L’Ucraina verso una deriva iperfinflazionistica “in stile Weimar”

Le tensioni geopolitiche e militari tra Ucraina e Russia si stanno riflettendo in modo negativo sulle valute dei due Paesi, ma soprattutto verso la moneta dell’Ucraina (la “Hrvynja”).

La scorsa settimana l’oro si e’ rivalutato del 7% contro la “Hrvynja”; da quattro mesi a questa parte (da inizio 2014) l’oro attesta un guadagno del 70% contro la valuta ucraina. 

Il grafico sotto vuole farti comprendere lo spaventoso ritmo di svalutazione della “Hrvynja” nei confronti del lingotto.

L’Ucraina, negli ultimi venti anni, ha gia’ sperimentato una fase iper-inflazionistica, dal 1992 al 1996, quando le autorita’ monetarie sostituirono il Rublo sovietico con il Karbovanec.

La fortissima inflazione dell’era post-sovietica annullo’ completamente il valore del Karbovanec in soli 4 anni, che fu sostituito dall’attuale “Hrvynja”, al cambio di 100.000 (centomila) Karbovanec per una “Hrvynja”.

Purtroppo, per il popolo ucraino, si prospetta un’altro periodo di iper-svalutazione della propria valuta a causa delle tensioni geopolitiche, militari ed economiche, con la Russia.

L’attuale svalutazione della “Hrvynja” contro l’oro, prelude ad un ulteriore e drammatico evento iper-inflazionistico. 

Gli “ingredienti” dell’evento iper-inflattivo in stile “Repubblica di Weimar si possono gia’ scorgere dall’esame delle circostanze economiche e finanziarie in corso:

  • grave crisi politica e caos istituzionale (con possibile dissoluzione dello Stato unitario);
  • fuga di capitali; crollo dell’export;
  • blocchi e interruzioni della crescita economica e della produttivita’ nazionale;
  • caduta del reddito nazionale;
  • deprezzamento del cambio;
  • drastica diminuzione delle riserve valutarie;
  • collasso del sistema finanziario;
  • probabile default del debito pubblico;
  • peggioramento delle condizioni del deficit pubblico;
  • sfiducia generale nella “tenuta” della valuta nazionale.

Il Fondo Monetario Internazionale e l’UE hanno promesso all’Ucraina aiuti per 15 miliardi di dollari; gli USA un miliardo di dollari in garanzia su prestiti; la Banca Mondiale ha promesso 3 miliardi di dollari per progetti infrastrutturali e riforme economiche.

L’Ucraina necessitera’ di molti anni per ripristinare l’efficienza delle proprie strutture economiche, sia private che statali. Necessitera’ di ulteriori interventi (prestiti) per tentare di arginare il disastro finanziario e sociale imminente.

Il popolo ucraino sta vivendo uno dei momenti piu’ drammatici della sua storia. 

Dal punto di vista finanziario, l’aumento del costo dei carburanti e degli alimenti sta erodendo la gia’ scarsa capacita’ d’acquisto degli ucraini.

I pochi fortunati, che in passato avevano diversificato i propri risparmi in oro e argento fisico, saranno in grado di proteggersi dal crollo della valuta e dall’instabilita’ istituzionale.

Essi sono in grado di acquistare alimenti di prima necessita’, carburanti, e in futuro potranno acquistare terreni e aziende a prezzi svalutati rispetto ai metalli preziosi.

Ancora una volta, come nel caso dell’Ucraina, la Storia ci insegna che, la diversificazione del proprio portafoglio in oro fisico,  e’ fattore essenziale per la protezione a lungo termine dei propri risparmi e per la propria capacita’ d’acquisto.

Non escludo che tensioni inflazionistiche possano riflettersi (a causa della fuga di capitali) anche sulle “valute” dei Paesi confinanti; il Rublo russo ne sta gia’ “soffrendo”; potrebbe innescarsi un “rischio contagio” anche per le valute della Bielorussia, Moldavia, Polonia e quelle dei Paesi Baltici.

Senza escludere che, eventuali “rischi di interruzioni nelle forniture del gas” da parte della Russia (la quale possiede importanti “pipelines” che attraversano l’Ucraina fino all’Europa) potrebbero innescare anche tensioni inflazionistiche anche sull’Euro, nonche’ sul dollaro americano.

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.

