Cosa è la Nuova Via della Seta (e come cambierà il commercio del 21° secolo)

Cosa è la Nuova Via della Seta

Da ragazzo sono stato affascinato dalla biografia di uno dei piu’ grandi viaggiatori ed esploratori di tutti i tempi: Marco Polo.

Nel 1271, percorrendo la mitica Via della Seta attraversando Baghdad, lo Stretto di Ormuz, l’Iran e le regioni piu’ occidentali della Cina, Marco Polo arrivo’ all’antica Pechino.

Fece poi ritorno a Venezia solo dopo 17 anni di viaggi e di permanenza in Asia.

La Via della Seta, con le meravigliose citta’ che la incrociano (tra cui la famosa Samarcanda, una delle citta’ piu’ antiche del mondo che nasconde nel suo nome il significato etimologico di “fortezza di pietra“, nonche’ Baku, Tashkent e altre), da sempre ispira l’immaginazione collettiva degli uomini di tutti i tempi.

Questo leggendario percorso prese il nome dal lucrativo commercio cinese della seta, anche se – su quegli stessi sentieri – venivano trasportate le merci piu’ disparate. Sia in un senso (verso Occidente) che nell’altro (verso Oriente).

Su quella strada non viaggiavano solo uomini e merci ma viaggiavano anche grandi idee. Religioni e concetti che fecero da fondamento per il mondo moderno (Matematica, Geometria e Astronomia).

La Via della Seta allacciava in un’unica grande bretella a piu’ rami ben 3 continenti: Asia, Africa ed Europa.

La Cina ha intenzione di riesumare quel mitico cammino planetario, dando vita al piu’ grande progetto infrastrutturale che sia mai stato concepito (persino piu’ imponente del Piano Marshall).

Si tratta della Nuova Via della Seta (The New Silk Road).

Questo grandioso progetto infrastrutturale porterà ad un incontro tra Oriente ed Occidente per dare vita a un nuovo ciclo di sviluppo  economico, culturale e tecnologico planetario.

Un ciclo che mi piace definire come il “nuovo Rinascimento moderno”.

La Nuova Via della Seta colleghera’ Asia, Africa ed Europa, proprio come la leggendaria Via della Seta.

Quando sara’ ultimata, un unico immenso grande corridoio planetario permettera’ la comunicazione e l’allacciamento al piu’ grande aggregato umano della Terra: 4,4 miliardi di persone.

Il progetto era stato annunciato dal Presidente Cinese, Xi Jinping, nel 2013, contestualmente al varo della Asian International Infrastructure Bank (AIIB).

La AIIB e’ gia’ composta da 58 nazioni aderenti, tra cui 12 paesi NATO (Gran Bretagna, Francia, Olanda, Germania, Italia, Lussemburgo, Danimarca, Islanda, Spagna, Portogallo e Norvegia) e da tre fondamentali alleati degli USA in Asia (Australia, Corea del Sud e Nuova Zelanda).

La Cina aveva invitato al tavolo della AIIB anche gli USA che mantengono invece una posizione non definita; a volte contrari al progetto, a volte favorevoli o neutrali.

Se gli USA rimarranno esclusi da questo progetto, perderanno il loro ruolo di leadership nell’immensa regione dell’Eurasia (che si estende dai confini Orientali dell’Europa ai confini Orientali della Cina, dalla Mongolia all’Indonesia).

La Cina ha gia’ potenziato i capitali di tre istituzioni finanziarie al fine di fare fronte al progetto.

Alla China Development Bank sono stati conferiti importi pari a 32 miliardi di dollari americani, alla Export Import Bank of China i restanti 30 miliardi e la Agricultural Development Bank of China ne ricevera’ altrettanti.

