Barometro Oro: 18.Gen.2014

COMEX AD UN PASSO DAL DEFAULT TECNICO


L’oro ha aperto la settimana a $1.245,70 e ha chiuso a $1.254,20. 

Prima resistenza posta a $1.275,00, seconda a $1.295,00 e terza a $1.315,00; primo supporto a $1.225,00, secondo a  $1.203,00 e terzo a $1.190,00.

Venerdi’, il metallo giallo ha rotto al rialzo l’importante resistenza posta a $1.250,00. Un rally potrebbe concretizzarsi se il metallo giallo consolidasse le sue posizioni nel canale compreso tra i $1.255,00 e $1.265,00, con successivo target a $1.295,00 – $1.315,00.

La notizia piu’ importante della settimana inerente il mercato dei preziosi e’ relativa alle scorte d’oro al Comex di New York.

Queste sono scese ai nuovi minimi storici. Pensate che per ogni oncia d’oro stoccata nei magazzini del Comex vi sono ben 112 once in contratti di compravendita (oro finanziario). Vedi il grafico sotto.

 

In quest’altro grafico, puoi notare come, a meta’ 2006, al Comex erano depositate piu’ di 5 milioni di once d’oro; nel 2012 ve n’erano stoccate circa 3 milioni e 400.000; oggi sono depositate circa 369.000 once d’oro! Il Comex e’ a un passo dal default tecnico! 

Ma la carenza di oro fisico si fa sentire anche nel mercato londinese. Nel mercato della capitale del Regno Unito sono venuti a mancare (a intermittenza) i lingotti d’oro da 400 once troy. 

Ricordiamo che questi lingotti da 400 once sono quelli acquistati dalle Banche Centrali, acquistabili presso il mercato professionale di Londra 24 ore su 24.

Le ragioni della carenza di lingotti non sono chiare. Sembra che molti di questi lingotti, provenienti da fondi ETF, siano stati dati in raffinazione dove saranno trasformati in lingotti di dimensioni piu’ ridotte.

La questione non e’ ancora chiara ma sta di fatto che la richiesta di lingotti da 400 once non ha trovato sbocco in un’offerta adeguata.

CITIGROUP “BULLISH” SULL’ORO E SULLE AZIONI MINERARIE AURIFERE (NON ACCADEVA DA TRE ANNI)

Gli analisti di Citigroup sono “bullish” (positivi sull’oro). In un report si cita come fattore favorevole la domanda strutturale di lingotti da parte della Cina, che fara’ da traino al metallo giallo anche quest’anno.

Citi prevede ottimi andamenti per alcune societa’ minerarie del settore: in particolar modo, BHP Billiton, Rio Tinto e GlencoreXstrata.

LA PIU’ GRANDE MONETA D’ORO AL MONDO……E’ “IN TOUR”! 

La piu’ grande moneta d’oro al mondo, e’ di proprieta della Zecca Australiana (Perth Mint). E’ costituita da 99,99% di oro fisico puro e vale piu’ di 50 milioni di dollari americani.

La moneta (Kangoroo Gold Coin), che misura 80 centimetri di diametro e 12 centimetri di profondita’…..e’ “In tour” in Europa.

Funzionari della Zecca Australiana porteranno la moneta a Vienna, a Monaco di Baviera, Stoccarda e Colonia, per celebrare il 25° anniversario del programma australiano per la coniazione di monete “kangoroo”.

LA BOLLA SPECULATIVA NEL MERCATO DELL’ARTE CONTEMPORANEA

Spesso, sulle pagine di Deshgold, abbiamo riportato articoli inerenti la forte sopravvalutazione che a nostro modo di vedere oggi e’ in atto sul mercato azionario.

Ma nell’epoca della finanziarizzazione dell’arte, anche quest’ultimve una bolla speculativa, che vede ormai da anni i prezzi dei quadri salire (perlomeno apparentemente) in modo del tutto irrazionale, fino ad andare incontro al crollo finale. a vi

Il mercato dell’arte e’ diventato un mercato altamente speculativo; si acquistano opere nella speranza di rivenderle, in breve tempo, a prezzi moltiplicati.

Come potete vedere nel grafico qui sotto (che prende in esame i maggiori artisti storici a livello mondiale, come Wahrol, Rauschenberg, Fontana, Arman, Utrillo, Picasso e molti altri citati nel listo accanto al grafico), il mercato dell’arte e’ gia’ stato soggetto a bolle speculative cadute rovinosamente.

