì: i segnali erano gli stessi di oggi, solo, molto più contenuti.

Perfino la Regina d’Inghilterra chiese all’allora direttore della London School of Economics perché nessuno prese le dovute precauzioni; la risposta?

<< Ad ogni livello, qualcuno faceva affidamento su qualcun’altro pensando che stesse facendo la cosa giusta >>

Bel riassunto di ciò che sta accadendo oggi, nevvero?

Ci eravamo messi alla finestra in attesa di sviluppi.

E, alla fine, ci sono stati.

Ovviamente lo spartito delle relazioni internazionali è intricatissimo ma qui sul blog tentiamo di esporre i fatti eliminando il rumore di fondo ed ascoltare la sinfonia generale.

Il rischio che si corre oggi è dare troppo peso alle notizie che, giornalmente, i media lasciano che si accavallino l’una sull’altra e, nella percezione generale, sostituiscano quelle del giorno, della settimana o del mese prima, rendendo la nostra memoria irrimediabilmente corta.

Un po’ come quando si opera su una chart da 15 minuti e ci si dimentica dell’esistenza di quella da 4 ore o della settimanale, su cui il copione seguito può risultare ben diverso.

Così abbiamo preferito parlare dell’onda lunga, della piega che stanno prendendo le relazioni internazionali: un lento ma progressivo allontanamento dal dollaro e dalla sfera politica USA, che ha dato il via ad una corsa sfrenata e confusa di leader e nazioni che si barcamenano da una parte – USA – all’ altra – Russia o Cina – nel tentativo, in mezzo a tanta confusione, di trovarsi un posticino che garantisca loro più prestigio di prima.

Queste dinamiche fanno sì che la notizia di un giorno venga, almeno a parole, smentita da quella del giorno dopo.

E’ il caso della Turchia che, completamente concentrata sui suoi fini nazionalistici e ben conscia dell’ostacolo che gli USA pongono alla sua integrità e sete di potere nella regione, beve il tè in una dacia siberiana per poi far merenda sulle rive del fiume Potomac nel District of Columbia: Erdogan acquista armamenti russi ma va a trovare Poroshenko, pupillo statunitense, affermando che la Crimea è ucraina.

Allo stesso modo si è comportata l’America coi sauditi dopo i fatti di Mosca: prima carota, immediatamente autorizzato l’acquisto di miliardi di dollari di sistemi d’arma statunitensi da parte del Congresso in caso di ordine d’acquisto saudita, poi bastone, l’ONU prosegue le indagini sul massacro yemenita portato avanti dai sauditi e pone uno dei gruppi sostenuti da Riad in Yemen nella lista nera dei “cattivi”.

La stessa Arabia Saudita si è comporta così con gli Stati Uniti in tempi recenti: shopping per 100 miliardi di dollari (eh sì, sono queste le cifre quando si parla di spese militari) nel mercatino della difesa di Washington, 10 miliardi di dollari di spesa – nessuno ci avrebbe scommesso un euro nel 2016 – in quello di Mosca.

La Cina fa lo stesso col Giappone da anni: i giapponesi presso l’ONU pregano di sanzionare la Nord Corea – sanzioni che ricadono indirettamente su Pechino, principale/unico partner commerciale di Pyongyang – e la Cina accontenta tutti implementandole, solo per poi acquistare ancora più oro e tirare la cinghia nelle esportazioni di minerali rari verso Tokyo – minerali di cui è ghiotta l’economia e l’industria elettronica nipponica –.

E’ in questo clima di grande incertezza ed approssimazione che il mercato più importante al mondo, la borsa statunitense, si benda gli occhi e spara al rialzo verso massimi sempre più clamorosi.

Mentre l’oro affonda.

O perlomeno, affondava: da lunedì, giorno in cui è terminata la Golden-week cinese ed il mercato delle commodities di Shanghai è tornato pienamente operativo, l’oro in dollari è risalito di circa 20 dollari a 1292 $, piazzando un minimo sul finire di venerdi 6 ottobre attorno ai 1261 dollari.

Alla già intricata situazione alla ”guardia & ladri” sopra illustrata, c’è anche una situazione politica ridicola che attraversa l’intero mondo occidentale.

Dalle battutine ed i litigi tra Trump ed il suo Segretario di Stato – i due pare si scambino epiteti non molto gentili – che ben fanno notare il pietoso stato in cui è caduta l’amministrazione del paese più prestigioso del mondo, allo scontro ideologico fra il Governo spagnolo e la popolazione Catalana.

Le parole utilizzate nei contesti catalano, curdo, ucraino, veneto, scozzese ed inglese sono sempre le stesse: referendum, democrazia, libertà, indipendenza.

Una volta, fino ad Obama, ne faceva grande uso anche l’America ricorrendo al tristemente noto aforisma << esportazione della democrazia >>.

Sta poi ad ognuno giudicare e trovare la chiave di lettura di queste parole il cui significato, a nostro avviso, varia in ciascuno dei contesti sopracitati.