La Nuova Via della Seta consistera’ nella costruzione di cinque corridoi intercontinentali di transito:

  • Corridoio Nord:

si estende dal porto belga di Anversa, il porto olandese di Rotterdam, estendendosi dalla Germania, alla Polonia, Finlandia, Svezia, sino a giungere a Mosca e da qui alle regioni dell’estremo nord della Cina;

  • Corridoio Sud:

si estende al porto belga di Anversa e da quello di Rotterdam, percorre Germania, Austria, Ungheria, Croazia, Serbia, Romania, Grecia, Turchia, Iran, Pakistan, India, Myanmar e Thailandia, fino a giungere alla provincia cinese dello Yunnan, e termina in Singapore e Malesia;

  • Corridoio Centrale:

dai porti belgi e olandesi, connette Germania, Polonia, Ungheria, Ucraina, Bielorussia, Russia, Kazakhstan e Cina;

  • Corridoio Europeo-Caucasico-Asiatico:

colleghera’ l’Ovest Europeo con l’Asia Centrale (Moldavia, Russia, Georgia, Azerbaijan, Turkmenistan, Uzbekistan, Kyrghizstan, Tajikistan, Kazashstan e Cina);

  • Corridoio Nord-Sud:

colleghera’ l’Ovest Europeo, al Golfo Persico, tramite tre vie di transito, la prima attraversera’ Azerbaijan, Ammenia e Ovest dell’Iran, la seconda percorrera’ il mar Caspio (via marittima), giungendo in Iran e la terza, dal Kazhstan giungera’ nell’Est dell’Iran.

Il grande progetto infrastrutturale coinvolgera’ molteplici  settori economici: costruzione di ferrovie ad alta velocita’, costruzioni di vie stradali e autostradali, costruzioni di grandi porti  e infrastrutture marittime, centrali idroelettriche, realizzazioni di oleodotti e gasdotti, realizzazioni di nuove vie di telecomunicazioni in fibre ottiche e di linee elettriche.

L’indotto economico creato dalla costruzione dei cinque corridoi sara’ immenso.

Il progetto impegnera’ compagnie private (petrolifere, delle costruzioni, edilizie, delle infrastrutture stradali ferroviarie ed elettriche, ecc.) enti statali e istituzioni finanziarie (Goldman Sachs e il fondo Blackstone si sono gia’ dichiarati disponibili al progetto) per le prossime decadi.

Uno dei maggiori progetti sara’ la costruzione del grande porto di Gwadar in Pakistan.

La Cina amministrera’ questa porto che diventera’ il terminale di comunicazione per la nuova costruzione di un gasdotto Iran-Pakistan-Cina, largamente finanziato dal Paese del Dragone; Gwadar, sara’ collegato alla Cina, tramite un nuovo moderno tratto autostradale.

Le partnership che nasceranno con la Nuova Via della Seta

Russia e Cina hanno gia’ stretto accordi economici per la costruzione di centrali idroelettriche a ridosso della Nuova Via della Seta.

La Compagnia elettrica russa RusHydro e la cinese China Three Gorges Corp, hanno firmato un contratto per un progetto di costruzione di una centrale idroelettrica della potenza di 320 megawatt da situarsi nell’estremo oriente della Federazione Russa.

Altri progetti includono contratti per lo sviluppo comune del settore agricolo di Russia e Cina.

La Cina inoltre, ha gia’ stipulato contratti economici con i paesi dell’Eurasian Economic Union (EAEU – comprendente Russia, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Bielorussia e Armenia), i quali sponsorizzeranno e finanzieranno, tramite ulteriori contratti multilaterali, la Nuova Via della Seta.

Cina a e altri membri della EAEU saranno inoltre interessati anche nello sviluppo di un nuovo corridoio infrastrutturale (autostrade e ferrovie) tra Cina, Mongolia e Russia, che costituira’ il fulcro di una nuova zona di commercio tra le tre nazioni.

La Cina guarda con interesse anche all’India (anche se rimangono notevoli divari geopolitici tra entrambi i paesi).

Entrambe le nazioni  sono aderenti ai BRICS e sono trai i soci fondatori della New Development Bank.

Di recente Cina e India, nonostante le dispute territoriali (in particolar modo nel Tibe), hanno stipulato contratti bilaterali per 22 miliardi di dollari.

La costruzione della Nuova Via della Seta comportera’ il rafforzamento di  nuove relazioni di partenariato tra le due grandi nazioni (le piu’ popolose del pianeta).