Nel 1990, il mercato raggiunse il top, nel 1991 vi fu un crollo clamoroso, bruciando tre quarti del valore economico del picco raggiunto l’anno prima.

Nel 2007 raggiunse un altro picco, con un altro tracollo nel bienno 2007-2009 (prezzi piu’ che dimezzati).

Ora la bolla sta raggiungendo i picchi a cui il mercato era gia’ pervenuto nel 1990 e nel 2007. I prezzi di alcune opere sono ormai “stratosferici”.

Nel 2012 sono stati venduti due quadri di Mark Rothko per 86,9 e 75,1 milioni di dollari americani: due quadri di Jackson Pollock per 40,4 e 23 milioni di dollari; tre di Francis Bacon per 44,9, 33,5 e 29,8 milioni di dollari.

Yves Klein ha toccato i 36,8 milioni di dollari, Roy Lichtenstein i 44,9 milioni e Clyfford Still 61,7 milioni di dollari.

Il primato, pero’, spetta al Trittico “Tre Studi su Lucien Freud” di Francis Bacon. E’ stato venduto a novembre del 2013 per la stratosferica cifra di 142 milioni di dollari (pari a 3 tonnellate e 780 chili di oro!).

Sotto il quadro di Francis Bacon venduto all’asta record.

Comunque la palma d’oro del quadro piu’ costoso al mondo va a  “I giocatori di Carte” di Paul Cézanne. Il quadro e’ stato acquistato dai Reali del Qatar, nel 2011, per una cifra di 250 milioni di dollari (oltre 6 tonnellate e 500 chili di oro!)

Dal grafico sotto si evince che il mercato (IN BOLLA) dell’arte, nel trienno 2010 – 2013 ha “stracciato” (+80,9% DI RENDIMENTO ANNUO MEDIO) addirittura indici azionari come lo Standard & Poor’s 500 (+% DI RENDIMENTO ANNUO MEDIO) e il FTSE MIB  (+12,9% DI RENDIMENTO ANNUO MEDIO) Fonte:  MPS Art Value Market Index – Indice del Valore di Mercato dell’Arte, stilato da MPS

Non sto  asserendo che tutte le opere artistiche in circolazione abbiano prezzi gonfiati. Spendendo cifre anche modeste, si possono portare a casa quadri di qualita’. Ma bisogna conoscere gli artisti e le opere piu’ significative.

In buona sostanza: questo mercato (in linea generale) e’ gonfiato piu’ del mercato azionario. La nave del mercato dell’arte e’ salpata nel 2009 (pimo grafico sopra). Poni attenzione se vuoi investire in questo settore. Negli Stati Uniti direbbero “the ship sailed in 2009. Be careful, yuo’re getting on the caboose at the end of the ride”, ovvero “la nave e’ salpata nel 2009. Fai attenzione a salire e stiparti  sulla cambusa , proprio alla fine del tour……”

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.

8 COMMENTI

  1. Certo che siete ostinati con questo default del COMEX!!!!!…..oramai sono 3 anni che lo ripetete e non succede mai nulla.

  2. Ciao Sauro,
    non e’ da tre anni che mettiamo in guardia dal default del Comex, tanto e’ vero, come avrai potuto leggere nel Barometro, che fino al 2012, il numero di once presenti nei magazzini del mercato a termine erano nettamente superiori a quelle attuali.

    Puoi andare a leggere tutti i Barometri, ma non troverai niente di simile a quanto asserisci, perche’ il Barometro lo redigo io, so quello che scrivo, e soprattutto mi ricordo delle affermazione che faccio all’interno della rubrica o dei miei articoli.

    Tornando al Comex: prima del 2013, comunque , si poteva sostenere, che le once fisiche potessero coprire eventuali richieste di consegna del metallo giallo fisico. Anche se gia’ allora questa era una parvenza, una simulazione; in realta’, l’oro fisico depositato al Comex non e’ mai stato sufficiente a coprire elevate richieste di consegna, nel caso i possessori di contratti a termine l’avessero richiesto.

    Oggi, il pericolo e’ sotto lo sguardo di tutti. NOI non peroriamo alcun default del Comex, ne’ da tre anni a questa parte, ne’ oggi. Ci limitiamo a segnalarne l’eventualita’ (da almeno 12 mesi a questa parte) e le sue conseguenze: questa io la chiamo informazione corretta, che i Media Mainstrean, non danno.
    Poi, ognuno si regoli di conseguenza.

