Barometro Oro: 05.Lug.2014

L’oro ha aperto la settima a $1.315,40 e a chiuso a $1.320,50 .
Al Comex di New York, i contratti “futures” per consegna settembre sono quotati a $1.323,10.

Questa settimana l’oro, dopo essersi proteso oltre i $1.330,00 per oncia (livello piu’ elevato da tre mesi a questa parte),  ha consolidato le sue posizioni in area $1.320,00, ritracciando al ribasso contestualmente alla discesa del prezzo del petrolio (prezzi dell’oro nero e prezzi del metallo giallo, sono altamente correlati).

Nonostante la violazione rialzista del livello posto a $1.330,00 gli operatori sono rimasti perplessi circa un possibile ulteriore progresso a breve termine verso il livello chiave posto a $1.340,00 – $1.350,00; prese di profitto hanno di nuovo schiacciato il metallo giallo verso $1.320,00.

Negli ultimi mesi, il lingotto ha consolidato un importante supporto in area $1.275,00; la resistenza piu’ importante da abbattere rimane sempre quella posta a $1.400,00 (a meta’ marzo l’oro ha tentato di spezzarla, ma successivamente ha ritracciato al ribasso).

Il primo supporto rimane a $1.293,00; secondo a $1.275,00 e terzo a $1.240,00.

Prima resistenza a $1.332,00, seconda a $1.350,00 e terza a $1.393,00.

Segnalo i nuovi massimi raggiunti dalle borse USA in data 3 luglio, prima della Festa dell’Indipendenza.

Il Dow Jones ha superato la soglia “fatidica” dei 17.000 punti; lo Standard & Poors’ 500 i 1985 e si avvia a superare i 2000 (entro fine mese?).

Le politiche ultra-espansive della FED, sono consistite in un’erogazione indiscriminata di “liquidita’” che ha  distorto l’andamento dei mercati finanziari rispetto all’economia reale; pertanto,  i capitali allocati sull’azionario viaggiano all’interno di una bolla finanziaria ricolma di aria  calda  speculativa. 

I nuovi massimi coincidono con un record del rapporto tra l’indice azionario Standard & Poors’ 500 e il “margin debt” (ovvero i fondi presi “in prestito” dalle societa’ finanziarie per acquistare azioni).

Il grado di “leva finanziaria” sui titoli azionari delle Borse americane e’ ai massimi da quattro anni a questa parte (grafico: rapporto indice Standard & Poors’ 500 e “margin debt”).

RENDIMENTI SEMESTRALI DEI METALLI PREZIOSI E MATERIE PRIME 

Al 3 luglio, i rendimenti dei metalli preziosi non monetari (platino e palladio) hanno fatto registrare cospicui incrementi, seguiti dai metalli preziosi monetari (oro e argento).  

Aumenti anche per il petrolio WTI, gas naturale, soia; rendimenti negativi, invece per rame, grano e mais.

A mio avviso, e’ solo una questione di qualche mese prima che l’oro riesca a sfondare quota $1.393,00. L’oro svolge il ruolo di indicatore anticipatore dei prezzi delle materie prime; il rialzo del comparto “commodities”, deve quindi essere correlato con le performances rialziste dell’oro. 

Difatti, il lingotto possiede l’importante caratteristica di anticipare l’andamento dell’intero comparto delle materie prime.

Seguiamo gli andamenti semestrali al 3 luglio, (con relative percentuali di guadagno), tramite i grafici, delle principali materie prime.

 

ORO (+9,54%)

ARGENTO (+8,58%)

PLATINO (+9,99%)

PALLADIO (+20,37%) ai massimi da 14 anni a questa parte

PETROLIO WTI (+5,53%)

 

GAS NATURALE (+3,78%)

 SOIA (+6,17%)

MAIS (-0,95%)

GRANO (-7,11%)

 RAME (-4,12%)

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.

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