La nuova corsa all’oro e il rinascimento planetario

La Cina (ma non solo) sara’ la nuova beneficiaria del grande progetto infrastrutturale. Tutti i partners del progetto ne trarranno benefici in termini economici e di sviluppo culturale.

Esaminiamo i benefici per la Cina.

La Nuova Via della Seta dara’ origine a una nuova domanda di beni e servizi interni al mercato economico cinese, comportando una minore dipendenza dall’Export da parte del Paese del Dragone, pur mantenendo una vocazione alle esportazioni.

Il progetto dara’ l’avvio a una nuova fase di transizione per la Cina: da un’economia a bassa intensita’ di capitale (la fabbrica del mondo) a un’economia ad alta intensita’ di capitale (soprattutto nel settore secondario e terziario) e di espansione dei propri servizi finanziari.

Promuoverà la transizione e la definitiva internazionalizzazione dello Yuan-Renmimbi (la maggior parte dei contratti sara’ stipulata in Yuan-Renminbi, iniziando, in modo definitivo, l’era del dominio del Blocco Yuan-Renmimbi).

Questo darà vita ad una nuova valuta di riserva globale sostenuta dalla ingenti riserve auree, a scapito del dollaro americano.

La Asian International Infrastructure Bank fara’ la parte del leone finanziario, contribuendo, in prima battuta, con un finanziamento del controvalore di 47 miliardi di dollari.

Ma nel nuovo progetto infrastrutturale saranno coinvolte le maggiori istituzioni finanziarie mondiali che coglieranno un’occasione unica per incrementare la loro presenza in tutto il continente eurasiatico.

La China Foreign Exchange Reserve, la China Investment Corp. (CIC), la Export-Import Bank of China e la China Development Bank, hanno fondato un fondo d’investimento infrastrutturale (Silk Road Infrastructure Fund) che mettera’ a disposizione – per le compagnie industriali coinvolte nel progetto – un primo finanziamento del controvalore di 40 miliardi di dollari americani.

Jin Qi, direttore del Fondo, ha gia’ informato che l’istituzione finanziaria non sara’ e non intende essere la sola a operare nel progetto, bensi’ cooperera’ con tutte le altre istituzioni che saranno interessate allo sviluppo della Nuova Via della Seta.

Il progetto della Nuova Via delle Seta potrebbe instaurare una nuova corsa all’oro fisico, proprio come quando gli Stati Uniti svilupparono e migliorarono i percorsi ferroviari e stradali nell’Ovest estremo del continente americano.

Le prime industrie a beneficiare di questo piano di sviluppo a lungo termine saranno proprio le industrie minerarie (il sottosuolo dell’Eurasia e’ ricco di tutti i minerali possibili e immaginabili; dall’uranio al carbone ecc.); ma una delle maggiori beneficiare sara’ l’industria del settore dei metalli preziosi.

Sotto la tutela dello Shangai Gold Exchange, 60 (sessanta) nazioni hanno gia’ costituito il piu’ grande fondo di investimenti in oro fisico a livello mondiale che facilitera’ l’acquisto di oro ai paesi aderenti al progetto, nonche’ investira’ nelle compagnie minerarie che decideranno di esplorare nuovi giacimenti estrattivi in Eurasia.

Lo Shangai Gold Exchange diventera’ il mercato internazionale di riferimento mondiale per tutti gli operatori e commercianti globali di oro fisico: lo SGE sara’ destinato anche a determinare i prezzi del metallo giallo.

Uno sguardo nel futuro

Dal 2008 l’economia mondiale e’ entrata in una fase di contrazione, depressione, di declino di tutti i settori industriali, di riduzione della circolazione del credito finanziario per l’economia, al rigonfiamento artificiale di assets finanziari, all’esplosione dei tassi di disoccupazione planetaria e di deflagrazione del debito mondiale.

Il progetto della Nuova Via della Seta ha il potenziale per forgiare una nuova era di benessere, di prosperita’, di ricostruzione dell’economia mondiale e di nuove tecnologie (anche compatibili con l’ambiente) e soprattutto di instaurazione di nuovi rapporti di amicizia, di cooperazione e di scambio culturale tra l’Oriente e l’Occidente (almeno quello europeo).