    E’ chiaro che da domani, magari, i magazzini del Comex si riempiranno di nuovo di oro…….e’ un’eventualita’ anche questa. Attualmente si sta verificando insufficienza di metallo giallo, e lo segnaliamo.

    Ciao

    Riccardo Gaiolini
    Analyst & Research
    http://www.deshgold.com

  3. http://www.bnn.ca/News/2014/1/17/Buy-physical-gold-and-avoid-paper-CME-Trader.aspx

    TRES KNIPPA (Kenai Capital Management): “Non vi e’ abbastanza oro al Comex se i traders continuano a chiederne la consegna”. “I traders stanno – scambiando – oro di carta (paper gold) contro oro fisico e ne chiedono la consegna, e non ve n’e’ a sufficienza se tutti ne richiedono la rimessa”.

    Knippa cita anche che i fondi hedge ne richiedono la consegna: porta l’esempio di Kyle Bass e del suo fondo.

    Knippa insiste: “comperate oro fisico, lasciate perdere quello finanziario in questo momento”.

    Intervista da ascoltare.

    Riccardo
    Analyst & Research
    http://www.deshgold.com

  4. Potresti spiegarmi cosa comporterebbe un default del comex alle quotazioni dell’oro?
    Teoricamente dovrebbe essere positivo per chi é in possesso di oro fisico, o sbaglio?

    Grazie mille

  5. Ciao Raffaele,
    se il Comex (il quale e’ il mercato a termine piu’ importante al mondo), non fosse piu’ in grado consegnare il metallo giallo, credo che in un primo momento si scatenerebbe il panico sul mercato.

    Le Autorita’ di regolamentazione potrebbero interrompere le contrattazioni, per via dell’annullamento dei contratti futures. Ora e’ poco prevedibile quello che potra’ succedere, perche’ un simile evento non e’ mai accaduto nella Storia.

    Una cosa, secondo me, sara’ certa (se e solo l’evento si verifichera’): marchera’ la fine della manipolazione del prezzo dell’oro tramite i “certificati aurei” o “oro di carta – paper gold” come li si vuole chiamare.

    Il prezzo dell’oro fisico, liberato dalle manipolazioni dell’oro cartaceo, vedrebbe le quotazioni salire al suo reale valore. E’ probabile che se accadesse un evento del genere, esso contrassegnerebbe anche l’inizio di un lungo cammino verso un nuovo sistema monetario internazionale, piu’ equilibrato e stabile, fondato su una nuova valuta agganciata all’oro.

    Sarebbe la fine dell’attuale sistema valutario imperniato sul “cartello monopolistico” del dollaro americano (valuta di riserva), un sistema superato, instabile e alla deriva.

    Questa e’ una mia opinione personale.

    Ciao

    Riccardo Gaiolini
    Analyst & Research
    http://www.deshgold.com

  6. Il mattino ha l’oro in bocca… come sembra alle 6.30. E allora buongiorno mattino 🙂
    Non ricordate la vecchia America? … nata e cresciuta sul mito dei cercatori d’oro? … e oggi ridotta a negarne il valore come reliquia barbarica. La verità … ha l’oro in bocca… ha l’oro in bocca… ha l’oro in bocca…. ah ..ah 🙂

  7. Ringrazio per l’utile informazione, e chiedo un parere per dipanare un dubbio:
    Anche l’ETC Goldbullion (che dovrebbe essere rappresentativo di oro fisico depositato sulla piazza di Londra) è da considerarsi “paper gold” e con le medesime conseguenze in caso di default del Comex?
    Grazie

    • Filomeno c’e’ differenza fra Default del Comex e default degli Etc.
      Un default del Comex porterebbe ripercussioni dirette sui futures dell’Oro.

      Ma gli Etc sono discorso a parte (anche se non e’ da escludere che un eventuale “miccia” del default Comex non porti anche all’esplosione della scarsa consistenza degli Etc).

      In ogni caso la risposta e’ si. Quell’Etc che indichi e’ Oro finanziario. Ed a meno che tu non voglia fare trading e speculare nel breve, fossi in te me ne starei ben alla larga.
      Cento volte meglio il fisico (nelle tue mani).

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