JP Morgan e i fratelli Hunt: identiche storie, ma con esiti differenti?

Due settimane fa abbiamo documentato circa l’enorme mole di stock in argento fisico accumulati dalla banca d’affari americana JP Morgan.

Ted Butler, un grande conoscitore del mercato dell’argento, sostiene che JP Morgan abbia ammassato in veste non ufficiale molto piu’ argento fisico di quanto dichiari: secondo Butler, JP Morgan avrebbe capitalizzato almeno 350 milioni di once d’argento, contro i quasi 56 milioni ufficialmente dichiarati.

Non sono in grado di dirti se le affermazioni di Butler rispondano a verita’.
Se lo fossero, JP Morgan, avrebbe “in mano” piu’ di un terzo del mercato globale dell’argento (l’estrazione annua ammonta a circa 820 mila tonnellate).

Che siano 350 o 56 milioni, si tratta sempre di un enorme quantitativo di argento fisico.
Quest’accumulo insolito di argento, da parte di JP Morgan, ha un precedente storico (anche se, come vedremo, gli esiti potrebbero essere assai differenti dall’episodio che sto per menzionarti).

Questo che sto per descriverti, e’ un piccolo “spaccato” di storia dei metalli preziosi, che forse ci aiutera’ a comprendere la fase finanziaria attuale.

Durante gli anni ’79 e ’80 del secolo scorso, due fratelli, miliardari del settore petrolifero statunitense, Nelson Bunker Hunt e William Bunker Hunt, cercarono di accaparrarsi un terzo del mercato dell’argento fisico mondiale.

In sostanza, gli Hunt, compresero che il mercato dell’argento era estremamente limitato, circoscritto e che se avessero avuto la possibilita’ di prenderne in mano le redini, diventandone gli oligopolisti, avrebbero fatto una fortuna, in quanto sarebbero stati in grado di agire sul lato dell’offerta dell’argento e determinarne i prezzi.

Gli acquisti forsennati da parte dei due fratelli, spinsero le quotazioni dell’argento al loro massimo storico ($48,7 nel 1980).

I due fratelli, pero’, acquistavano argento fisico indebitandosi con gli istituti finanziari.
Per evitare speculazioni nel settore argentifero, i funzionari del Comex adottarono, nei primi giorni di gennaio del 1980, dei provvedimenti che ampliarono i cosidetti “margini di garanzia” sugli acquisti a termine.

I “margini di garanzia” sono degli importi in denaro, che l’operatore deve depositare presso l’intermediario finanziario per poter operare nei mercati a termine: sono degli importi a “garanzia” dell’eventuale adempimento alla scadenza del contratto “future”.

Quando il prezzo dell’argento comincio’ a crollare (il famigerato “Silver Thursday”; si era all’apice del mercato toro iniziato ben 9 anni prima), i fratelli Hunt, che si erano pesantemente indebitati per acquistare l’argento fisico, non furono piu’ in grado di onorare i margini di garanzia ne’ i prestiti accesi per le loro speculazioni.

L’errore dei fratelli Hunt fu che furono attivi in questo mercato, quando i prezzi, a causa del Ciclo Naturale, si approssimavano ai massimi storici, ovvero non compresero che il Ciclo Naturale dell’argento stava giungendo alla sua fase terminale rialzista, anzi, con la loro attivita’ speculativa ne’ favorirono il crollo successivo.

Non mancarono, anche prima del fallimento degli Hunt, dure critiche all’accumulo di argento fisico da parte dei due fratelli.

La gioielleria Tiffany di New York, addirittura, pago’ una pagina sul New York Times per stigmatizzare l’operato dei due fratelli che innalzavano artificialmente la domanda d’argento facendone lievitare i prezzi; Tiffany metteva in guardia contro la costituzione di un monopolio del mercato dell’argento, guidato dagli Hunt.

L’insolvenza degli Hunt, rischiava di fare crollare finanziariamente alcuni istituti bancari esposti direttamente con gli Hunt o nel mercato dell’argento.

Fu costituito un consorzio di banche che fornirono liquidita’ al mercato, evitando un tracollo di proporzioni colossali agli istituti esposti con i due fratelli.

Possiamo fare dei paralleli tra questa vicenda storica e quanto sta realizzando JP Morgan?

Si, lo scenario di fondo e’ identico, ma gli esiti saranno probabilmente differenti.

Per quali ragioni?

Perche’ JP Morgan sta accumulando argento fisico quando il prezzo di questo asset e’ addirittura, sotto i prezzi di estrazione/commercializzazione dello stesso.
Gli Hunt, a differenza di JP Morgan,  contrassero ingenti debiti per finanziare le loro speculazioni rialziste e ne pagarono le estreme conseguenze.

Non conosco esattamente le ragioni per cui JP Morgan stia accumulando, da anni, tutto questo argento fisico, ne’ potro’ mai conoscerle.

Neppure sono in grado di dirti se, JP Morgan stia per divenire oligopolista in questo mercato (con tutte le conseguenze che questo comporta per la legge della domanda e dell’offerta, la legge del libero mercato).

Ma ritengo probabile che la banca d’affari americana preveda un futuro mercato toro per l’argento fisico e si stia preparando, da anni, a questo evento.

 

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.

8 COMMENTI

  1. E’ sempre un piacere leggere i tuoi articoli.

  2. E’ un piacere nostro, Andrea, averti come nostro fedele e assiduo lettore!

    Ragazzi, vi devo delle scuse, ma nella prima versione dell’articolo, nella fretta di redigerlo, avevo dimenticato dei links che ho provveduto a integrare proprio ora.

    Ciao

    Riccardo Gaiolini
    Analyst and Research

    • Ciao Rick, dai dati del Silver Institute ho notato come da circa dieci anni la domanda di silver supera l’offerta e che ci sia stato un suo acquisto record nel 2013. Poi ci sono un sacco di dati che non riesco ad interpretare bene, ma parlano della “modifica” apportata a questi dati a posteriori circa la domanda e l’offerta.

      • Ciao Andrea,
        per una piu’ ampia trattazione della legge della domanda e dell’offerta e della sua distorsione, ti rimando al Barometro di oggi.

        Comunque, sintetizzo, per te e i lettori, poi se mi vuoi indicare, con una risposta alla presente, i link specifici alle tue domande, puoi indicarmeli replicando a questa mia.
        Domanda e offerta sono i due motori dell’economia e tali rimarranno sempre.

        Un’economia solida, presenta sempre un’equilibrio fra queste due forze.

        Quando le istituzioni statali o finanziarie monopolizzano una delle due forze, oppure ne distorcono la libera espressione, per alcuni anni la distorsione puo’ avere il sopravvento, ma nel lungo periodo le leggi di natura (e la legge della domanda e dell’offerta e’ una legge di natura), prendono di nuovo la supremazia.

        Cosi’ accadra’ al mercato dell’argento e a tutti quegli attivi finanziari manipolati dai vari banchieri centrali e dei loro accoliti negli apparati governativi.

        Ciao

        Riccardo Gaiolini

        Analyst & Research

  3. Sempre ottimo. Grazie Rick.

  4. Wow, prima volta che sento sta storia.

    Incredibile quanto sia interessante e quanto non se ne senta parlare.

    Sarà un caso ? 🙂

  5. Un elementodirei accomuna quanto i fratelli HUNT tentarono ( fallendo nell’attuazione) e JP MORGAN che ha riproposto in questi anni il progetto ampliandone le dimensioni dell’ operazione ( 2 volte rispetto ai fratelli sfortunati) : l’aver individuato che l’Argento era molto sottovalutato in termini storici di lungo periodo.

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