Quando l’uomo, storicamente, esplora nuove vie per uscire dagli steccati, dai confini e dalle barriere (fisiche e spirituali) che ne limitano l’espansione, in genere si apre una nuova era dell’Oro (in tutti i sensi  🙂 )

La Nuova Via della Seta puo’ rappresentare, oltre alla fuoriuscita dall’attuale stato di depressione economica,  una prospettiva di pace, sicurezza e allargamento degli orizzonti culturali, tecnologici, scientifici, artistici, filosofici; potrebbe costituire un avanzamento anche nei campi della medicina, del diritto e del modo di concepire la religione, proprio come durante l’era del Rinascimento.

Tra le nubi minacciose che si profilano all’orizzonte filtra un raggio di luce: la crisi attuale un giorno avra’ fine, persino il peggiore incubo non dura per sempre.

Sta a noi trasformare le avversita’ in opportunita’.

Il Progetto della  Nuova Via della Seta e’ un’occasione storica per superare l’attuale fase storica declinante. Forse si aprira’ un nuovo ciclo per l’umanita’.

Il principio naturale dell’Evoluzione postula e ci indica che ogni nuovo sistema supera’ quello che lo ha preceduto.

“Come l’avvento dell’alba e’ ineluttabile all’esaurimento dell’oscurita’ notturna, cosi’ io so per certo che alle sofferenze senza fine dell’umanita’ fara’ seguito un’era di gloria.

Coloro che amano l’umanita’, coloro che aspirano al benessere degli esseri viventi si levino in tutto il loro vigore, abbandonando ogni torpore e ogni indolenza per far si che l’ora tanto attesa si faccia realta’”.

Sarkar P.R. – tratto da “Ananda Vani” (ovvero: Parole di Gioia).

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L'autore: Riccardo Gaiolini

Sono appassionato di mercati finanziari e di analisi intermarket. Amo integrare queste materie con lo studio della strategia geopolitica. Seguimi anche sul mio blog personale: newenergyhorizons.com

15 COMMENTI

  1. Buongiorno,
    L’evoluzione di cui parla Sarkar è quella spirituale. In questo tipo di operazioni si rischia molto a livello ambientale, a livello speculativo, etc, c’è molto poco di spirituale. Ai tempi di Marco Polo la via della seta non era un’infrastruttura come quella qui ipotizzata con tanto di centrali idroelettriche (che comunque hanno un bell’impatto). Qui si tratta di guerra commerciale, direi. Aumento dei consumi, aumento dell’uso di risorse non o scarsamente rinnovabili, concorrenza, il tutto che viaggia comodamente su queste infrastrutture.
    Volendo rimanere nell’ottica orientale, direi che siamo in pieno Kali Yuga, ovvero un periodaccio… che durerà altri 400.000 e passa anni… E andrà a peggiorare.
    Poi ci sarà l’età dell’oro (non di quello di cui parliamo in questo sito!).
    Ciao

  2. “….prospettiva di pace, sicurezza e allargamento degli orizzonti culturali, tecnologici, scientifici, artistici, filosofici”. Cioè, questo scenario dovrebbe essere compatibile con un futuro roseo dei preziosi? Finora è sempre stato il contrario, l’aumento dei preziosi è sempre stato scatenato da periodi bui in cui la facevano da padroni guerre, caos, depressioni economiche, etc. come lo stesso Gennaro, tra l’altro, ha più volte ribadito nei vari interventi. Ho deciso di acquistare le carte dei tarocchi attualmente in vendita e di decidere da solo quale sia il futuro più giusto.

  3. Bella idea ma con tutti i conflitti e spostamenti di persone che ci sono nell’area tra ISIS e Califfati vari mi pare un’utopia al momento, un giorno l’autore dice che cambierà ma come diceva Keynes a lungo termine siamo tutti morti, per cui mi sa che rimarrà solo un sogno, mi sa che non avrò l’occasione di vedere realizzato questo progetto, auguri e buon lavoro.

    • Penso abbiate ragione, si va talmente avanti nel futuro che nel frattempo può accadere di tutto.

