Mercato dell’argento: scenari e prospettive di lungo termine

Questo articolo NON ha la pretesa ovviamente di essere esaustivo del settore, vuole essere una breve sintesi delle prospettive di lungo termine analizzando il mercato dell’argento da 3 angolazioni:
1. dal lato della domanda
2. da quello dell’offerta
3. dal rapporto Oro/Argento.

A livello personale mi attendo quotazioni molto piu’ alte di quelle attuali -che oso definere “caricaturali” se non “grottesche”- perche’ non riflettono i fondamentali di questo mercato.

1. Iniziamo la nostra breve analisi dal lato della domanda.

La domanda di argento fisico in 10 anni (da fine 2004 a fine 2013) e’ aumentata di 164 milioni di once (tabella sotto), puoi consultare il sito del Silver Institute.
La tabella sotto e’ un sunto comprensivo degli incrementi decennali dal lato dell’offerta e della domanda.
Tieni presente che non tiene conto della domanda di argento per investimenti ma solo di quella per applicazioni industriali.

GOLDSILVERSUPPLY

Secondo la societa’ di consulenza in metalli CRU (con sede a Londra) la domanda (per usi industriali) e’ destinata ad aumentare di altre 142 milioni di once dal 2014 fino al 2018 (5 anni).

2. Esaminiamo ora il lato dell’offerta del mercato dell’argento.

Dal 2004 al 2013 (10 anni) l’aumento globale dell’offerta di argento fisico e’ stata solo di 106 milioni di once (tabella sopra).

Secondo vari studi sul settore estrattivo dell’argento, entro 2, massimo 3 anni, l’argento dovrebbe toccare il suo picco estrattivo (picco dell’argento), per poi declinare progressivamente negli anni successivi.

In effetti:
-tra il 2010 e il 2012 la capacita’ estrattiva era superiore a 1.000 milioni di once;
-nel 2014, la capacita’ estrattiva di argento era pari a 868 milioni di once;
-nel 2015 si prevede una capacita’ estrattiva di 850 milioni;
Questo fa suppore che l’effettiva capacita’ estrattiva e’ gia’ oggi in lento e, secondo me, irreversibile declino.

L’argento, a differenza dell’oro, e’ utilizzato in grandi quantita’ per applicazioni industriali. Il suo riutilizzo, tramite la fusione di rottami, non supera neppure il 20% della produzione annuale.
Quindi la maggior parte dell’argento una volta utilizzato nel ramo industriale non e’ piu’ riciclato, a differenza dell’oro che ha un limitato uso industriale (10%) ma che è invece riutilizzato in abbondanza, tramite la fusione dei suoi rottami.

3. Analizziamo ora il rapporto Oro/Argento:

L’attuale rapporto (ratio) tra il prezzo dell’oro e quello dell’argento e’ pari a 74:1.

Dai un’occhiata al grafico sotto:

GOLDSILVERRATIO

Il futuro di questo rapporto dipendera’ molto dall’intensita’ della (eventuale) futura ripresa economica, perche’ l’argento risente negativamente, molto piu’ dell’oro, dei cicli di recessione dell’economia (proprio perche’ molto piu’ utilizzato nel ciclo industriale).

Il mercato dell’argento inoltre e’ molto piu’ ristretto (di limitate dimensioni) rispetto a quelle dell’oro; paradossalmente questo gioca a favore dell’argento perche’ se uno o piu’ investitori decidessero di investire massicciamente in questo mercato, influirebbero in modo notevole sulla domanda, facendone decollare le quotazioni.

Come puoi vedere nel 1980 il rapporto era sotto 20:1.
Visti i fondamentali dell’argento (domanda e offerta) ritengo che attualmente  il rapporto sia troppo sbilanciato a favore dell’oro e che quindi, nei prossimi anni, questo rapporto si ridurrà a favore dell’argento.

CONCLUSIONI

Investire nell’argento non e’ privo di rischi.
Quando nell’economia globale prevalgono le tensioni deflazionistiche, il prezzo ne risente negativamente, come e piu’ di quello dell’oro, a causa del vasto uso del ‘silver’ in applicazioni industriali.

Ma l’argento gode di solidi fondamentali economici sia dal lato della domanda che da quello dell’offerta.
La capacita’ estrattiva (offerta) è già probabilmente in una fase di declino storico; e vista la dimensione limitata del mercato, anche un solo e risoluto grande investiore potrebbe causare un’impennata della domanda, che riporterebbe l’argento ben oltre i suoi massimi storici di $48,00 per oncia.

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.

10 COMMENTI

  1. Stamattina prima di iniziare a lavorare col pc mi sono collegato su di voi e ho letto questo articolo sull’argento e mi son subito detto: Ohhh, finalmente un articolo sull’argento, Cribbio! Era ora!
    Bene, ma ci sarebbe davvero molto di più da riferire su questo metallo, almeno pari a quanto l’oro. I media internazionali quando trattano l’argomento dei metalli preziosi spendono tempo ed impegno di analisi parimenti per l’uno che per l’altro, sia per l’oro che per il suo fratellino, l’argento.
    Buon lavoro.

