Barometro Oro: 15.Nov.2014

L’oro ha aperto la settimana a $1.178,50 e chiuso a $1.188,60.
Al Comex di New York, i contratti futures per consegna febbraio 2015 sono quotati a $1.189,20.

Per l’intera settimana le quotazioni del lingotto sono state sotto pressione ribassista a causa della forza relativa del biglietto verde.

La forza del dollaro si e’ riflettuta nel drammatico calo dello yen giapponese, crollato ai minimi da 7 anni contro la valuta statunitense (grafico sotto, clcca per ingrandire).

JAPANDOLLAR

Un fattore di fondo negativo per le quotazioni dell’oro, oltre alla forza del dollaro, e’ da rintracciarsi nei prolungati cali delle quotazioni del petrolio (a cui il metallo giallo e’ fortemente correlato).

Il ribasso dell’oro nero si riflette positivamente in una minore spesa per i consumi da trasporto ma intensifica le tendenze deflazionistiche/recessive dell’economia globale.

Nel grafico sotto (clicca per ingrandire), le quotazioni del petrolio West Texas Intermediate (WTI) da vent’anni a questa parte.

PETROLIOWTI

In settimana, il WTI ha “flirtato” con il supporto posto a $76,90 prima di ripartire al rialzo nella giornata di venerdi’. Una rottura al ribasso di questo supporto aprirebbe le porte all’area posta a $72,00 dollari.

Sul medio termine il WTI potrebbe arrivare a quotare un minimo posto a $60,12 al barile, anche se ritengo difficile che l’oro nero testi quest’area, in quanto in Occidente (USA ed Europa) si approssima verso la stagione invernale e i consumi di combustibili da riscaldamento tendono ad aumentare, consolidando il “lato” della domanda.

L’impatto del “crollo” delle quotazioni del greggio si riflette negativamente in tutto il comparto delle “commodities”.
Dai un’occhiata all’indice delle materie prime “Goldman Sachs Commodity Index”.

GOLMANSACHINDEX

L’indice delle commodities e’ al 51° (cinquantunesimo!) mese di ribasso.
L’ultima volta che aveva testato gli attuali minimi, risale al settembre 2010.

Le quotazioni del rame, in settimana, sono sprofondate nei pressi dei 3 dollari per libbra, vicine a testare i minimi di ottobre.

Nella giornata di venerdi l’oro ha iniziato una scalata rialzista nelle sue quotazioni, invertendo la precedente rotta ribassita.

Il Dollar Index e’ scivolato bruscamente dal massimo di $88,25 messo a segno in giornata, dando ampio spazio al rialzo dell’Euro.

Il repentino rialzo della valuta dell’Eurozona ha coinciso con il violento rialzo del metallo giallo (grafico sotto, clicca per ingrandire)

EUROGOLDCHART

Per converso, l’Euro sta testando i minimi sul Franco Svizzero, catapultandosi al ribasso nei pressi del supporto-chiave posto a 1,20.

L’improvviso slittamento al ribasso del dollar index, il rialzo contemporaneo dell’oro e dell’Euro, il rafforzamento del Franco Svizzero nei confronti della valuta dell’Eurozona: tutti questi movimenti non segnalano forse che i mercati stanno anticipando un voto positivo, ovvero un successo, del Referendum previsto il 30 Novembre per il rimpatrio dell’oro Svizzero?

Un altro segnale che potrebbe segnalarci la fine della correzione ribassista dell’oro e’ rappresentato dal tasso GOFO (Gold Forward Offered Rate), che e’ virato in negativo.

Il tasso GOFO e’ utilizzato dagli operatori di mercato per le operazioni di “concambio” oro contro dollari statunitensi
(p.es: se un operatore necessita di prendere in prestito dollari e possiede oro fisico, puo’ utilizzare come “garanzia” l’oro pagando un interesse determinato appunto dal tasso GOFO, e ricevere in prestito dollari).

In condizioni di mercato “normali”, il tasso GOFO e’ sempre positivo.
Un tasso GOFO negativo e’ un evento raro e segnala, generalmente,  la fine della correzione ribassista dell’oro (grafico sotto, tasso GOFO – 1 mese – negativo).

GOFORATE

IL DECLINO DELLE POTENZIALITA’ ESTRATTIVE D’ORO DELLA CINA

La Cina e’ la nazione con la capacita’ estrattiva d’oro, piu’ elevata del pianeta.

Quasi il 15% dell’oro estratto, proviene dal Paese del Dragone.
Di conseguenza, un declino della capacita’ estrattiva della Cina puo’ influenzare il prezzo dell’oro a causa della sua riduzione dal lato dell’offerta.

