ricchezza nel tempo

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Verso un nuovo assetto monetario mondiale (prima parte)

Esattamente 70 anni fa – centinaia di delegati provenienti da 44 nazioni – riuniti a Bretton Woods (New Hampshire – USA) terminarono i lavori per la creazione di un nuovo assetto finanziario mondiale.

La seconda guerra mondiale stava per terminare. L’Europa era in macerie, dal Portogallo alla Russia. Rovine industriali, finanziarie e in disfacimento morale.

Invece gli Stati Uniti uscirono vittoriosi in quella tragica guerra – con una capacita’ produttiva intatta e addirittura in espansione – in quanto il suo territorio non era stato intaccato dalle devastazioni dei bombardamenti. Gli Stati Uniti erano pertanto in grado di dettare le proprie condizioni al mondo intero.

A Bretton Woods fu ratificato il dominio planetario degli USA: fu sancito che il dollaro americano avrebbe ricoperto il ruolo di valuta di riserva globale. La valuta americana sarebbe stata redimibile in oro (solo per gli Stati) al prezzo di $35,00 dollari per oncia.

Il commercio mondiale avrebbe “ruotato” intorno al dollaro statunitense e il sistema bancario americano sarebbe stato il fulcro di questo Nuovo Ordine Mondiale.

Di conseguenza le altre nazioni avrebbero creato una sostanziale “domanda” di dollari da detenere sotto forma di riserva valutaria e da utilizzare per le transazioni commerciali globali.

Attraverso vari programmi di “ricostruzione” post seconda guerra mondiale (Piano Marshall, programmi di finanziamenti strutturali promossi dalle istituzioni create a Bretton Woods, ovvero FMI e Banca Mondiale), gli Stati Uniti imposero il dollaro americano come valuta dominante del globo.

Inizialmente tutto ando’ come gli americani speravano.

Il Governo americano – dopo anni di dominio incontrastato –  inizio’ a “espandere” la  propria valuta al di la’ di quelle che erano le proprie riserve auree.

Gli USA avevano vasti programmi di dominio globale, pertanto abbisognavano di espandere la propria base monetaria al fine di condurre guerre in quelle parti del globo che rischiavano di svincolarsi dal proprio controllo (in Indocina, Vietnam in particolare); intendevano estendere i proprio progetti di “Stato Sociale” (Welfare State – la “Great Society” di Lyndon Johnson) e attuare una politica di “deficit spending”  (soprattutto nel settore degli armamenti) per accrescere il ruolo globale delle proprie multinazionali.

Sul finire degli anni ’70 del secolo scorso gli eccessivi deficit degli Stati Uniti cominciarono a preoccupare le altre nazioni. La Francia, in primo luogo, chiese ripetutamente la conversione in oro dei propri dollari detenuti a titoli di riserva.

Il punto di rottura avvenne nel 1971. Dieci anni di guerra in Vietnam, la precedente guerra di Corea, gli eccessivi deficit USA con le altre nazioni e l’espansione monetaria incontrollata spaventarono definitivamente tutti gli altri attori economici e politici globali.

Tutte le nazioni mondiali si resero conto che le proprie riserve in dollari stavano rapidamente diminuendo di valore.

Il Presidente USA, Richard Nixon, al fine di non far precipitare la situazione e per contrastare le richieste di convertibilita’ in oro dei dollari detenuti a titoli di riserva, decise (il 15 agosto 1971) la non commutabilita’ in oro dei dollari americani.

Fu uno shock globale.
In pratica gli Stati Uniti si dichiararono ufficialmente insolventi nei confronti dell’intero pianeta.

Gli USA pero’ – per non perdere il proprio ruolo di potenza militare, industriale e finanziaria dominante – legarono il valore del dollaro a quello del petrolio (cosiddetta nascita del “petrodollaro”).

Il petrolio (e di conseguenza tutte le altre materie prime), doveva essere commerciato e valutato in dollari americani; questo avrebbe mantenuto alta la domanda di dollari USA, evitando il tracollo del biglietto verde.