  4. Ottimo articolo Riccardo.
    Questo progetto ha certamente l’ambizione e le caratteristiche per fare definitivamente dell’Europa e dell’Asia le aree a più grande produttività del mondo. Come però era successo per il progetto della ferrovia Berlino-Baghdad di inizio secolo scorso, che avrebbe creato similmente un’area di forte sviluppo tra Europa ed Asia e che venne cancellato dalle strategie dell’impero inglese sfociate nella I guerra mondiale, così oggi l’impero anglo-americano verrebbe tagliato fuori dall’area di sviluppo della nuova via della seta. Nessuna meraviglia quindi se gli americani hanno tutto l’interesse a boicottare questo progetto mettendo i Paesi europei contro i Paesi asiatici (tensioni Europa-Russia) e destabilizzando il medio oriente per mettere in difficoltà l’Europa.
    Chissà se almeno questa volta come europei saremo in grado di plasmare il nostro destino e creare la più ricca e produttiva area del pianeta.

    • Ciao Yari,
      osservazioni acute e accorte le tue. Ti dico cosa penso in proposito.

      La Cina, con questo progetto, si pone tre mete e finalita’;

      quella geopolitica, quella economica e quella finanziaria.

      E’ evidente che le Elites cinesi devono ribilanciare verso Ovest (ovvero verso l’intero continente eurasiatico) il tentativo di strangolamento degli USA (tramite la politica del “Pivot to Asia” di cui ho parlato nell’articolo “Il futuro del dollaro americano e l’ascesa del Blocco Yuan-Renminbi”.

      Il modello di sviluppo economico della Nuova Via della Seta, dovrebbe innescare, secondo i Dirigenti Cinesi la globalizzazione della Cina come SuperPotenza Globale, ma anche dell’intero continente “Tellurico” Eurasiatico, in contrapposizione al dominio “Marittimo” degli USA.

      Il modo piu’ efficace per rispondere al “Perno sull’Asia – Pivot to Asia” e’ pertanto, dirigersi verso la parte opposta.

      La Marina cinese e’ ancora debole e lo rimarra’ per anni: la capacita’ di proiezione della Cina, deve estendersi verso il continente eurasiatico, integrando l’asse economico-politico-finanziario tra Berlino-Mosca-Pechino, coinvolgendo quindi tutta l’Europa nel progetto, sottraendola all’influenza americana (ovvero al “Washington Consensus” e a Wall Street).

      La Cina, con questo progetto, intende incrementare la domanda di consumi interna, mantenere un ruolo privilegiato mondiale nel campo manifatturiero, ma estendendo in pari tempo il settore dei servizi (servizi finanziari, assicurativi, bancari, turismo ecc.).

      Per quanto riguarda l’impatto ambientale: il progetto dara’ luogo a finanziamenti in nuove tecnologie “verdi”, che prenderanno il posto di obsoleti modelli energetici e industriali.

      L’interconnessione globale di tutto il continente asiatico, nell’arco dei prossimi trenta anni, potrebbe permettere di promuovere la pace e la stabilita’ economica, politica e finanziaria dell’immenso continente eurasiatico.

      E’ un’opportunita’ storica (secondo la Asian Development Bank), tuttora in Asia, per esempio, 600 milioni di persone non hanno accesso all’elettricita’ e la domanda di infrastrutture globali e’ enorme.

      In Cina si dice che l’interdipendenza e’ la scorciatoia e la via maestra per la prosperita’.
      L’obiettivo finanziario, e’ noto: promuovere l’internazionalizzazione del Renmimbi, sostenuto dalle riserve auree cinesi.

      Gia’ oggi, se la Cina riuscisse a integrare l’economia del Medio Oriente, quella del Sud Est Asiatico, dell’India e quello delle cinque repubbliche dell’Asia Centrale, il PIL di questa macroregione (50 mila miliardi di dollari) sarebbe piu’ grande di quello della UE e del NAFTA messe insieme.

      Il ruolo del dollaro americano si ridurrebbe a un terzo delle transazioni globali, mentre lo Yuan si rafforzerebbe, divenendo la valuta di riserva globale.