Il World Bureau of Metal Statistics (WBMS) riporta su base mensile la capacita’ estrattiva della Cina.

Per il periodo tra gennaio e agosto 2014 la produzione e’ in crescita del 6,45% rispetto all’anno precedente, in ribasso rispetto al lasso di tempo tra agosto e luglio (quando la crescita registrata era del 7,4% rispetto al 2013).

Secondo l’analista di BMI, Xinying Chia, la crescita della produzione aurifera cinese subira’ una forte battuta d’arresto (declino estrattivo) dall’attuale 6% annuo allo 0,9% nel 2018. Le principali ragioni nel declino estrattivo sono da rintracciarsi nell’esaurimento delle sue riserve minerarie e nell’aumento spropositato dei costi d’estrazione.

Molte aziende del settore aurifero cinese si stanno “preparando” all’evento prospettato e, al fine di contenere i costi finanziari, sono alla ricerca di partnership con aziende straniere. Per esempio, la compagnia statale China National Gold Group si e’ rivolta al colosso Barrick Gold Corp. per instaurare una possibile alleanza strategica tra le due aziende.

FIDELITY INVESTMENTS: QUESTO E’ IL MOMENTO IDEALE PER ACQUISTARE ORO

Fidelity Investments e’ una societa’ di servizi finanziari, fondata nel 1946.
E’ uno dei piu’ grandi gruppi finanziari e pensionistici al mondo. Attualmente, i fondi d’investimento del gruppo, gestiscono capitali per oltre 2.000 miliardi di dollari americani.

Straordinario il discorso rilasciato da Joe Wickwire, Manager e gestore di portafogli d’investimento presso Fidelity Investments.

Alla conferenza della London Bullion Market Association (LBMA) che si e’ tenuta a Lima, Peru, conclusasi martedi’ 11 novembre, Wickwire ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Ritengo che questo sia il momento piu’ opportuno, un momento ideale per acquistare oro, avvantaggiandosi del ‘sentiment negativo’ sul lingotto”.

Wickwire ha sottolineato che il comparto dei metalli preziosi puo’ essere soggetto a estrema volatilita’ e a ribassi di quotazione anche repentini nel breve termine, ma non solo i fondamentali  del mercato rimangono intatti, ma che il possesso di oro fisico dovrebbe essere inteso come una forma di “assicurazione finanziaria” di lungo termine.

“Una forma di diversificazione dei propri investimenti in oro fisico, in una percentuale che puo’ variare dal 5% al 10% dei propri assets di portafoglio, avrebbe permesso agli investitori di compensare le perdite subite in altri settori finanziari nel decennio compreso dal 2000 al 2010”.

Wickwire sostiene che per quanto concerne l’allocazione di assets all’interno dei portafogli finanziari, il metallo giallo si rende necessario come asset di stabilizzazione di portafoglio nel lungo termine in quanto gli altri assets quotati in valute come dollari, euro o yen, sono soggetti a scostamenti di prezzo al rialzo e al ribasso piu’ elevati, causati dall’alta volatilita’ dei mercati valutari, azionari ecc.: quindi questi assets, rispetto all’oro, sono piu’ compatibili all’interno di un’allocazione di portafoglio di bereve termine.

Wickwire ha concluso con una nota sul settore minerario aurifero.

“L’industria estrattiva del settore e’ in grave difficolta’ finanziarie a causa degli alti costi estrattivi e delle basse quotazioni dell’oro. Inoltre, vi sono  futuri seri rischi di approvvigionamento estrattivo nei prossimi anni. Le industrie del settore saranno costrette a fondersi per rimanere su questo mercato, chiudere le miniere meno redditizie e tagliare i costi di ricerca e sviluppo”.

 

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.

6 COMMENTI

  1. Wickwire ha detto……., ma anche Goldman Sachs e Societe’ Generale hanno detto….; quale opinione e’ piu’ verosimile?
    Rick, affermare nel 2014 che “Una forma di diversificazione dei propri investimenti in oro fisico, in una percentuale che puo’ variare dal 5% al 10% dei propri assets di portafoglio, avrebbe permesso agli investitori di compensare le perdite subite in altri settori finanziari nel decennio compreso dal 2000 al 2010″, sinceramente non mi sembra un colpo di genio. E’ un po’ come dire che se nonno non fosse morto ancora sarebbe vivo.
    Piuttosto che ascoltare le esternazioni di questo e di quello, se si decide di investire i propri risparmi nell’oro credo valga la pena mettersi in gioco personalmente, cercare di capire in quali acque nuotiamo e agire di conseguenza.
    Personalmente credo che questo sia gia’ un buon momento per aquistare oro, ma ritengo propabile che piu’ avanti (magari verso la fine del prossimo anno) ce ne saranno di migliori, perche’ non sono affatto convinto che la correzione ribassista volga al termine.