Dal 1971 a oggi, gli USA, forti del propri ruolo, pur in assenza di riserve auree in grado di sostenere la propria valuta hanno dominato il resto del mondo senza concedere alcuno “spazio” agli altri attori geopolitici ed economici globali.

Gli USA, pero’, si sono dimostrati arroganti, impudenti e prepotenti. In 43 anni di continua e ripetuta espansione monetaria hanno:

  • gonfiato bolle finanziarie e shock economici globali, proprio a causa dell’espansione valutaria incontrollata;
  • creato il piu’ alto livello di deficit commerciale storico mai sperimentato prima d’ora, nei confronti di tutte le altre nazioni a livello globale (in sostanza, gli USA importano beni e servizi piu’ di quanti ne esportino, da decenni a questa parte);
  • imposto embarghi commerciali e sanzioni finanziarie contro quelle nazioni che decidono, sovranamente, di non essere asservite agli interessi dell’Oligarchia finanziaria e militare americana;
  • per decenni ignorato le richieste globali  (soprattutto da parte dei BRICS ma anche delle nazioni piu’ povere del pianeta) di riforme delle istituzioni create a Bretton Woods (FMI e Banca Mondiale, che servono gli interessi USA e non quelli planetari);
  • reso impossibile ogni tipo di transazioni commerciali e finanziarie nel territorio USA, a quelle banche e istituzioni finanziarie che commerciano con nazioni invise agli Stati Uniti;
  • manipolato al ribasso per decenni le quotazioni dell’oro e dell’argento, con il fine di mantenere artificialmente alte le quotazioni del biglietto verde (grazie alla relazione inversa tra prezzi dei metalli preziosi e dollaro americano) e ritardarne la fine del ruolo di valuta di riserva globale;
  • spiato e controllato a livello informatico, i loro alleati Occidentali, umiliandoli e  trattandoli alla stregua di “potenziali nemici” economici e finanziari.

 

FINE PRIMA PARTE

 

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Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.
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Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.

Una risposta

  1. Ieri il $ venne sganciato dall’oro e agganciato al petrolio (petrodollari) e questo é ovvio perché una valuta di riserva mondiale deve garantire l’espanzione e lo sviluppo e per farlo si deve legare a valori noti e di ampia copertura. I metalli oro e argento non potevano garantire sviluppo ed espanzione già DAI PRIMI ANNI ’60 il petrolio invece offriva garanzie in particolar modo dopo il 1975 con il termine della crisi petrolifera e l’accordo con l’OPEC. Oggi le prospettive sono orientate verso la nuova ricchezza mondiale “il GAS”. Le attuali guerre sono in prevalenza per il GAS (Ucraina Gaza etc..) Ma i nuovi padroni sono i detentori dei maggiori depositi di Shale Gas (Gas in argilla) ovvero U.S.A. e Cina. Gli stessi che si stanno spartendo la torta in Ucraina nel deposito enorme di Shale Gas sotto Donesk. La societá che ha ricevuto dal nuovo governo di Kiew la licenza per lo sfruttamento appartiene per il 70% a compagnie USA e il 30% a Cina. Queste due grandi nazioni e grandi potenze economiche si accorderanno per la nuova moneta di riserva globale. Il TOTGAS !! Il shale gas di queste due potenze puó garantire sviluppo ed espanzione al mondo per i prossimi 3/4 secoli. Gli USA grazie al shale gas negli ultimi 10 anni sono passati da importatori ad esportatori di metano e sono soltanto all’inizio. Eolico e quant’altro sono fantasie esaltate il prezzo del gas é crollato negli ultimi 5 anni e solo un’attenta manipolazione lo tiene a livello appetibile. Gli scenari cambiano e muteranno sicuramente ma il potere appartiene a chi detiene l’energia perció USA saranno protagonisti per i prossimi secoli insieme a CINA e Russia. Chi detiene idee e propositi salirà sul carro bestiame come é sempre accaduto. Ciao

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