Barometro Oro: 05.Apr.2014

L’oro ha aperto la settimana a $ 1.294,90,00 ed ha chiuso a $ 1.304,40.
Al Comex di New York i contratti futures sull’oro, per consegna maggio, sono quotati a $ 1.303,10.

Venerdi’, il metallo giallo ha forato l’importante resistenza posta sul suo cammino, a quota $ 1.300,00 – arrivando a toccare un massimo di $ 1.308,50, chiudendo a $ 1.304,40.

Dopo quattro giorni di trading “incolore”, sotto la soglia dei $ 1.300,00 il lingotto ha ritrovato slancio con la pubblicazione, assai deludente, del rapporto mensile inerente i posti di lavoro creati a marzo negli USA.

Il rapporto ha evidenziato la creazione di 192.000 nuovi posti lavorativi, contro i 200.000 attesi dagli operatori. Il tasso ufficiale di disoccupazione e’ al 6,7% (se si contassero tutti i disoccupati non piu’ iscritti nelle liste di collocamento e i “sottooccupati”, il tasso reale di disoccupazione toccherebbe il 13%).

Dall’ inizio dell’anno l’oro  si sta muovendo all’interno del canale posto tra il supporto a $ 1.200,00 e la maggiore resistenza a $ 1.400,00.

Per riprendere il suo cammino rialzista di lungo periodo, l’oro deve assolutamente vincere la prima resistenza posta a $ 1.340,00 – $ 1.350,00, e poi abbattere la resistenza a $ 1.400,00.

Demolire quest’ultima resistenza e’ fondamentale per l’oro. Come puoi vedere dal grafico qui sotto, la soglia dei $ 1.400,00 rappresenta il passaggio obbligato per entrare nuovamente nella sua fase rialzista secolare.

goldcomex-uptrend

E’ di fondamentale rilevanza, la prossima settimana, che l’oro consolidi le sue posizioni tra il canale posto tra $ 1.300,00 e $ 1.350,00, in quanto assisteremmo ad un ulteriore irrobustimento dell’impulso rialzista.


IL PAKISTAN RIFIUTA L’ULTIMATUM DEL FMI E NON VENDE LE PROPRIE RISERVE AUREE 

Il Pakistan rigetta i “diktat” degli autocrati del Fondo Monetario Internazionale, e si tiene le proprie riserve auree.

Il Fondo Monetario Internazionale aveva intimato a Islamabad di convertire le proprie riserve auree in valute estere.

La banca centrale pakistana (State Bank of Pakistan – SBP), detiene oltre 2 milioni di once troy in oro, per un valore di 2 miliardi e 700 milioni di dollari.

Il FMI aveva imposto l’alienazione delle riserve auree alla SBP, in quanto non considerate “liquide” al pari delle riserve valutarie.

Le Autorita’ Bancarie Pakistane hanno discusso con i vertici del FMI in merito alla vendita delle proprie riserve, ma hanno liquidato la proposta del Fondo, dichiarando che “non hanno alcuna intenzione di vendere l’oro che, invece, costituisce una solida base per la sicurezza nazionale”.

Il FMI stava tentando di “spingere” il Pakistan ad alienare le proprie riserve auree, adducendo che le riserve ufficiali in valuta estera della nazione erano eccessivamente esigue.

Il Pakistan detiene 6,7 miliardi di dollari in riserve valutarie, di cui 1,5 miliardi sembra siano recentemente “entrate” nel Paese, come concessione da parte dell’Arabia Saudita.

Il 19 febbraio di quest’anno il Pakistan ha ricevuto dall’Arabia Saudita una tranche di 750 milioni di dollari, che ha contribuito a “stabilizzare” il valore della Rupia pakistana sui mercati.


LA CONFERENZA DI MELBOURNE “WWD: MONEY, WAR AND SURVIVAL IN THE DIGITAL AGE” (WWD: Denaro, Guerre e come sopravvivere nell’Era Digitale)

Dopo una lunga giornata di presentazioni, ha preso il via il 3 aprile a Melbourne, la conferenza internazionale “WWD: Denaro, Guerre e come sopravvivere nell’Era Digitale”.

Relatori: Marc Faber, Jim Rickards, Richard Duncan e John Robb, ai quali sono state poste ledomande piu’ disparate; gli argomenti spaziavano dal futuro di Bitcoin e delle Criptovalute all'”appetito” famelico della Cina per il metallo giallo, dalle guerre valutarie (currency wars) alle guerre digitali (cyber-wars).