  2. Grande articolo scritto con grande maestria verbale e tecnica. Concordo con Lorenzo.

    • Ciao Andrea,
      ti ringrazio e ti comunico che questo e’ il primo di una serie di articoli di approfondimento e analisi sul mercato dell’argento.

      Ciao

      Riccardo Gaiolini
      Analyst & Research
      http://www.deshgold.com

      • Con immenso piacere che leggo questa bella notizia. A dir la verità è da tempo che continuo a credere più in questo metallo che in qualsiasi altro e lo scossone arriverà proprio da lì non appena, giunti ad un target del gold già intorno ai cento al grammo, la massa comincerà a buttarsi sul silver sia perché non riuscirà a potersi permettere più quei prezzi alti dell’oro, sia perché spinta dai mass media che faranno capire a tutti che il silver è più raro del gold. E siccome è stoccato nelle Banche centrali in minima quantità, a differenza del 1980 in cui non era raro e le Banche centrali straripavano di argento, aumentando la domanda il prezzo andrà alle stelle. La gran parte però avverrà nel frangente finale, quando il gold sarà già molto più in alto dei cento, poiché la massa (non gli investitori) è quella che arriva sempre per ultima quando ormai c’è poco da speculare. E considerando anche che per accaparrarselo dovrà competere con la richiesta industriale, a prescindere dalla crisi (figuriamoci se tra l’altro riparte pure l’economia!) la preponderanza di tale domanda lo farà balzare oltre lo storico rapporto 10 a 1, ma solo per un brevissimo tempo, ridiscendendo poi sul rapporto storico. Ringrazio anche Donato per avermi dirottato in un certo qual modo su questo mercato erroneamente ritenuto meno nobile. E ricordate: chi nasce nobile lo è per tutta la vita, il titolo resta sempre, a prescindere. E più titolo di un 999 cosa volete!

    • Sono d’accordo con voi.
      E’ in questi articoli pieni zeppi di dati e di ricerche che Riccardo si esalta.

      Questo e’ pane per i tuoi denti Rick e dovresti viziarci un po’ di più con altri articoli dello stesso genere 🙂

      • Anche tu Gennaro dovresti ricominciare a scrivere un po’ più spesso per noi comuni mortali, come facevi tempo addietro.

      • Si può concludere dicendo che “meglio averlo che non averlo” tuttavia ecco bisogna rendersi conto che quando dovesse salire di prezzo, molti operatori e privati andrebbero a venderlo nei banchi metalli, i quali applicherebbero uno spread acquisto/ vendita ben sopra il 20%. potrebbe arrivare anche al 25-30%.
        quindi ipotizziamo che vada a 55 dollari l’oncia. Vi verrebbe pagato si e no 40-42 dollari. poi dovreste azzeccare la tempistica di vendita. ipotizzando di comprare adesso e rivendere quando ci sarà il forte rialzo, a malapena si riuscirà a raddoppiare.
        ma quando avverrà il balzo? potrebbe essere entro il 2020; ma anche entro il 2025-2030: il che cambierebbe e di parecchio.
        insomma ragazzi, torniamo sempre al fattore diversificazione.
        io dico questo: se hai 100.000 euro e non sai che farci, allora con 50-60.000 compri una polizza vita a capitale garantito che oggi rende circa il 2,2% annuo netto. 20.000 li tieni in cash per eventuali occasioni e per sicurezza e altri 20-30.000 li investi in oro e argento, monete o lingotti e li nascondi sotto la tazza del cesso, pronto a sfasciarla per correre al banco metalli se sale di valore.
        nel frattempo però, chi ha rendite da monolocali, piccoli bar di quartiere, ci sta fregando e ci fregherà sempre, a meno che venga la guerra mondiale numero 3.
        perchè si arricchisce e sta bene soltanto chi ha delle rendite da capitale e da lavoro
        facendo i cassettisti di metalli preziosi al massimo potrai proteggere il capitale, ma occhio allo spread del banco metalli

  3. Lo farò presto Andrea.

  4. …La unica fregatura sull’Argento é l’ I.V.A.
    che a seconda degli stati in cui lo si compera puó arrivare al 19 % o credo il 21 %, soldi che come privato al momento di vendere non li ricuperi piú, …peró p.f. correggetemi.
    In Svizzera credo che “stangano meno” ( 8% )

    Buona Pasqua

  5. In Svizzera e’ all’8%, ma appena porti in Italia il metallo devi pagare anche l’iva italiana alla frontiera. Pertanto alla fine paghi iva italiana + iva svizzera.

    Ancora una volta: ho inserito in GoldSilverGuide tutte le info di cui hai bisogno per ottimizzare il tuo investimento in Argento (anche dal lato Iva). In modo legale e semplice.

    Guarda il videoseminario che scarichi da qui: http://www.deshgold.com

    Come privato al momento della rivendita puoi recuperare una buona parte di Iva.
    Come? Semplicemente rivendendo il tuo metallo a prezzi piu’ alti di quelli di mercato.

    I privati saranno felici di comprare argento al prezzo di mercato + un 10%/15% di tuo ricarico se l’alternativa e’ comprare il metallo da un rivenditore che gli fara’ pagare argento al prezzo di mercato + guadagno del rivenditore + iva

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