Le cose stanno per cambiare

Le sanzioni del Blocco Occidentale nei confronti della Russia (a causa dell’annessione della Crimea e delle tensioni geopolitiche russo-ucraine) hanno provocato il rafforzamento dell’alleanza (asse) commerciale-geostrategico tra Russia e Cina.

I rapporti tra Russia e Cina non sono mai stati facili, ne’ a livello diplomatico ne’ a livello commerciale, ma le sanzioni alla Russia da parte dell’Occidente sembra che abbiano smosso e riavvicinato le due grandi aree macroeconomiche.

I nostri media mainstrem non si sono soffermati a lungo su quest’avvenimento i cui  riflessi geopolitici e finanziari, invece,  sono realmente rilevanti sul medio-lungo termine.

Esso portera’ sia la Russia che la Cina ad affrancarsi definitivamente dall’Occidente, sia dal punto di vista industriale-militare che dal punto di vista finanziario.

Andiamo con ordine: la Cina vede con favore l’alleanza economica con la Russia perche’ famelica delle sue materie prime.

La Russia possiede tutte le materie prime che la Cina abbisogna per il suo sviluppo industriale e militare: cromo, nichel, alluminio, zirconio, vanadio, cobalto, rame, manganese, niobio e titanio.

La Russia e’ il terzo produttore di oro al mondo (e la Cina, nei prossimi anni, sara’ costretta a importare oro visto l’esaurimento delle proprie riserve interne).

Dalla Russia la Cina importera’ anche argento, platino e palladio.

La Cina importera’ anche ingenti quantita’ di grano e cereali e vede con favore lo sfruttamento energetico delle terre poste nella Siberia del Nord, presso il Circolo Polare Artico, ricche di petrolio e gas.

Cina e Russia avevano gia’ siglato un accordo commerciale trentennale per le transazioni commerciali in gas.

I dirigenti cinesi comprendono lo stato di estremo bisogno in cui versa la Russia in questo momento. La Cina ha le casse strapiene di dollari ed e’ felice di poter contrattare e commerciare con la Russia in questo frangente storico.

La Russia, per converso, ha bisogno della Cina per l’export dei suoi prodotti e materie prime.

Fin qui i risvolti geopolitici.
Vediamo quelli finanziari.

Prima dell’accordo commerciale, gli scambi commerciali tra Cina e Russia erano regolati per il 75% tramite il dollaro americano.

Ora le cose stanno per cambiare.

Proprio settimana scorsa, le due banche centrali dei due colossi, hanno sottoscritto un contratto (per 150 miliardi di yuan) per lo scambio reciproco di valute (yuan e rublo) al fine di agevolare le contrattazioni commerciali tra i due paesi ed evitare l’uso del dollaro americano.

I volumi di scambio tra Cina e Russia raggiungeranno il prossimo anno i 100 miliardi di dollari. Nel 2020 il volume di scambio e’ previsto raggiungere i 200 miliardi di dollari annui.

Questo e’ un chiaro segnale inviato agli USA: il biglietto verde sara’ detronizzato in quanto sempre meno utilizzato all’interno delle transazioni commerciali tra le due grandi macroaree.

Tieni presente che per sette delle economie piu’ dinamiche dell’Asia, lo yuan cinese funge gia’ da valuta di riserva mondiale.

Ma a settembre di quest’anno, anche il Blocco Occidentale si e’ mosso in favore dello Yuan: il Governo britannico intende emettere un “bond” (obbligazione) in yuan cinesi, con il ricavato del quale detenere yuan sotto forma di  valuta di riserva.

Questo e’ un altro chiaro segnale agli USA: anche parte del Blocco Occidentale (nientemeno che la piazza finanziaria di Londra), riconosce lo Yuan valuta globale e non si fara’ trovare impreparato durante la fase di transizione tra Yuan e Dollaro.

Allo stato attuale, il 61% delle riserve valutarie mondiali e’ espresso in dollari.
Ma questa situazione e’ destinata a cambiare inesorabilmente.

Questa notizia fa parte di uno stesso “puzzle” che ci sta dicendo che il dollaro americano viaggia inesorabilmente verso la sua detronizzazione globale. L’intero ordine valutario mondiale sta per modificarsi e una nuova era finanziaria ed economica si affaccia nel panorama globale.

Lo yuan cinese – nell’attuale versione o in una prossima nuova versione – sara’ uno dei protagonisti di questa nuova era.

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.

3 COMMENTI

  1. Penso che l’analisi sia corretta …. Però una cosa mi risulta assai strana ….. Inghilterra che sgambetta il suo miglior amico … Americano …. Oppure vale veramente il detto: nel business tutti sono i miei amici finché fanno i miei affari …….. !!!!!!!!!!

    • Ciao Maurizio,
      per quanto concerne il l’atteggiamento della Gran Bretagna, rispetto all”‘alleato” USA: dobbiamo liberarci dai nostri “pregiudizi” etici, quando si guardano gli avvenimenti mondiali dal lato della “geopolitica” e della”geoconomia”.

      La Gran Bretagna, porta avanti un suo disegno di potere, ovviamente con l’alleato storico Statunitense, ma questo non va a precludere rapporti commerciali, valutari e diplomatici con altre potenze geopolitiche, soprattutto per quanto riguarda la Cina, potenza economica e militare in ascesa.

      La Gran Bretagna, a differenza dell’Italia che non possiede una propria sovranita’ monetaria, sovranita’ fiscale e una sua politica estera, ha una sua visione del mondo e della globalizzazione e questo non le preclude di stringere alleanze e accordi con le potenze emergenze, funzione preclusa a quegli Stati, come l’Italia, subalterni al capitale finanziario mondiale, ai Burocrati delle Commissioni Europee e alla Signora Merkel, al Signor Schauble e a Weidmann.

      Ciao

      Riccardo Gaiolini
      Analyst & Resarch
      http://www.deshgold.com

  2. Non vi sto neanche a spiegare cosa c\’è di molto altro oltre alla situazione di cambio geopolitico, ma gli inglesi (o meglio la regina) hanno già mollato, sanno già tutto, si sono arresi, non possono più farci niente, LUI ha deciso, gli USA stanno rantolando ancora per un po\’, dimenandosi per non cedere il potere, ma ormai non c\’è più partita.

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