12 COMMENTI

  1. Un articolo carico di riflessioni. So che la mia è una domanda che trova una difficoltosa risposta, ma mi chiedo se all’incirca si possa desumere quanto si potrà svalutare il dollaro nei prossimi anni. E’possibile che il suo valore arrivi col tempo a un quinto di quello attuale?

    • … LA RISPOSTA É SEMPLICE :
      NEGLI ANNI 70’s UN DOLLARO ERA 4.30 CHF (FRANCHI SVIZZERI),
      OGGI UN U.S. DOLLARO EQUIVALE A 0.88 CHF (FRANCHI SVIZZERI)

      DA CUI: 0.88 / 4.30 = 0.2046 x 100 = 20.46 % DI QUELLO CHE VALEVA NEGLI ANNI 70’s

      PRATICAMENTE VALE 1/5 IN 40 ANNI

      SE POI FAI CONTO CHE ANCHE IL CHF É SVALUTATO RISPETTO ALL’ORO, QUINDI “ATTACCATI”

      CIAO BUONA GIORNATA DANILO

      • Mi aspettavo proprio una risposta di un quinto. Sapete cosa vi dico?Sinclair ha ragione circa il prezzo di arrivo. Tutti i conti tornano.

  2. L’iperinflazione faccio fatica ad immaginarla. Non perchè non sussista il rischio che accada ma per il fatto che come tutte le persone che hanno vissuto lontano da guerre e disastri economici di grande portata sono forse anestetizzato dalla convinzione che qui possa accadere. Eppure non seguo l’informazione mainstream nè mi lascio assuefare da un benessere che ha portato le persone a ritenersi così indipendenti da non avere necessità del suo prossimo. Ma anche io non riesco ad immaginare una situazione in cui la valuta possa andare in iperinflazione. Già con un’inflazione a due cifre, come quella degli anni ’70, noi oggi avremmo molti più problemi di allora, non esistendo più la scala mobile ed un mercato del lavoro capace di fare PIL. Tuttavia ciò che non si riesce ad immaginare può accadere, come per le guerre. Quanti tra noi hanno vissuto la seconda guerra mondiale? pochi forse nessuno me compreso. Forse è questo il motivo per cui abbiamo un senso di incauto ottimismo nei confronti di eventi tragici come l’iperinflazione e la guerra.
    Gli USA stanno cercando la guerra, questo mi è chiaro da più di dieci anni; la mia rabbia nasce dal rendermi conto che moltissime persone considerano ancora questa nazione come garante della democrazia quando diviene sempre più chiaro che hanno vissuto e vogliono vivere a spese di altre nazioni. Ciò che emerge dalla crisi Ucraina sono le parole di Putin che dimostra di avere ragione sulle accuse rivoltegli da Obama.
    Lascio un link sulle prossime azioni USA: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13261

  3. Da quello che appare l’oro ucraino è volato nelòle casse Usa…http://newswire-24.com/2014/03/07/4827/

  4. Ciao Luigi,
    concordo: e’ difficile per l’uomo, pensare a un evento iper-inflazionistico, perche’ un inflazione elevatissima svaluta non solo la moneta, ma l’individuo e l’intera collettivita’ che purtroppo, passivamente, vi deve prendere parte.

    Eppure eventi iperinflazionistici, sono accaduti non meno di un ventennio fa, in diverse zone del pianeta.

    In Brasile, nel 1994, l’iperfinflazione tocco’ il 2.075,8% a livello attuale; in Messico, nel 1992, il 10.000% a livello annnuale; nella Yugoslavia, nel 1994, i 313% milioni (si milioni) per anno; nello Zimbabwe i 79 miliardi% (si milardi..) per anno.

    Non e’ cosi inusuale come evento.

    Ciao

    Riccardo G.
    http://www.deshgold.com

    • Ciao Riccardo, è vero i dati che riporti sono recenti e drammatici. In fondo anche il -70% della moneta ucraina sul gold è un segnale da iperinflazione. Ciò che ho detto riguardo alla difficoltà ad immaginare, qui da noi, una valuta in iperinflazione evidenzia quanto sia vulnerabile la condizione di tutte le persone che vivendo nell’occidente si sono considerate e si considerano immuni a questo problema. Essere stati, dalla metà del 1900, senza guerre in casa nè eventi economici drammatici ci ha reso insensibili a questa realtà. Poichè l’occidente ha perso la misura del valore della moneta la vulnerabilità sarà grande.

