FMI rinvia l’ingresso dello Yuan nei Diritti speciali di prelievo MA…

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Notizia di ieri, il FMI rinvia l’ingresso dello Yuan nei Diritti speciali di Prelievo.

Ma c’è qualcosa che riteniamo sia passato in sordina.
Te ne parlo in questo articolo.

Ma prima partiamo dal principio…

Ad aprile di quest’anno, ti informavamo circa lo svolgersi degli accordi tra il FMI e la Cina, per promuovere l’inserimento dello Yuan/Renminbi nel paniere di valute internazionali denominato Diritti speciali di prelievo.

In data 4 luglio, il FMI, a causa delle violente turbolenze sui mercati azionari cinesi da un mese a questa parte, ha deciso di rinviarne l’ingresso a Settembre 2016.

Pechino, aveva lanciato da tempo una influente “offensiva” diplomatica per promuovere l’introduzione dello Yuan nel paniere DPS, come sviluppo del suo obiettivo strategico di ridurre la dipendenza della Cina dal dollaro americano.

FMI rinvia ingresso Yuan nei Diritti Speciali di prelievoIl FMI e’ un’istituzione finanziaria globale a guida Occidentale; e’ chiaro che, questa decisione, risulta funzionale agli interessi dell’Occidente di rimandare e differire la “genesi” di una valuta concorrente al dollaro americano a titolo di moneta di riserva globale.

Sia chiaro una volta per tutte: non e’ lo Yuan cinese a essere l’anti-dollaro, neppure se provvisto di copertura aurea; l’unico anti-dollaro e’ l’oro fisico.

Lo Yuan, in ogni caso, sia che  sara’ integrato nei DPS o meno, e’ destinato a divenire la valuta che si confrontera’ direttamente con il dollaro, per lo status di moneta di riserva globale.

A riprova di quanto sopra, tieni presente che, a fine luglio, la London Metal Exchange (LME), il piu’ grande mercato di compravendita di metalli a livello mondiale, ha accettato lo Yuan come valuta “collaterale” che i brokers e le istituzioni finanziarie potranno conferire a titolo di garanzia alla LME , per negoziare metalli sulla sua piattaforma tecnologico-finanziaria.

Lo Yuan si affianca, alla LME,  a titolo di “collaterale”, allo Yen Giapponese, all’Euro, al  Dollaro Americano e alla Sterlina Inglese.

Secondo l’associazione SWIFT (Societe’ for WorldWide Interbank Financial Telecommunication), lo Yuan e’ la quinta valuta piu’ utilizzata nelle transazioni internazionali; un anno fa era al settimo posto.

Ma andiamo con ordine.

Qui su Deshgold avevamo anticipato diverso tempo fa che il modello economico cinese basato prevalentemente sull’export (un modello di crescita a bassa intensita’ di capitale, ad alto impatto ambientale, privo di trasparenza e basato sulla corruzione endemica della Pubblica Amministrazione e sull’espansione illimitata del credito da parte delle su banche commerciali tutte partecipate dallo Stato), era in via di esaurimento.

L’attuale crisi dei mercati finanziari cinese, accelera la transizione da questo modello obsoleto e superato, verso un nuovo modello di crescita e sviluppo basato su comparti industriali e finanziari piu’ maturi, imperniato su processi ad alta intensita’ di capitale e su processi industriali robotizzati, iper-automatizzati e a minore impatto ambientale, sull’innalzamento del tenore di vita interno e sull’erogazione di servizi finanziari trasparenti e ad alto valore aggiunto.

E’ piu’ che probabile che, questa crisi, acceleri una maggiore richiesta di trasparenza e democrazia, da parte della popolazione cinese, verso le proprie Autorita’ Politiche e Monetarie.

Alasdair McLeod, con grande maestria, aveva previsto con qualche giorno di anticipo la decisione del FMI.

Mi pare che il commento di McLeod, in previsione di questo avvenimento, sia il piu’ lucido che io abbia letto.

Te lo sintetizzo.

McLeod ha presagito che il FMI a guida Occidentale avrebbe procrastinato (decisione  “geopolitica” piuttosto che dettata da rigidi criteri finanziari) l’entrata dello Yuan nel paniere DPS a causa della crisi dei mercati azionari cinesi.