Nella  foto: Marc Faber e Jim Rickards

Importanti i contributi del Dr. Marc Faber e di Jim Rickards (autore deI libri  “Currency Wars” e “The death of Money: the coming collapse of the International Monetary System”).

Segnalo l’intervento di Marc Faber (l’autore della Newsletter “The Gloom, Boom & Doom Report”), il quale ha approfondito la questione del rischio tecnologico relativo all’infrastruttura digitale sui cui si reggono le Criptovalute come Bitcoin.

Faber ha espresso le sue personali preoccupazioni circa Bitcoin; la dipendenza delle criptovalute dalla rete internet, cosi’ come dall’infrastruttura elettronica che le sostiene, rende vulnerabili le criptomonete, all’interno di un contesto caratterizzato dalla “guerra non ortodossa” di matrice digitale (Global Digital CyberWar).

La piattaforma informatica Bitcoin e’ esposta agli attacchi hackers di tipo “DDOS attack” (Denial of service attack); questi assalti informatici sono in grado di paralizzare la tecnologia che sostiene le criptovalute.

Faber ha rinnovato le sue apprensioni circa l’eccessiva dipendenza delle criptomonete dai sistemi tecnologico-informatici.

Il Dr. Faber ha inoltre sostenuto che l’oro fisico, a differenza delle valute digitali (anche i denari detenuti in banca sono in formato “digitale”), e’ un bene tangibile che non e’ soggetto a questo tipo di rischi.

Certo, il suo valore e’ diminuito, dopo la correzione ribassista partita da settembre del 2011, ma Faber ha aggiunto che “per me, la discesa dei prezzi dell’oro e’ stato un regalo per comperarne ancora: se fosse calato anche di piu’, ne avrei acquistato quantitativi maggiori”. 

Faber ha aggiunto che “e’ da pazzi non detenere oro fisico” e che lui ne detiene in appositi caveaux, esterni al sistema finanziario, locati a Singapore e in Svizzera.

Faber ha concluso il suo intervento venerdi’, prevedendo prezzi in rialzo per l’oro in futuro (attualmente e’ a buon mercato, ha sostenuto); ha detto che non possiede Bitcoin in quanto preferisce detenere oro fisico e che preferirebbe vivere in un Paese che possieda valuta nazionale, rispetto ai grandi conglomerati come l’Unione Europea.

“Il miglior sistema al mondo e’ quello di avere Stati Sovrani di piccole e medie dimensioni. Osservate dove si vive meglio: in Svezia, Norvegia, Svizzera e Singapore. Sono Paesi democratici e prosperi economicamente”.

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.

7 COMMENTI

  1. Ma allo stato attuale c’è ancora speranza che l’oro superi la resistenza posta a 1400 USD nonostante la Fed detenga le redini del sistema?Non sarebbe una nuova illusione crederlo?

    • La speranza c’è ovviamente e come ha detto Riccardo la prossima settimana sarà molto importante. Le borse USA sono sui massimi con P/E a 15,2, come prima di cadere nel 2009, mentre il gold è sui costi di estrazione. Riuscirà la FED a convincere gli investitori che stando dalla sua parte c’è ancora da guadagnare?
      Ah… ah … alcune nazioni non sembrano molto convinte!

  2. Ciao Andrea,
    condivido quanto gia’ esposto dall’amico Luigi.

    Vi sono diversi fattori che faranno da catalizzatore per il prossimo movimento rialzista dell’oro.

    Te ne cito alcuni.

    1) la continua e incessante richiesta di oro fisico da parte dell’area macroeconomica dell’Estremo Oriente (Cina e India soprattutto);

    2) il basso livello dei prezzi, del 2013, ha deteriorato i livelli di profitto di molte compagnie minerarie, le quali hanno gia’ provveduto a circoscrivere l’attivita’ estrattiva; il lato dell’offerta, tendera’ in futuro, ad assottigliarsi; penso che i quantitativi d’oro estratti nel 2013 (molto elevati) non li vedremo per un bel pezzo;

    3) le grandi banche speculative sono tutte in “leva finanziaria” direi “estrema”. Basta uno scossone al rialzo nei tassi, e il castello di carte dei derivati sui tassi d’interesse crolla portandosi con se tutto il sistema finanzario;

    4) le tensioni geopolitiche in Ucraina sono ben lungi dall’essere rientrate;

    5) le politiche ultraespansive varate dalle Banche Centrali, tenderanno a inasprirsi ulteriormente nei prossimi anni (la BCE sta gia’ varando un nuovo quantitative easing da 1.000 miliardi di Euro per contrastare la recessione e la rarefazione monetaria).

