Barometro Oro: 21.Mar.2015

L’oro ha aperto la settimana a $1.158,60 e chiuso a $1,182,40
Al Comex di New York, i contratti futures per consegna a maggio sono quotati a $1.182,40.

Le quotazioni del metallo giallo, espresse in dollari americani, hanno registrato un consistente rialzo dopo il meeting del Board (FOMC) della FED di mercoledi’ 18 marzo: la banca centrale statunitense ha “smorzato” le aspettative di un rialzo dei tassi d’interesse a giugno, a causa di “incertezze” sui progressi del mercato del lavoro e sulla ripresa dell’inflazione.

La decisione della FED ha causato un terribile ribasso (“flash crash”) del Dollar Index (grafico sotto).

USDOLLARFLASHCRASH

Le politiche monetarie ultra espansive della FED sono destinate a continuare.

La FED, tramite la cosiddetta politica di annunci e aspettative sui futuri livelli dei tassi d’interesse (forward policy guidance) sta tentando – da mesi a questa parte – di alimentare l’aspettativa di un aumento dei tassi.

Per quale ragione? Forse perche’ i fondamentali economici degli USA richiedono un rialzo dei tassi per tenere a freno l’inflazione e i consumi che non reggono il passo della produttivita’?

Tutt’altro.

Il clima economico, in USA, sta lentamente deteriorandosi.
La FED e’ in un vicolo cieco.

La banca centrale americana sta disperatamente tentando di tenere a freno l’espansione delle bolle speculative sui mercati azionari e obbligazionari (soprattutto quest’ultimo) in USA.

I tre rounds di espansioni monetarie varati da “Elicottero” Ben Bernanke dal 2009 in avanti, piu’ l’Operazione Twist, hanno determinato la creazione di almeno due bolle speculative.

Le valutazioni di azioni e obbligazioni sono in crescita da 7 anni a questa parte; quest’anno, sono previsti cali di utili e dividendi aziendali.

Le dichiarazioni della FED, circa un probabile rialzo dei tassi che dia il via al processo di normalizzazione della politica monetaria hanno un solo obiettivo: tentare di sgonfiare queste due bolle speculative evitando una loro distruttiva esplosione.

La FED brandisce l’arma del rialzo dei tassi per tentare di scongiurare un’ulteriore ampliamento incontrollato delle due bolle speculative.

Quindi continua ad annunciare rialzi dei tassi per poi rimanere “allergica” al rialzo effettivo degli stessi, per timore di far scoppiare le due bolle.

Storicamente, quando si creano bolle speculative e le banche centrali innalzano il costo del denaro attivando politiche restrittive, in primo luogo salta la sfera finanziaria; poi l’incendio si propaga nella sfera economica in forma di recessione o depressione.

Io credo che la FED NON procedera’ a un rialzo dei tassi d’interesse quest’anno.

Anzi.

Quando sui mercati si creano delle bolle speculative, l’instabilita’ finanziaria ed economica tende a crescere in modo imprevedibile perche’ le bolle sono costruzioni finanziarie assai fragili e tendono ad esplodere in modo incontrollato, a causa di eventi endogeni o esogeni apparentemente insignificanti.

Pertanto non escludo che nei prossimi mesi le due bolle possano deflagrare anche in assenza di politiche monetarie restrittive da parte della FED.

Nel qual caso la FED sara’ invece costretta a operare di nuovo manovre monetarie espansive per tentare di rattoppare tutti i danni che gli scoppi delle bolle speculative creano.

Uno sguardo rapido alle quotazioni dell’argento (grafico sotto).

SILVERMARCH

L’argento ha violato al rialzo in modo deciso la linea di “downtrending” attiva ormai da piu’ di due mesi; un indizio di imminente fuoriuscita dai minimi quadriennali?

L’INVERSIONE DI TENDENZA DEL “PHILADELPHIA GOLD AND SILVER INDEX” PRELUDE ALLA FUORIUSCITA DI ORO E ARGENTO DAI MINIMI QUADRIENNALI?

Vorrei che condividessi con me le ipotesi di lavoro che sto per descriverti e i relativi grafici che supporteranno le affermazioni di cui sopra.

Oro e argento devono essere sempre analizzati congiuntamente agli indici settoriali dei loro mercati azionari di riferimento.

