Barometro Oro: 26.Gen.2013

L’oro ha aperto la settimana a $1.684,70 e ha chiuso a $ 1.658,30.
Alla divisione Comex del New York Mercantile Exchange (Nymex), i contratti futures sull’oro per consegna a febbraio sono in calo a $1.655,80.

Questa settimana il metallo giallo si e’ spinto sino a $1.695,00 per oncia.
A meta’ settimana ha ripiegato dai massimi su prese di profitto (profit taking) da parte di operatori che hanno approfittato della corsa al rialzo (dai minimi di $1.625,00) da inizio anno (+4,30%).

Sul mercato dei cambi l’oro si e’ indebolito su tutte le valute tranne che contro lo yen giapponese.

Nei confronti della valuta nipponica il metallo giallo ha raggiunto un nuovo record (misurato per oncia). Ora infatti, ci vogliono ben 151.673 yen per acquistare un’oncia d’oro. Il superamento della barriera dei 200.000 yen per oncia e’ considerata dagli analisti solo una questione di tempo, vista la politica super-espansiva adottata dalla Banca Centrale Giapponese varata in tandem con il governo di Shinzo Abe.

In una nota Credit Suisse ha fatto sapere che molti detentori di oro nell’Eurozona hanno spostato nei caveaux svizzeri i propri patrimoni in preziosi, visto il perdurare della crisi dei debiti sovrani in tutta Europa.

Un’accelerazione di tale trend si e’ avuto recentemente, con la decisione della Bundesbank di rimpatriare parte delle proprie riserve dagli USA e dalla Francia. Anche la Svizzera varera’ un referendum mediante il quale i cittadini della Confederazione Elvetica si esprimeranno circa il rimpatrio di parte delle proprie riserve in oro.

La Camera dei Rappresentanti, negli USA, ha deciso di prorogare sino a meta’ maggio la decisione circa l’innalzamento del tetto del debito (debt ceiling).

La Banca Centrale Russa, in un report interno, ha fatto sapere di voler continuare nell’azione di diversificazione delle proprie riserve liquidando parte di esse per l’acquisizione di lingotti in oro.

Al World Economic Forum di Davos, George Soros (uno dei maggiori acquirenti di oro) ha messo in guardia circa i rischi che possono scaturire dall’attuale guerra valutaria (currency war), temendo un repentino rialzo dei tassi di interesse a livello globale.

A nostro avviso, questa tesi (perlomeno nell’immediato) e’ alquanto irrealistica.
Oggi il sistema finanziario globale e’ estremamente fragile e instabile. Un crack sui bonds potrebbe trascinare l’intero sistema in un crash globale molto piu’ grave della crisi innescata dal fallimento della Lehman Brothers nell’ottobre del 2008.

E’ molto piu’ plausibile che la Banche Centrali continueranno nella loro opera di “repressione finanziaria” manipolando al ribasso i tassi d’interesse tramite massicce iniezioni di liquidita’. Liquidita’ che manterra’ i tassi al di sotto dei livelli inflazionistici.

Un innalzamento dei tassi d’interesse significherebbe un maggiore onere sul servizio del debito (pubblico e privato) che aprirebbe le porte all’insolvenza sistemica del sistema finanziario globale. Non possiamo escludere, pero’, un eventuale sgonfiamento graduale della bolla sui titoli obbligazionari.

Anche Bank of America ha messo in guardia gli investitori circa un “bond crash” (uno scoppio delle quotazioni sui titoli obbligazionari, con relativo rialzo dei tassi di interesse).

Secondo Bank of America una conflagrazione nelle quotazioni dei bonds avrebbe come conseguenza un effetto domino a catena, proprio come nel 1994, quando la bolla sulle obbligazioni scoppio’ mandando in bancarotta la Contea di Orange (in California) e dirompendo sui titoli di stato messicani (aprendo di fatto all’insolvenza del Messico – crollo noto come “Tequila Crisis”).