Riportando un estratto di un articolo redatto da Martin Armstrong  sulla situazione iberica:

Rajoy sta dimostrando che il governo spagnolo non tollererà alcuna perdita di potere d’imperio sul suo territorio [] e chi sostiene Rajoy sta commettendo lo stesso errore del Primo Ministro: la Spagna non è nè Rajoy, nè il suo governo o la sua Corte Costituzionale.

Il popolo è il sovrano di Spagna.

I fatti che si stanno consumando in Catalogna, sono solo il foglietto di istruzioni di ciò che seguirà in tutta Europa. I governi non esiteranno a seguire l’esempio repressivo di Rajoy.

L’Unione Europea, per non essere l’unica a non seguire la moda del ”fa una cosa e poi il suo contrario” tanto in voga ultimamente, condanna le violenze della polizia spagnola, poi la sostiene ammonendo gli indipendentisti e poi ricorre alle vuote parole del bisogno di dialogo – dialogo da ricercare solo quando è l’istituzione ad essere in difficoltà, non quando lo sono i cittadini –.

Dialogo, del quale noi italiani abbiamo sentito inneggiare i nostri politici a partire dal 2011 e, di fronte alla evidente scarsità di risultati, non può che venir da pensare che, in 6 anni, da dirci, non ci sia mai stato niente di rilevante.

Si prospettano quindi nuove sfide all’orizzonte.

Come fossimo un medico della mutua, la cura l’abbiamo già prescritta in ricetta rossa fino allo sfinimento: per chi vuole minimizzare i rischi che corre il proprio patrimonio e dormire più tranquillamente la notte, i metalli preziosi sono quanto di più indicato in queste situazioni.

Perché la crisi, << nessuno l’ha vista [mai] arrivare >>

Per comprare oro e argento fisico dai rivenditori più sicuri al mondo ed ai prezzi più bassi sul mercato e per capire come conservarlo nel modo giusto e sottrarti al rischio di confisca, guarda ora il videoseminario che scarichi da questa pagina.

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Staff DeshGold

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11 COMMENTI

  1. Qui, su questo sito non avete visto arrivare la crisi dei metalli preziosi dal 2012 in poi !!! magari questo dovrebbe far pensare di più ………………. Errare umano est …….perseverare per anni e indicare al di fuori i difetti di faciloneria ed incompetenza è ridicolo quantomeno.

    • Ma di quale “crisi” parli che l’oro in euro è rientrato in un trend al rialzo dal dicembre del 2013? Forse alludi al fatto che non sono stati fatti nuovi massimi?

      Che poi ancora non hai capito che l’oro fisico è una protezione dai rischi sistemici che stiamo vivendo da diversi anni. La sua rivalutazione potrebbe avvenire overnight, per effetto di una nuova regolamentazione nel sistema economico e monetario, così come accaduto almeno altre due volte nello scorso secolo, ma capisco che qui bisogna studiare per afferrare il concetto.

      O forse tu sei uno di quelli che hanno riposto fiducia, denaro e vita, nelle mani delle banche centrali, continuando ancora oggi a credere che potranno perpetuare il loro sporco gioco all’infinito.

      Mi fa ridere che disprezzi il nostro lavoro ma ti prendi del tempo per leggerlo. Si, hai ragione, forse c’è qualcosa di ridicolo in tutto questo…

  2. Circa la possibilità che l’oro possa passare in un solo giorno a 10.000 dollari l’oncia, in una sola giornata, ci sono tanto di articoli e libri del giornalista finanziaio Jim Rickards, facilmente reperibili e acquistabili su internet, per esempio su Amazon.
    Le tesi di Rickards sono ancora più drastiche di quelle di Roy in merito all’apprezzamento dei metalli preziosi; e si badi che stiamo parlando (nel caso di Rickards) di un analista conservatore notoriamente vicino al PARTITO REPUBBLICANO AMERICANO che, a differenza di DESHGOLD, avrebbe tutto l’interesse nel propagandare l’idea che il buon Trump possa risolvere tutto a suon di debiti e tagli fiscali.
    Gli indizi che siamo vicini a un drammatico reset sono, anche per una persona non particolarmente afferrata nel campo finanziario, quale il sottoscritto, un po’ troppo abbondanti per essere pura apparnza interpretativa.

  3. Ritengo che l’articolo centri perfettamente la situazione di grave incertezza internazionale che stiamo vivendo. L’oro certamente può essere una risposta credibile sia in fase difensiva che in una prospettiva di lungo periodo. Da parecchi anni investo parte dei miei capitali in oro e devo dire che i dispiaceri che hanno provato molti miei cari amici del nord est a me non sono capitati.