E’ piu’ che probabile che la Cina, nel breve termine, a causa dello scoppio della bolla sull’azionario e sull’immobiliare sia costretta a svalutare lo Yuan e rinunciare al Piano A (l’ingresso dello Yuan nel DPS).

Ma questo evento, rafforza, paradossalmente il Piano B della Cina.

Ovvero, incrementare le proprie riserve auree (McLeod stima le riserve auree cinesi, in 20.000 tonnellate d’oro, accumulate a partire dal 1983) e procedere alla progressiva riduzione dell’alto livello di debito accumulato in decenni di espansione del credito illimitata, tramite l’accumulo ininterrotto di riserve auree, senza quindi l’intervento di politiche monetarie restrittive che necessariamente precluderebbero la crescita e lo sviluppo del nuovo modello economico cinese.

Aumentando, contestualmente, la ricchezza del suo popolo; perche’ una nazione forte delle sue riserve auree, e’ una nazione destinata a possedere una valuta stabile, sicura, forte e autorevole sui mercati globali.

L’esatto contrario dell’Occidente, che possiede una valuta di riserva, completamente sganciata da ogni riferimento aureo.

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L'autore: Riccardo Gaiolini

Sono appassionato di mercati finanziari e di analisi intermarket. Amo integrare queste materie con lo studio della strategia geopolitica. Seguimi anche sul mio blog personale: newenergyhorizons.com

5 COMMENTI

  1. Gennaro URGENZA PER ACQUISTARE: dopo i fatti in Cina in queste due notti che si deve fare? aspettare che vado sotto i 1000 dollari? ma a questo punto come faranno a far andare l’oro a quel punto?ormai io ne dubito che riescano a farcela…..Stiamo partendo in anticipo il famoso Settembre 2015…….???

    • Massimo sto preparando un lungo video di aggiornamento per condividere i dati che ho a disposizione ad oggi.

      Questo video è riservato ai clienti della DeshMember.

      Se sei interessato, scrivi ad assistenza@deshgold.com per sapere come fare per iscriverti e ricevere nostri aggiornamenti costanti.

  2. Riccardo, vorrei chiederti: sicuro che la Cina abbia rinunciato ad entrare nei DPS?

    Perché a quanto ricordo, negli ultimi 6/7 anni in cui l’esatto ammontare delle riserve auree cinesi è rimasto secretato, si pensava ad un accumulo esagerato di metallo giallo.
    Il mese scorso, quando la cina ha alzato il velo con un documento ufficiale, si è visto che l’aumento delle riserve era stato considerevole ma molto lontano dal 200% o 150% ipotizzato. (ovvero il 65%)
    Questo significa che: la cina ha, magari, raggiunto il livello minimo di oro per poter richiedere l’entrata nei Diritti Internazionali, ma non è riuscita, ritengo, a raggiungere quei livelli per far si che il Renmibi riesca ad essere “backed by gold” (scusatemi non mi viene l’espressione in italiano) anche solo parzialmente. La tripla svalutazione può servire quindi ad aiutarli non ad acquistare altro oro, ma a rendere il dollaro più debole: il Renmibi svalutato non va ad intaccare l’export cinese, al minimo lo conserva, al massimo lo amplia!

    Non mi sorprende, in effetti, che l’euro abbia guadagnato negli ultimi giorni 5 centesimi nel cambio del dollaro. Anche gli americani, in modo meno plateale, stanno svalutando.

    Ti chiedo inoltre un parere sulla fattibilità del progetto doppia aquila russo, nel creare un rublo “sano” che abbia tallone aureo e, a quanto si dice, una composizione di ben il 38% di metallo nobile. Nel caso in cui venisse attuato, cosa accadrebbe alle altre valute ed al mercato aurifero?

    Grazie

  3. Aggiungo:

    L’italia credo sia al 2 o 3 posto quale maggior detentrice di riserve auree, e ciò mi ha sorpreso parecchio!

    Saremmo probabilmente l’unico paese in grado di stampare moneta convertibile, e paradossalmente avere una economia sana…ma centinaia di tonnellate sono conservate in discutibili depositi oltre oceano e non credo che possano essere reimpatriati, e soprattutto nessuno credo abbia gli attributi o l’interesse a farlo, ai piani alti.