L’Hedge Fund “Pacific Group Ltd” diversifica un terzo dei propri assets in oro

 

Un altro grande Hedge Fund, Pacific Group Ltd (fondato da un ex manager del broker americano PaineWebber), ha deciso di diversificare un terzo dei propri assets investendo in oro fisico.

Secondo Bloomberg, il Management del fondo The Pacific Group Ltd (con un portafoglio di oltre 100 milioni di dollari in assets), ritiene che l’oro continuera’ a crescere di valore a causa del fatto che Governi e Banche Centrali continueranno nell’opera assidua di stampare denaro per coprire l’enorme mole di debiti pubblici e privati.

Pacific Group segue le politiche di altri Hedge Funds, la diversificazione nel metallo giallo.

In precedenza, George Soros, John Paulson, Bill Gross, David Einhorn e Kyle Bass avevano optato per questa soluzione (Einhorn e Bass hanno allocato parte dei propri fondi in oro fisico, gli altri in oro finanziario tramite ETF e investendo direttamente in azioni del settore minerario).

Pacific Group, con sede a Hong Kong, e’ guidato e amministrato da William Kaye il quale ha dichiarato di voler investire 35 milioni di dollari in lingotti d’oro tramite operazioni in acquisto direttamente presso la London Bullion Market Association (LBMA).

William Kaye ha dichiarato di avere previsto di depositare i lingotti d’oro presso un caveau di massima sicurezza sito nei pressi dell’aeroporto internazionale di Hong Kong.

Kaye ha anche aggiunto che le Banche Centrali stanno attuando una manipolazione atta a creare una “repressione finanziaria” sui tassi di interesse dei titoli di stato mantenendoli a livelli artificiosamente bassi al fine di agevolare i governi a corrispondere il servizio sul debito.

Il Manager di Pacific Group ha previsto un forte rally dell’oro “entro 18 o 24 mesi al massimo”. A suo giudizio il prezzo dell’oro e’ ancora fortemente sottovalutato e le quotazioni non potranno che alzarsi.

Report dell’OMFIF: “Oro porto sicuro contro ogni tempesta valutaria”

 

Il World Gold Council ha commissionato uno studio al think thank OMFIF (Official Monetary and Financial Institutions Forum) nel quale si analizza l’attuale crisi del sistema monetario mondiale.

Secondo il Report, la domanda di oro fisico e’ destinata a crescere in quanto l’attuale sistema finanziario basato sul dollaro come valuta di riserva mondiale evolvera’ verso una struttura piu’ articolata e complessa e basata su un sistema “multi-valute di riserva globale” (multi-currency reserve system).

L’attuale ordine valutario basato su dollaro ed euro, sempre secondo il report, andra’ incontro a una crisi globale che costringera’ le Banche Centrali e i fondi sovrani a diversificare in modo massiccio le proprie riserve valutarie.

Il report approfondisce i cosiddetti “shocks gemelli” (twin shocks) ovvero la capitolazione del dollaro e dell’Euro come valute di riserva globali.

Secondo l’OMFIF l’oro ha ancora molta strada davanti a se, e a un eventuale collasso del dollaro (previsto in modo graduale) esso rimarra’ l’unico asset in grado di mantenere il proprio valore intrinseco a titolo di moneta.

Il report afferma che tutto il sistema finanziario deve essere pronto a fronteggiare un possibile doppio shock del dollaro e dell’Euro.

La Cina giochera’, in un futuro non troppo lontano, un ruolo chiave nell’evoluzione del sistema monetario e l’oro avra’ un ruolo centrale in questi sviluppi previsti dall’OMFIF.

L’OMFIF aggiunge che il blocco Occidentale ha commesso un grave errore nello smantellare il ruolo giocato dall’oro nel sistema valutario mondiale in funzione di stabilizzatore monetario globale che godeva sino all’agosto del 1971.