  4. E’ di questi giorni l’anniversario del disastro del Vajont.
    Per avere una sintesi dei fatti accaduti 54 anni fa ma la cui genesi risale nei primi decenni del secolo scorso si legga il libro della giornalista intervistata nel seguente video:
    https://www.youtube.com/watch?v=wtEsCsGU05o

    La similitudine con quello che sta maturando nei mercati finanziari in questi decenni penso sia appropriata: la dimensione incredibile dei debiti pubblici e privati e soprattutto la magnitudo dei derivati OTC temo abbia riempito la diga e il rischio di crisi sistemica è stato portato ad un livello …

    Grazie Roy per il tuo lavoro.

    • La similitudine è a dir poco assordante. La cito da mesi agli amici. Purtroppo è più facile mettere la testa sotto la sabbia…

  5. Andor oggi in Euro quota 34/35 contro i Massimo di 48 e mi sembra uns discreta distanza da non accorgersi di aber toppato previsione negli ultimo 5 anni. Cerro ha toccato minimi fino a 27/28 SE questo puo essere un sollievo ma ………… Quanto ai 10000 in un sol colpo o giu di li in virtu di siti che li proclamano e forte ache per eiserne. Passo di tango in tanto per curiosita e ultimamente solo perche lei in luglio mi aveva detto di attendere 2 mesi per vedere l oro ripartire di gran carriera per i Massimi ma non e cosi per l ennesima volta. Mi spiace !!!!

    • Nel video a cui fai riferimento, pubblicato il 25 Giugno di quest’anno, facevo notare come dalle nostre ricerche stessimo leggendo una grande possibilità di immediata ripartenza dei prezzi dei metalli (che venivano da qualche settimana di discesa).

      https://deshgold.com/oro-ed-argento-adesso-non-ce-piu-tempo

      Facevo anche notare che il minimo che si stava andando a generare, era molto probabilmente un minimo che non sarebbe stato più ripreso dal mercato da qui ai prossimi 3 anni.

      Se guardo il grafico dell’oro, noto che esattamente 2 settimane dopo, il 10 luglio, è entrato in una bella fase di rialzo, ed oggi sta ancora provando a costruire su quel trend rialzista.

      Credo quello sia un minimo importante. Lo avevo anticipato a fine giugno, te lo confermo ora.

      Se provi a studiare il nostro lavoro senza filtrarlo con ciò che vuoi vedere, avrai la possibilità di capire ciò che c’è realmente scritto nei nostri messaggi. Che ovviamente non significa noi non possiamo sbagliare, ne ho fatti di errori e ne farò ancora tanti in futuro, ma forse comincerai a vedere anche le tante cose belle che abbiamo regalato ai nostri lettori in 7 anni di lavoro.

      • Scusi, ma io il video che lei dice non ho visto perchè effettivamente non vi seguo … ho postato in luglio un mio commento a seguito di altri e lei è intervenuto rispondendomi come ho precisato sopra. Tutto qui !! quanto ad errori non ci sono problemi. I fatti parlano di 5 anni in regresso importante senza appello contro ogni previsione qui postata. altri articoli di valutazione geopolitica che ho letto possiamo intendere come opinione più o meno personale e in genere visto i risultati disattesi (qui parliamo di oro fisico e non cartaceo) non continuerei per onestà intellettuale ad invitare in vario modo i lettori ad acquistare indiscriminatamente metallo. Intendiamoci non è sbagliato ma le persone non dovrebbero sentirsi invogliate a farlo perchè Kim accende un miccia bagnata o altri sconvolgimenti prossimi futuri che poi come in passato danno un risultato di € 34 al gr, dopo 5 anni, risultato che non può essere giudicati rialzista (nell’arco temporale) perchè viene da un massimo di € 48 fino ad oggi nemmeno lontanamente avvicinato. il mio vuole essere un semplice ma attento giudizio da medico in pensione che nella sua attività professionale ha cercato di tutelare il paziente in ogni modo curandone solamente le reali patologie. per investimenti seguo i consigli di mio figlio che ha le giuste competenze !! Saluto e ringrazio per l’attenzione ritirandomi da ogni ulteriore commento.

  6. Gentilissimo sig. Giovanni, intanto devo dirle, visto che lo ha scritto 2 volte, che l’oro non è mai arrivato a quotare 48 euro al grammo ma al massimo 44 e visto che stiamo puntualizzato non è una differenza di poco conto. Lei fa riferimento allo scrupolo legato alla sua professione ma credo che anche lo staff di deshgold effettui degli studi accurati e scrupolosi nel tentativo di analizzare una situazione internazionale sempre in continuo divenire. I segnali di fondo indicano un probabile rialzo dei corsi dell’oro e questo appare evidente a tutti considerando soprattutto che le banche centrali stampano valuta in quantità imbarazzanti. Quindi il consiglio di acquistare soprattutto a questi prezzi appare per lo meno motivato e poi come sempre é un consiglio, non un diktat e come tale va considerato ritagliandolo su misura rispetto al profilo del singolo investitore. Credo che entro un periodo non lungo di tempo si pentirà di non aver considerato l’oro tra gli asset più meritevoli di fiducia oggi disponibili.

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