  4. Ciao Lollo,
    nel mio articolo sostengo che e’ decisione del FMI di procrastinare l’ingresso dello Yuan nel paniere dei DPS e non che la Cina vi abbia rinunciato.

    A ogni modo ti do il mio parere sulla questione e sulla svalutazione dello Yuan operata dalla Banca Centrale Cinese (PBOC).

    I Media-Mainstream si sono focalizzati nell’enfatizzare la bassa crescita dell’economia cinese (7% – da noi sarebbe un nuovo miracolo economico una crescita del genere, e per noi intendo tutta l’Europa non solo l’Italia) come causa principale della decisione della PBOC.

    In realta’, questa decisione ha piu’ a che vedere con componenti prettamente “geopolitiche” che meramente economiche e finanziarie.

    Il FMI a guida occidentale ha deciso di rinviare l’ingresso dello Yuan nei DPS a settembre 2016; questa mossa e’ stata letta dai cinesi come una mossa tattica dilatoria per rimandare l’inclusione dello Yuan nel paniere DPS, ancora egemonizzato dal dollaro americano (tieni presente che il DPS e’ un paniere di valute “fiat” non coperte da oro).

    L’inclusione dello Yuan nei DPS, comunque, e’ una tappa importante per fare del Renmimbi una valuta di riserva globale.

    la Banca Centrale Cinese ha risposto al FMI “sganciando” (de-pegged) al quale era prima ancorato in modo stretto (il cambio dollaro-Yuan era una sorta di cambio a tasso fisso).

    La svalutazione dello Yuan, ha rafforzato del 5% il prezzo dell’oro contro Renmimbi; il risparmiatore cinese che detiene oro fisico, pertanto, non ha sofferto della svalutazione dello Yuan.

    Disancorando lo Yuan dal tasso di cambio fisso contro il dollaro americano, la seconda economia mondiale ha di fatto dichiarato di non prendere piu’ in considerazione il dollaro americano come valuta di riserva globale a cui ancorare lo Yuan.

    La mossa della PBOC inoltre deve essere inquadrata come strategia per “liberalizzare” definitivamente il Renmimbi sui mercati valutari internazionali.

    Inoltre la PBOC ha di fatto rimosso ogni possibilita’ di rialzo dei tassi in USA, di fatto provocando una svalutazione del dollaro americano.

    Tieni presente che la Cina e’ la “fabbrica del mondo” e che ha gia’ varato grandi progetti infrastrutturali per rimodernizzare tutta la sua struttura produttiva nonche’ quella dell’intero continente eurasiatico (la Nuova Via della Seta).

    Lo Yuan, in futuro, sara’ ancorato all’oro e agli alti livelli di produttivita’ derivanti dal nuovo modello di sviluppo cinese (di cui ho parlato in svariati ariticoli); e’ probabile, che, aumentando il livelli di consumo e la domanda interna (ci vorranno anni, ma arriveranno a questo), l’economia cinese non sara’ piu’ orientata all’export in USA, e pertanto, comincera’ a vendere le proprie riserve in dollari, nonche’ i titoli di stato USA che detiene in maniera massiccia, perche’ non avra’ piu’ bisogno di sostenere il debito USA.

    La Cina, agisce con finalita’ di lungo-termine, e intende staccare “la spina” al dollaro americano e al privilegio esorbitante degli USA, di poter indebitarsi con il resto del mondo senza essere affetti da pressioni inflazionistiche e iperinflazionistiche come invece lo sono le restanti nazioni del pianeta, se adottassero le politiche monetarie e fiscali americane (gli USA si possono concedere questo privilegio e lusso solo per il fatto che la loro valuta e’ ancorata al petrolio, alle materie prime ed e’ valuta di riserva detenuta da tutte le Banche Centrali Planetarie).

    Il varo della nuova banca d’investimento dei BRICS, il varo della ASIAN INVESTIMENT BANK e il varo del grande progetto infrastrutturale della Nuova Via della Seta; la liberalizzazione definitiva dello Yuan, e l’apertura dei mercati obbligazionari interni ai capitali stranieri; tutto questo fa parte di strategia geopolitica della Cina e non deve essere interpretata, invece, in mera chiave economica e finanziaria.

    Ciao

    Riccardo Gaiolini
    Analyst & Research
    Deshgold

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