Difatti vi e’ una relazione diretta tra quotazioni dell’oro e argento fisico e indici azionari “Gold Mines” (ovvero del settore minerario aurifero e argentifero).

Un segnale di inversione di tendenza del mercato azionario dei metalli preziosi va interpretato come inversione di tendenza di entrambi i mercati.

Ora: esaminiamo l’andamento ciclico del “Philadelphia Gold and Silver Index – XAU”, l’indice azionario del settore minerario aurifero e argentifero.

Nel corso di 30 anni della sua “storia”, lo XAU non ha mai registrato ribassi consecutivi (mercato orso) per piu’ di quattro anni (grafico sotto).

XAUANNUALRETURNS

Come puoi notare, lo XAU ha storicamente rilevato 3 anni consecutivi di deprezzamento del suo valore, dal 1989 al 1991; poi 3 anni dal 1995 al 1997 e infine 4 anni, dal 2011 al 2014.

L’anno scorso lo XAU ha sperimentato per la prima volta, il quarto anno consecutivo di ribasso, dopo 30 anni a questa parte (grafico sotto).

XAU2014RETURNS

Nel mese di novembre e a meta’ dicembre 2014, lo XAU ha testato di nuovo i minimi del 2009, testandoli ancora nelle prime sessioni di trading di marzo 2015 (grafico sotto).

XAUMINIMUMINDEX

Se confrontiamo il “rapporto” (ratio) tra indice XAU e indice azionario S&P 500, notiamo che a partire da novembre 2014 l’indice XAU riscontra i suoi minimi nei confronti dello S&P 500 (grafico sotto).

XAUS&PRATIO

Osserva invece, l’indicatore tecnico RSI rilevato a 14 giorni (in blu in fondo al grafico). Segnala una divergenza rialzista (bullish divergence) dello XAU nei confronti dello S&P 500, a partire proprio da novembre 2014.

Il grafico di lungo periodo qui sotto illustra il rapporto tra XAU e indice azionario S&P 500; come puoi esaminare, lo XAU tocca i suoi minimi nei confronti dello S&P 500 nell’anno 2000, per poi iniziare una lenta ma inesorabile risalita nelle quotazioni. La stessa configurazione grafica che sta per concretizzarsi ora, a inizio 2015 (grafico sotto).

XAUS&PLONGTERMRATIO

Diamo adesso un’occhiata ai rapporti tra XAU e indici azionari settoriali (Dow settore trasporti; S&P settore prodotti di consumo e PHLX Bank index; grafici sotto).

XAUDOWTRANSRATIO

XAUS&PCONSUMERSTAPLESRATIO

XAUPHLXBANKRATIO

Come puoi notare, l’indice XAU azionario del settore dei metalli preziosi (oro e argento) ha toccato i minimi del suo ciclo ribassista quadriennale, mentre gli attivi degli altri comparti del settore azionario hanno toccato i loro massimi.

L’indice XAU nelle ultime sessioni di trading ha invertito la sua rotta ribassista e si e’ gia’ apprestato a fuoriuscire dai suoi minimi (grafico sotto).

XAUINDEXMARCH

A mio modo di vedere lo XAU ha toccato le quotazioni minime nelle scorse sessioni di mercato e gli investitori internazionali stanno riposizionando i propri portafogli verso quegli attivi (assets) sottovalutati, come l’azionario minerario in questione.

Ci stiamo approssimando, quindi, lentamente ma inesorabilmente, verso la fuoriuscita dello XAU dalle sue quotazioni minime che si riflettera’ nella fuoriuscita parallela di oro e argento fisici dal loro minimo ciclico quadriennale.

 

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.

4 COMMENTI

  1. Temo che ora la quotazione in euro rimanga al palo mentre vedremo salire quella in dollari….ma saremo protetti se torna verso il basso quella in dollari….

  2. Massimo sull’oro in euro siamo in fase di consolidamento.
    Sul nostro orizzonte temporale questi prezzi continuano ad essere “assaje” interessanti.

    • Si potrebbe avere una risalita dell’oro senza la discesa a 1000-1086 oppure questa prima o poi è una fase inevitabile che si avrà per forza di cose?

  3. Mai una volta che si allinea l’aumento dell’euro sul dollaro con la discesa dell’oro in dollari!

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