    Non focalizzarti sul “quando” l’oro arrivera’ a $1.400,00 per oncia, entrando in territorio “toro”.

    Focalizzati sullo scenario generale.

    Non importa se sia questione di una settimana, di un mese o di tre mesi. Non ha alcuna importanza il lasso temporale per raggiungere i $.1400,00 per oncia. Nel frattempo possiamo accumulare a prezzi piu’ contenuti 🙂 🙂 e guadagnarci in futuro. E’ quello che fanno i cinesi, no?

    L’oro e’ DESTINATO ad arrivare a quella soglia………ma soprattutto a sorpassarla con grande velocita’…….non ti preoccupare.

    Ciao

    Riccardo Gaiolini
    Analyst & Research
    https://www.deshgold.com

    • Rick, ma il doppio minimo concretizzatosi a fine 2013, e che gia’ in Gennaio avevi ben focalizzato, ritieni che abbia ancora una sua forza?
      Ciao, grazie
      Alfredo.

    • Il tuo ragionamento non fa una piega, molto convincente. Lo so benissimo che è solo una questione di mesi al massimo e che entro quest’anno c’è la svolta rialzista. Tuttavia mi diletta molto ogni tanto scrivere in modo simil panico, un modo come un altro per sdrammatizzare le batoste offerteci gratuitamente ogni tanto dalla Fed.
      L’unica cosa però che non mando ancora giù e che non mi convince è la tua opinione sul prezzo d’arrivo, come tra l’altro anche la mia, riguardo lo stesso motivo.
      Dopo aver sentito da Donato che Sinclair ha prospettato 50000 USD per oncia sono sicuro che sarà maggiore di quello che prospettavo, di certo non quella, ma sarà un piacere star seduti durante il ciclo rialzista e assistere giorno dopo giorno ad un aumento di decine e decine di euro a seduta. Allora sì che mi farei anche frustare dalla Yellen!Per ogni frustata che danno dietro la porta ci attende una impennata sempre più ripida. Quanto è bello andarsi a coricare la sera pensando al proprio oro, questo bel metallo che esprime potere e racchiude in sè i propri sacrifici, a tal punto che ormai è diventato una parte di noi. Ora capisco perchè Alessandro non lo voglia vendere nemmeno quando arriverà a un valore enorme. Nemmeno io riuscirei ormai a concepire un mondo o una vita senza oro, ora che calcolo ogni cosa in oro, dai sacrifici personali alla valuta di ogni bene materiale. Sarà un sacrificio privarsene nel rivenderlo. Pazienza, vorrà dire che dopo svariati anni, quando sarà sceso di valore, lo riacquisterò e lo custodirò con cura. Ormai per me è diventato uno di famiglia, l’unico ideale in cui poter credere al giorno d’oggi, non un semplice metallo. Mi accontenterò poi, nel frattempo, di detenere l’argento fino ad ulteriore acquisto.

  3. Ciao Alfredo,
    personalmente ritengo che la configurazione tecnica di “doppio minimo” sia ancora in essere e che il recente “pullback” – oltremodo violento – con discesa di circa 100$ dai massimi, sia una fase transitoria.

    Il primo target rimane sempre quello della soglia psicologica dei $1.400,00.

    Come dicevo ad Andrea, non sono in grado di dirti “entro” quando sara’ raggiunta, ma la figura tecnica del doppio minimo non si e’ esaurita.

    Per quanto riguarda il trend di lungo periodo, ritengo che il 2014 sia l’anno di svolta rialzista. e l’ho anche scritto varie volte nei miei articoli. Penso che entro qualche mese si sgonfi la bolla sull’azionario USA dando nuovo impulso all’oro; successivamente la FED, invertira’ la propria politica di “assottigliamento” quantitativo, implementando nuovamente l’espansione monetaria, in primo luogo per evitare un crollo dell’azionario, poi per contrastare le politiche espansive che sta mettendo in campo la BCE.

    Ciao

    Riccardo Gaiolini
    https://www.deshgold.com

    • Rick, vorrei mostrarti una figura che mi sembra stia andando verso il breakout.
      E’ un file pdf, mi piacerebbe una tua valutazione.
      Posso spedirtelo?

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