Barometro Oro: 06.Apr.2013


L’oro ha aperto la settimana a $1.609,30 e ha chiuso a $1.579,30.
Alla divisione Comex del New York Mercantile Exchange (Nymex), i contratti futures sull’oro per consegna giugno quotano a $1.579,90.

Gli avvenimenti piu’ importanti della settimana

All’inizio della  settimana l’oro ha subito una forte correzione rispetto al massimo raggiunto a quota $1.615,00 nella settimana di contrattazioni svoltasi prima delle festivita’ pasquali.

La violazione ribassista del canale posto a $1.600,00 – $1.615,00 riflette l’attuale debolezza del metallo giallo; la fiacchezza delle quotazioni e’ comprovata dal declino della media mobile a lungo termine a 50 giorni.

L’oro continua incessantemente (18 mesi dal picco di settembre 2011) a muoversi nel canale orizzontale situato tra i $1.535,00 e $1.800,00. Il metallo giallo non riesce a fuoriuscire da questo canale laterale, con continui “picchi e valli”, senza riuscire ad assumere un preciso trend ascendente (o discendente) ben definito.

La tendenza su base settimanale rimane incerta, cosi’ come quella mensile.

La resistenza a lungo termine (media mobile a 40 settimane) rimane posta a quota $1.665,00. La penetrazione rialzista di questa barriera porterebbe l’oro a direzionarsi verso quota $1.800,00.

Venerdi’ le quotazioni dell’oro sono schizzate di nuovo  al rialzo dopo il rapporto sull’occupazione USA. Lo scorso mese sono stati creati 88 mila posti, meno della metà rispetto alle attese che indicavano + 190 mila posti. Si tratta del dato peggiore in 10 mesi. Dopo questo dato diventa sempre piu’ improbabile che la FED stacchi la spina degli stimoli monetari espansionistici.

I fondamentali macroeconomici del mercato dell’oro rimangono intatti.
Il Debito Mondiale (World Debt) è pari a 220 trilioni di dollari americani; esso e’ triplicato nel corso degli ultimi 10 anni. Da quando Ben Bernanke ha preso il timone della Fed (7 anni fa), il Deficit degli USA e’ aumentato di 10 trilioni di dollari.

Le quotazioni dell’oro hanno una forte correlazione con il Debito Pubblico USA (grafico sotto).

Appurato che il trend di lungo periodo del  Debito Pubblico Statunitense e’ in continua ed inesorabile espansione, diviene naturale ipotizzare che il rialzo delle quotazioni dell’oro in futuro sia fattore inevitabile. La crescita constante del debito rafforzera’  le spinte alla svalutazione del dollaro.

Grazie al rapporto di relazione inversa tra dollaro e oro, quest’ultimo tendera’ ad apprezzarsi contestualmente al deprezzamento del biglietto verde.

La BOJ incrementa l’espansione monetaria

Mentre la BCE ha lasciato invariati i tassi d’interesse al minimo storico dello 0,75%, la Banca Centrale del Giappone (BOJ)  ha varato un ulteriore manovra di espansione monetaria.

L’attuale allentamento quantitativo (Japanese Governemnts Bond purchase program – Rinban) sara’ integrato a un aggiuntivo programma di acquisto di assets finanziari il quale comprendera’ acquisti di ETF e di obbligazioni di fondi immobiliari REIT’S (Real Estate Investment Trust’s) e bond governativi quarantennali.

La base monetaria dell’economia giapponese incrementera’ di circa 60 – 70 trilioni di Yen all’anno (grafico sotto).

Nel 2012 la base monetaria del paese del Sol Levante era di 138 trilioni di Yen; nel 2013 sara’ allargata fino a giungere a 200 trilioni di Yen (+45%), per arrivare a 270 trilioni di Yen nel 2014.

Il bilancio della Banca Centrale Giapponese (BOJ) vedra’ un aumento dei bond governativi dagli 89 trilioni di Yen nel 2012 ai 190 trilioni previsti per la fine del 2014 (grafico sotto).

La media delle scadenze dei bond governativi si allunghera’ di quattro anni, dai tre attuali ai sette. Il prossimo anno il bilancio della BOJ si incrementera’ di 2 trilioni di obbligazioni di ETF entro il 2014.

Dopo la dichiarazione della BOJ i rendimenti dei titoli di Stato decennali giapponesi hanno subito un crollo da mozzafiato. Successivamente sono balzate repentinamente al rialzo (grafico sotto), da 32 punti base a 65 punti base, mentre l’indice azionario Nikkei ha sfondato al rialzo i 13.0000 punti.

George Soros, intervistato dall’emittente CNBC, ha affermato che quanto sta facendo il Giappone per combattere 25 anni di bassa crescita “e’ molto pericoloso.

La quantità di quantitative easing che il governatore Haruhiko Kuroda della Bank of Japan sta immettendo è identica a quella degli Stati Uniti, ma il Giappone ha una dimensione di appena un terzo rispetto agli Usa, dunque la manovra è tre volte potente rispetto a quelle della Fed, con un debito pubblico che gia’ ora sta sfondando il 230% del PIL”. 

Di conseguenza, ha aggiunto Soros “se continueranno a fare quanto hanno iniziato, non saranno in grado di fermarsi. Se lo yen continua a scendere (cosa che sta facendo) e i cittadini giapponesi ritengono che sia propenso a continuare a calare e vorranno depositare i loro soldi all’estero, allora la flessione della valuta potrebbe assumere le dimensioni di una valanga”.

L’India non alzera’ i dazi doganali sull’import di oro

Il Ministro delle Finanze indiane, P. Chidambaram, intervistato dalla Reuters ha confermato che il Governo indiano non provvedera’ a innalzare i dazi doganali inerenti le importazioni di oro. La misura governativa, che conferma gli attuali dazi, e’ volta a contenere l’espandersi oltre misura del mercato nero dell’oro.

Nel mese di Gennaio l’India aveva inasprito i dazi doganali del 6% per l’import di metallo giallo al fine di contenere il deficit della bilancia corrente.

Storicamente l’India risulta essere il primo consumatore di oro a livello mondiale; esso e’ detenuto come forma d’investimento per proteggersi contro le tensioni inflazionistiche. Molto fiorente, sofisticato e variegato il mercato dell’oro da gioielleria.

L’anno scorso a causa di un eccesso di importazioni di oro (visti i consumi elevati), l’India ha rilevato un disavanzo record delle partite correnti: esattamente il 6,7% del prodotto interno lordo.

Il Ministro Chidambaran ha dichiarato all’Agenzia Reuters che”Il Governo aveva gia’ inasprito le tariffe doganali sull’oro, portandole dal 4% al 6%; andare oltre sarebbe controproducente. Si espanderebbe il mercato dell’oro nero con ricadute fiscali negative”.

Il Governo indiano sta tentando di introdurre strumenti finanziari indicizzati all’inflazione per i clienti “retails” al fine di ridurre la drammatica dipendenza di oro dell’India.

Nel 2012 l’economia indiana e’ cresciuta del 5%, il ritmo piu’ lento da un decennio a questa parte. L’inflazione rimane ostinatamente alta e la popolazione utilizza l’oro per contrastare la perdita di potere d’acquisto della Rupia Indiana.

 

 

 

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L'autore: Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.

1 COMMENTO

  1. Sia i commercials,sia le candele giapponesi,suggeriscono che il trend ribassista sia terminato
    http://cabalemercati.blogspot.it/

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