      Con questa mossa geostrategica di integrazione economica e finanziaria di questa grande macroregione, la Cina si pone l’obiettivo di drenare piu’ flussi possibili di capitali verso l’Eurasia, distogliendoli dagli USA, che, perderebbero la facolta’ (il privilegio) di acquistare beni e servizi dal mondo, stampando dollari (signoraggio economico).

      Gli USA hanno tuttora il predominio militare globale; ma in un mondo in cui l’economia globale e’ sempre piu’ incentrata sui flussi finanziari, il predominio delle portaerei e della marina americana appare “obsoleto”; l’Impero Britannico dominava i mari in un’era in cui controllare il mare significava decidere della ricchezza globale.

      Ma oggi viviamo in un’era in cui regnano sovrani i flussi finanziari e chi riesce a dirigerli verso le proprie sponde vince il duello globale.

      La Cina incarna la civilta’ della stabilita’ e della costanza, in contrapposizione agli USA, il regno della contemporaneita’.

      La solitaria leadership mondiali degli USA e’ destinata al declino e a lasciare il posto alla “governance mondiale” guidata dal continente eurasiatico.

      Ciao

      Riccardo

  5. Ottimo articolo, un progetto ad ampio respiro che coinvolgerà tante nazioni, un’opportunità per risollevarsi dopo tante sofferenze, è questo quello che l’umanità ha bisogno, visione del futuro, non importa se noi non vedremo i frutti, qualcuno dopo di noi li vedrà e ne godrà.
    La mia visione degli abitanti del pianeta è paragonata alle cellule che insieme formano il corpo umano, quando il corpo è in salute tutte le cellule ne beneficiano, così la Terra.
    Il futuro occidentale, non dimentichiamo, saranno i trattati che renderanno l’Europa schiava degli USA.
    Voliamo alti con i sogni e i desideri..
    In alto i cuori!

    Paol0

  6. Articolo molto interessante e ben spiegato… trattasi comunque di un progetto di talmente ampia grandezza che necessità di molte conoscenze sia economiche, sia politiche ed anche finanziarie per poter essere pienamente compreso…
    Sono entusiasta sia dell’idea (ne avevo già sentito parlare in un articolo del sole 24 ore se non vado errato) sia dei risvolti che tale progetto può avere per l’umanità intera…
    Le domande da farsi al riguardo sarebbero molte…però mi limito ad alcune semplici considerazioni… Abbiamo già visto qualcosa del genere qua in Europa (ed in particolare in Italia ) con il famoso Corrido 5 che dovrebbe Unire L’europa dal Portogallo ai confini Russi passando anche per l’Italia…
    L’economia mondiale ci ha portato ad una durissima recessione causa una serie di politiche disastrate iniziate parecchi decenni fa… però a ad oggi mi sembra che le regole del gioco per le banche ed i governi non siano ancora cambiate!!!
    Avrebbe ancora senso finanziare un’opera di tale portata con un’economia a debito facendo pagare il dazio sempre al popolo e/o alle generazioni sucessive?… Mi sembra che i livelli di debito dei governi del mondo sia già un pò altini e che qualche problemino in giro per il mondo ci sia in tal senso..
    Pensi che la svalutazione del dollaro americano come moneta di riserva globale e il rafforzamento dello Yuan Cinese e conseguente rafforzamento dell’oro passa in qualche modo essere influenzato da tale progetto?…Sono curioso su questo tuo articolo e mi piacerebbe capire come l’investitore medio in oro ed argento ne possa trarre beneficio nel lungo termine…
    Grazie per le news..
    Buon lavoro
    Stefano Modesti

  7. Grazie ragazzi. Ottime analisi su eventuali piani a lunghissimo termine della Cina.
    Anche se a me, onestamente, di quello che sarà la Cina tra 1000 anni non importa un fico secco.
    Preferisco leggere commenti sul nobile metallo, che ultimamente mi ha profondamente deluso…
    Buon Lavoro

    • Caro Claudio,
      non stiamo discutendo di avvenimenti che avverranno fra 1.000 anni, ma di fatti che stanno accadendo adesso (“hic et nunc”) e che avranno ripercussioni economiche e finanziarie per i prossimi decenni.

