Le riserve (scorte) d’Oro del Comex e come funziona il mercato a termine dei preziosi

Avrai notato che, nei miei articoli, parlo spesso del Comex di New York.

Tenere sotto osservazione le giacenze, ovvero le scorte del Comex, e’ sempre consigliabile per gli investitori che si cimentano nel mercato dell’oro.

Di solito sono i grandi gestori di fondi che tengono d’occhio le riserve del Comex; soprattutto i fondi ETF come lo SPDR Gold Trust, in quanto eventuali cali nei trends delle scorte, possono incidere in modo significativo sul prezzo dell’oro.

COME FUNZIONA IL COMEX 

Il Comex e’  il piu’ importante  mercato a termine (futures) dei metalli preziosi, tramite il quale gli investitori possono scambiare contratti di acquisto o vendita di oro e argento, con consegna futura (a termine).

Esso offre ai propri clienti la possibilita’ di disporre oro e argento da utilizzare nel caso di “consegna fisica del bene sottostante al contratto a termine”. 

Devi sapere che la maggior parte dei contratti, al Comex, non termina con una consegna del bene fisico.

Gli investitori scommettono sul prezzo futuro dei preziosi, e poi “chiudono” il contratto prima della scadenza.

Ma puo’ accadere che una delle due “controparti” del contratto richieda la consegna fisica, pertanto l’altra “controparte” e’ obbligata a fare fronte a questa richiesta.

Per questa ragione  il Comex mette a disposizione dei suoi “clienti”  i propri magazzini, gestiti da grandi banche d’affari (HSBC, JP Morgan, Scotia Mocatta ecc.)

Oro e argento, immagazzinati presso i magazzini di cui sopra, si dividono in due categorie:

“ammissibili” (eligible) e “registrate” (registered).

Le scorte “ammissibili” NON sono disponili per eventuali consegne richieste dai contratti a termine, mentre le scorte “registrate” sono disponibili per ritiri derivanti da richieste di consegne alle scadenze dei contratti.

Nella parte inferiore del grafico sotto riportato trovi la rappresentazione delle scorte “ammissibili” e quelle “registrate”. Il grafico e’ aggiornato a fine febbraio 2014.

Le informazioni circa gli “stoccaggi” di oro e argento al Comex consentono agli investitori di comprendere quanti clienti richiedono la consegna fisica dei metalli preziosi e, quindi, di capire il livello delle scorte stesse.

Se il livello delle scorte continua a calare, cio’ sta a significare che i clienti “esigono” la consegna del bene sottostante il contratto alla scadenza dello stesso.

Dalla lettura di questo dato si puo’ supporre che vi sia carenza fisica di oro, e che pertanto alcuni investitori ne richiedano volontariamente la consegna, in previsione di scarsita’ dei metalli.

Gli uffici statistici del Comex  redigono un report giornaliero, consultabile da tutti gli investitori, circa le scorte di oro, argento, rame, platino e palladio.

Diamo un’occhiata a un dato importantissimo: il grado di “copertura aurea effettiva” del Comex.

Come ti dicevo in precedenza, la maggior parte dei contratti a termine si risolve anticipatamente, senza alcuna consegna di bene fisico alla scadenza.

Ma, ti spiegavo, puo’ succedere che una delle “controparti” esiga la consegna fisica al termine contrattuale.

Quindi, chi investe al Comex deve sempre essere a conoscenza del rapporto di copertura aurea del Comex; rapporto definito “proprietari per oncia” – “Owners per ounce”.

Questo rapporto sta a significare il numero di once effettive fisiche presenti nei magazzini del Comex, e il numero di “possibili” proprietari di queste once.

Perche’ “possibili”? Perche’ ho detto che i contratti si risolvono prima della scadenza.

In questo grafico, nell’ultima parte, trovi il dato di fine  febbraio 2014, relativo agli “Owners per ounce”, il quale si attesta a 59 – 61. Significa che, per ogni oncia stoccata presso i magazzini del Comex, un numero variabile, dai 59 ai 61 investitori, potrebbe richiedere la consegna fisica di quell’oncia alla scadenza contrattuale…ovvero vi e’ un’oncia fisica ogni 59 – 61 once “contrattuali” o di “carta” – “paper gold”.

All’inizio di febbraio, il rapporto tra once contrattuali e fisiche era addirittura a 112 contrattuali contro 1 oncia fisica.

E’ per questa ragione che molti stimati conoscitori del mercato dell’oro (John Embry di Sprott Asset Management, Jim Sinclair di Mineset, Kyle Bass di Hayman Capital Management e David Einhorn di Greenlight Capital) hanno sempre messo in guardia gli investitori da un possibile futuro default del Comex.

Gennaro parlo’ di default del Comex in tempi non sospetti l’1 Maggio del 2011 (leggi qui)

Il rapporto tra “once di carta ” e “once fisiche” e’ distorto in modo assoluto, nel senso che vi sono troppe “once di carta” rispetto alle disponibilita’ fisiche.

Se queste “once di carta” dovessero essere “trasformate” in richieste di consegna di “once fisiche”, vedremmo il Comex in default tecnico per impossibilita’ a consegnare metalli di cui non e’  in possesso.

Come puoi guardare tu stesso dall’ultimo grafico, fino al 2010 il rapporto tra “once di carta” e “once fisiche” era “abbastanza” equilibrato.

Poi i trends si sono modificati, e  dal  2013 abbiamo avuto un’esplosione di “once di carta” rispetto alle “once fisiche”.

Questo rapporto e’ assai squilibrato. Il sistema finanziario e’ molto fragile e se dovesse accadere un’altro shock simile o piu’ imponente di quello del 2008 relativo al fallimento della Lehman Brothers, con richiesta di consegna fisica del metallo giallo a titolo di “bene rifugio”, potrebbe realmente concretizzarsi il default del Comex, con relativo ulteriore panico sui mercati mondiali.

 

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.

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