  5. Ciao Luigi,
    condivido. Siamo assolutamente disabituati agli eventi inflazionistici, figuriamoci a quelli iperinflazionistici.

    Eppure, se ci pensi, l’evento inflazionistico, si instaura in men che non si dica: basta una guerra, una crisi petrolifera o del gas, tensioni geopolitiche, oppure una crisi del sistema monetario internazionale (come quello che purtroppo va profilandosi nel prossimo futuro) e ti trovi immerso nell’inflazione.

    Inflazione e deflazione sono flagelli che affliggono l’umanita’.

    Ma l’iperfinflazione e’ la peggiore delle disgrazie, perche’ essa influisce negativamente sulla psiche collettiva della nazione, o dell’area economica colpita.

    Elias Canetti, ha reso quest’idea nella sua opera “Massa e Potere”.

    Eccone un passo che specifica la perdita di valore non solo della moneta, ma dell’uomo, del cittadino che vive in una Nazione colpita da iperinflazione:

    “Improvvisamente l’unità di denaro perde la sua personalità, e si trasforma in una massa crescente di unità che hanno sempre meno valore, quanto più grande è la massa. Si hanno d’improvviso in mano milioni che si sarebbero sempre posseduti così volentieri; ma essi non sono più tali, conservano soltanto il nome. E come è possibile contare fino a qualsiasi cifra, così il denaro può svalutarsi fino al più infimo grado….L’uomo che vi aveva riposto la sua fiducia non può fare a meno di sentire come proprio il suo svilimento. A causa dell’inflazione, tutte le cose esteriori sono coinvolte nell’oscillazione, nulla è sicuro, l’uomo stesso è sminuito. …La massa si sente svalutata poichè il milione è svalutato”.

    L’evento iperfinflazionistico, in Ucraina, potrebbe incidere sulla psiche collettiva della Nazione. Non sottovaluterei cio’ che sta succedendo in Ucraina.

    L’Ucraina ha gia’ sofferto una forte inflazione nel 1994 (285%). Ma non v’erano tensioni con la Russia. Quest’ondata iperinflazionistica, nel Cuore dell’Europa, e’ di cattivo presagio.

    Tieni presente, che tutta l’area balcanica e adiacente al Mar Nero, e’ storicamente sensibile all’inflazione e all’iperinflazione. E il fuoco dell’iperinflazione in Ucrainaa, potrebbe accendersi anche ad altre nazioni adiacenti.

    La Moldavia, nel 1993, accuso’ un’iperinflazione del 240%; la Bulgaria, nel 1997, del 247%; la Russia, nel 1992, del 245%; la Bosnia Herzegovina, nel 1993, del 322%; la Georgia, nel 1994, del 211%; la Serbia, nel 1994, del 297 milioni% (si milioni….)

    Ciao

    Riccardo Gaiolini
    Analyst & Research
    http://www.deshgold.com

    • Grazie di tutte le informazioni che hai dato. Non sapevo della sensibilità all’inflazione e all’iperinflazione di tutta la regione balcanica del mar nero.
      Mi è piaciuto molto il brano di Elias Canetti che hai riportato.

      Ciao

  6. Ehm ehm
    vogliamo dire anche di quanto si sono rivalutati il DOLLARO e l’EURO rispetto alla Hrvynja?
    Anche comprare barrette Kinder sarebbe stato un affare!
    :-))

  7. Se è vero che “La scorsa settimana l’oro si e’ rivalutato del 7% contro la “Hrvynja””, è altrettanto vero che il dollaro si è rivalutato del 10% contro la “Hrvynja”.

  8. Dollaro ed Euro sono valute “fiat”, senza valore intrinseco, slegate dal valore dell’oro. Mi pare anche le barrette Kinder, se non vado errato, anche se non sono esperto nel settore………:-)

    Poco importa che si siano rivalutate nel breve periodo contro la valuta Ucraina. Quello che conta e’ che, come tutte le valute “fiat” sono destinate a svalutarsi nei confronti dell’oro, nel medio-lungo periodo. Purtroppo non sono io scoprire questa verita’…..e’ un fatto storico.

    Ciao

    Riccardo Gaiolini
    http://www.deshgold.com

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