    • Ciao Alfredo, anche io penso che la correzione in corso sia tutt’altro che finita, mi aspetto un minimo importante tra l’inizio di dicembre e l’inizio di febbraio, poi avremo un buon rimbalzo al termine del quale dovrebbero tornare i venditori.
      Nel breve solo la rottura al ribasso di quota 1000 mi farebbe pensare ad un minimo definitivo.
      Vorrei dire al gentilissimo Riccardo che i tassi GOFO sono stati negativi in tante occasioni nell’ultimo anno e mezzo, la loro negatività ha portato a dei rimbalzi dell’oro, ma poi i tassi Gofo sono tornati positivi e i prezzi del metallo sono tornati a scendere.
      Buona giornata a tutti voi.

      • Cara Anita,
        sei liberissima di pensare quello che ritieni circa ulteriori ribassi del prezzo dell’oro.

        Del resto, se sai leggere l’articolo, non si afferma che il rialzo del metallo giallo dovra’ avvenire settimana prossima, oppure che sia dietro l’angolo.

        Per quanto riguarda il tasso GOFO, se sei in grado di dare un’occhiata al grafico (perche’ mi pare che tu non lo abbia guardato), il tasso NON e’ stato negativo in tante occasioni, come tu affermi. Prova a guardarlo bene, prima di fare certe affermazioni.

        Riccardo Gaiolini
        Analyst & Research

        http://www.deshgold.com

    • Ciao Alfredo,
      io riporto esattamente (e traduco) quanto espresso da Wickwire, altri discorsi non mi interessano. E’ ovvio che tra gli operatori di mercato vi siano discordanze di opinioni sull’asset allocation di portafoglio.

      Ogni investitore o risparmiatori, poi, al di la delle opinioni degli addetti ai lavori, in base alle proprie esperienze di mercato, si orienta come vuole nel campo degli investimenti.

      Io, come analista tecnico e ricercatore, ho il dovere di informare il lettore circa le valutazioni e gli orientamenti degli esperti del mercato.

      Ciao

      Riccardo Gaiolini
      Analyst & Research
      http://www.deshgold.com

  2. GOFO

    Sabato 05.12.2014, dopo tanto tempo e specialmente tra 02.01.2014 – 15.01.2014; tra 04.02.2014 – 05.03.2014; tra 04.04.2014 – 19.05.2014; tra 04.08. 2014 – 05.08.2014 e tra 27.10.2014 – 04.12.2014 il GOFO ritorna positivo:
    * 1 mese +0,0350
    * 2 mesi +0,0300
    * 3 mesi + 0,0450
    * 6 mesi +0,0600
    * 1 anno + 0,1100
    https://www.quandl.com/OFDP/GOLD_3-LBMA-Gold-Forward-Offered-Rates-GOFO

    • Grazie per la segnalazione Zoran,
      ne ero gia’ a conoscenza leggendo Reuters.

      Non ne avevo accennato nell’ultimo Barometro, perche’ l’edizione era concentrata sulle proiezioni sui trends dei preziosi per il 2015; inoltre, il tasso GOFO e’ tornato in territorio positivo venerdi’, per la prima volta da piu’ di un mese, quindi ha poco significato; dovremo attendere le prossime giornate di trading per dedurne che e’ in atto un’inversione di tendenza significativa (che comunque non escludo a priori, vista l’alta volatilita’ dei mercati dei preziosi).

      Il tasso e’ virato in positivo quando sono stati diffusi i dati sulla disoccupazione negli USA, sulle speculazioni circa un rialzo dei tassi d’interesse in USA (che invece escludo categoricamente, dal mio punto di vista).

      La notizia ha scatenato il rally del dollaro che e’ arrivato ai massimi dal 2007 sullo yen; l’oro, invece, e’ calato dell’1%.

      I tassi GOFO a un mese sono saliti allo 0,12%.

      Dovremo monitorare i movimenti dei tassi nel prossimo mese, tenendo presente che, a partire dal 30 gennaio, la LBMA (a cui spetta la rilevazione dei tassi), ha deciso di ritirarsi dall’effettuare ulteriori rilevazioni del tasso GOFO.

      Ne riparleremo diffusamente nel prossimo Barometro.

      Ciao

      Riccardo Gaiolini
      Analyst & Research
      http://www.deshgold.com

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