      La sfera geopolitica, quella finanziaria e quella economica, sono strettamente correlate, non disgiunte come ci hanno insegnato.

      Se un cittadino statunintense degli anni ’60 del secolo scorso avesse avuto una visione unitaria di quelle sfere, avrebbe compreso fin gia’ dal 1966-67 che gli Stati Uniti (impegnati nella guerra del Vietnam e precedentemente nella guerra di Corea), si sarebbero dissanguati finanziariamente e non avrebbero potuto reggere il sistema monetario Gold Standard Exchange e quindi sarebbero stati necessitati a svalutare il dollaro.

      In quel caso, il cittadino statunintense di cui sopra, avrebbe fatto incetta di oro fiscico, dopo il 15 agosto 1971 magari fino ai primi mesi del 1976; invece, la gran massa degli americani, non comprendendo le relazioni tra geopolitica, finanza ed economia, acquistarono oro nel 1979 e 1980, ovvero verso la fase finale del ciclo rialzista del metallo giallo.

      Il denaro e’ conoscenza a 360 gradi.

      Ciao

      Riccardo Gaiolini
      Analyst & Researh
      Deshgold

      • Buongiorno Riccardo.
        Apprezzo sempre molto i tuoi servizi e devo ammettere che grazie a te sto veramente imparando qualcosa di utile. Da una parte, quindi, non posso che essere contento di arricchire la mia conoscenza, ma, nel contempo, la consapevolezza che, come minimo, ci vogliono decenni per vedere cambiare la situazione geopololitafinaziaria globale, fa emergere la delusione che i nostri investimenti in oro vedranno i frutti desiderati quando probabilmente saremo in un altro mondo.
        Grazie, comunque, di tutto.

        • Ciao Nicola,
          se segui gli studi che pubblichiamo qui ed all’interno della DeshMember saprai che ci sono schiaccianti probabilità che
          — tra non molti mesi e comunque entro la fine di questo decennio —
          i debiti pubblici degli USA ed altri Paesi occidentali, così come le loro monete, subiranno un default sistemico e che il compimento di questo Ciclo Generazionale faccia manifestare ancora una volta il reale valore dei metalli preziosi.

          Ne seguirà un nuovo sistema monetario non più fondato sulle valute fiat a corso forzoso, ormai sfiduciate, ma supportate da beni tangibili e che sarà quello che potrà permettere le condizioni per lo sviluppo descritte in questo post.

          Non farti prendere dalla delusione, non manca molto per cogliere i frutti degli investimenti in metalli preziosi.
          Chi ha acquistato oro nel 2000 quando è iniziato il Ciclo Generazionale sta già oggi guadagnando circa il 330%.

          Yari
          R&D
          DeshMember

  8. E pensa che questo grande progetto chiamato Eurasia o Terza Roma, è un progetto Italia/Vaticano e Russia e la Cina è solo un complemento o meglio sarà il paese più importante a livello economico.

  9. E tutto quello a cui state assistendo da almeno 20 anni, con le varie crisi, è solo un tentativo di Israele, USA e GB di impedire o meglio rallentare tutto, (visto che non potranno impedirlo, ma questo non si può spiegare) l’anello debole è ora l’Europa ed infatti stanno menando su quella per destabilizzarla, con immigrazione, con in precedenza la crisi finanziaria creata per fermare l’Europa che si stava costituendo, e la Merkel rema contro nel creare una vera Europa, proprio perchè lavora per la triade sopra, che non vuole un’Europa veramente unificata perchè darebbe il là all’ultimo atto di Eurasia e della grande alleanza, Putin ora insieme all’Iran sta ripulendo il medio oriente dagli infiltrati destabilizzatori, poi dovrà pensare all’Europa e l’Europa dovrà pensare seriamente a cosa fare, perchè di là stanno aspettando, stanno tendendo la mano, ma se i traditori paesi europei non si decidono di cacciare gli infiltrati, l’Europa diventerà carne da macello per USA e affini, perchè loro non avranno più sbocchi e l’Europa verrà completamente spolpata (più di quanto già fanno da decenni), quindi o si liberano dal vampiro o crepano insieme a loro.

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