Il report afferma che lo Yuan cinese emergera’ come valuta riconosciuta a livello internazionale e che durante questo periodo di transizione verso un nuovo sistema monetario le Banche Centrali e i fondi globali continueranno a diversificare i propri assets investendo in oro fisico.

Il periodo di transizione, secondo lo studio, potrebbe durare 10 anni e non si esclude un ritorno al Gold Standard.
L’OMFIF ha messo a disposizione il report alle Banche Centrali mondiali, ai Fondi Sovrani, ai Governi e ai partecipanti ai mercati.

La HSBC acquista $876 milioni in lingotti d’argento

 

La HSBC Holding, uno dei piu’ grandi gruppi bancari al mondo, ha reso noto di aver provveduto ad acquisire in un lasso di tempo di 12 mesi, ragguardevoli lotti di lingotti in argento per un ammontare pari a $876 milioni di dollari americani.

Per questi importanti acquisti la HSBC si e’ rivolta a uno dei maggiori produttori e raffinatori d’argento sul mercato mondiale, la polacca KGHM HG.

La KGHM produce lingotti in argento registrati con il proprio marchio, con attestazione “Good Delivery”, rilasciata direttamente dalla London Bullion Market Association e dalla Dubai Multi Commodities Centre.

Come dicevamo sopra, la KGHM e’ una delle migliori e maggiori compagnie mondiali produttrici di rame e argento, con sede a Lubin, in Polonia. I principali clienti provengono dalla Gran Bretagna, Germania e Belgio. A questi si e’ aggiunta l’anno scorso la HSBC.

Il colosso bancario non ha commentato la notizia apparsa sulla stampa internazionale, inerente l’imponente acquisto in argento fisico; gli analisti ritengono che HSBC abbia comperato argento fisico in nome e per conto di alcuni Silver ETF, quotati al NYSE, di cui possiede la maggioranza azionaria. In questo caso HSBC fungerebbe da depositaria per questi fondi comuni di sua proprieta’.

Secondo altri analisti invece, HSBC avrebbe deciso di diversificare i propri assets investendo direttamente in argento fisico in quanto le previsioni circa la domanda sono in forte crescita e la grande banca intenderebbe sfruttare il rally dell’argento.

L’argento e’ in forte ascesa nelle quotazioni, da circa 10 giorni a questa parte, forte dei flussi in acquisto da parte di ETF e dalla robusta domanda di monete e lingotti da investimento.

Il piu’ grande fondo ETF al mondo, lo iShares Silver Trust, aveva nelle proprie disponibilita’, in data 22 gennaio, 10.689 tonnellate di argento fisico – in incremento di 604 tonnellate rispetto alla fine del 2012. Un balzo del 6% nell’arco di tre settimane.

Analisi di mercato tendono a concentrarsi sul ruolo della Cina nel mercato dell’argento.

A dicembre 2012 la Cina ha importato ben 228 tonnellate metriche d’argento da Hong Kong. Nel 2012 i volumi di trading allo Shangai Gold Exchange (SGE) sono stati ai massimi di sempre.

Sul mercato si sono uditi anche “rumors” circa alcuni problemi di reperibilita’ dell’argento accusati dalla Apple, la quale sarebbe in difficolta’ nella produzione del nuovo iMac proprio a causa dei problemi di consegna di argento industriale da parte della Cina.

 

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.

5 COMMENTI

  1. utile report, complimenti

  2. Ciao Luca,
    grazie, da parte nostra un rinnovato impegno a tutti i lettori per tenervi sempre aggiornati sui trends del mercato dei metalli preziosi.

    Rick

  3. E’ vero che l’argento disponibile per gli investitori si aggira intorno ai 600 milioni di once?

  4. Ciao Andrea, sapresti indicarmi la fonte?

  5. Video su Youtube di Mike Maloney – “Silver & Gold – Debt Collapse” minuto 20

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