Barometro Oro: 22.Mar.2014


L’oro ha aperto la settimana a $ 1.382,00 e ha chiuso a $ 1.334,70.
Al Comex di New York, i contratti futures sull’oro, per consegna Giugno sono quotati a $ 1.334.70.

Settimana caratterizzata dal ritracciamento ribassista del metallo giallo. Prese di profitto da parte degli operatori del settore e le dichiarazioni di un ulteriore taglio (TAPERING) alle misure di “quantitative easing” (espansione monetaria) da parte della FED, hanno reso vulnerabili le quotazioni del lingotto.

Dopo aver raggiunto il picco massimo di quotazione da 6 mesi a questa parte ($ 1.392,22 il 17 marzo), l’oro e’ entrato in una fase di “ipercomprato”, incanalandosi successivamente all’interno di un trend ribassista di breve periodo (short-term downtrend).

Se l’oro fosse riuscito a conservare i guadagni della scorsa settimana, il lingotto avrebbe raggiunto il record di miglior trimestre rialzista dal 1985 a oggi (testando un guadagno del 14%).

Nonostante il settimanale “pullback”, dall’inizio del 2014, il metallo giallo mantiene un guadagno dell’11% su base trimestrale.

E’ difficile predire se l’attuale ritracciamento ribassista sia in procinto di terminare. Nel breve termine le quotazioni dell’oro sono difficilmente prevedibili.

L’annuncio (peraltro scontato) da parte della FED, di ridurre gli acquisti di assets mensili (titoli di stato USA e obbligazioni “mortgage-backed-securities”) a 55 miliardi al mese (10 miliardi in meno su base mensile), ha fatto precipitare l’oro fino a $ 1.327,00 nella giornata di mercoledi’.

Il Presidente Janet Yellen ha annunciato una svolta nella “guida” (forward guidance) della FED, riguardo i tassi e le politiche monetarie: sara’ abbandonato il parametro del tasso di disoccupazione (nel 2012 stabilito nella percentuale del 6,5%) quale criterio per considerare rialzi dei tassi d’interesse.

Mossa molto astuta, quella della Yellen; il tasso di disoccupazione “ufficiale”, rilevato statisticamente dal BLS (Bureau of Labor Statistic), e’ palesemente “adulterato” al ribasso, non tenendo in considerazione tutta una serie di parametri nel conteggio percentuale dei disoccupati (ad es. non tiene in considerazione i disoccupati di lungo termine, non piu’ iscritti nelle liste di collocamento).

La Yellen ha affermato che saranno presi in considerazione altri parametri per stabilire l’andamento dei tassi e la politica monetaria; si parla di un “ampio ventaglio di dati”, dall’evoluzione dell’inflazione, agli sviluppi finanziari, al mercato del lavoro in generale, etc.

In buona sostanza: la FED prendera’ in considerazione una mole di dati, in modo tale da giustificare eventuali ulteriori interventi espansivi di politica monetaria…

Del resto, se la FED non acquistasse piu’ titoli di Stato USA, chi potrebbe assorbire l’emissione di questi titoli?

La Cina ha gia’ iniziato, gradualmente, a rallentare gli acquisti di assets (titoli di stato USA). A dicembre la Cina ha venduto sul mercato circa 50 miliardi di titoli di stato USA, ovvero il 3,6% dei titoli detenuti dal piu’ grande creditore degli USA.

JIM RICKARDS: IL CROLLO DEL SISTEMA MONETARIO INTERNAZIONALE

Daniela Cambone, giornalista presso Kitco.com ha intervistato Jim Rickards, autore del libro bestseller del 2011, “Currency Wars” (Guerre Valutarie).

Rickards ha scritto un nuovo libro intitolato “The Death of Money” (La Morte del Denaro – l’imminente collasso del sistema monetario internazionale), il quale uscira’ in Canada e negli USA, a partire dal giorno 8 aprile.

James (Jim) G.Rickards e’ avvocato e banchiere d’investimento, con alle spalle 35 anni di esperienza nei mercati finanziari, a Wall Street.

Il nucleo principale del libro di Jim tratta del PROSSIMO crollo del sistema monetario internazionale.

“Il sistema monetario internazionale e’ effettivamente crollato negli ultimi 100 anni, per ben tre volte: durante il  1914, nel 1939 e poi nel 1971. Sono eventi che accadono nella Storia. Nel mio libro,  in primo luogo, avverto il lettore che un nuovo evento di questo genere sta per arrivare; in secondo luogo cerco di dargli strategie per proteggere i suoi investimenti”.

Riguardo l’oro, Rickards ritiene che la FED sia preoccupata solo di una cosa: che le quotazioni del metallo giallo incrementino in “modo metodico”, in “modo ordinato” e non repentino.

“E’ quello che abbiamo riscontrato durante l’estate del 2011, quando l’oro passo’ dai $ 1.700,00 a oltre $ 1.900,00 nell’arco di un solo mese; il timore della FED era che l’oro sorpassasse la soglia psicologica dei $ 2.000,00 per oncia – perche’ a quel punto sarebbe cresciuto ancora”.

In buona sostanza: la FED e’ consapevole che lo status di valuta di riserva globale del dollaro e’ giunto al capolinea e che esso e’ insidiato direttamente dal valore del metallo giallo.

Ma, suggerisce Rickards implicitamente, le quotazioni di quest’ultimo devono crescere…in “modo ordinato”…affinche’ le masse continuino a dare la loro fiducia a quei pezzi di carta colorati di verde emesse dalla FED, raffiguranti George Washington, Thomas Jefferson, Abraham Lincoln etc…pezzi di carta senza alcun valore sottostante…chiamati dollari americani…

IL GOVERNO INDIANO RIDUCE I VINCOLI ALL’IMPORT DI ORO PER CINQUE BANCHE NAZIONALI 

In un articolo,  scritto il 13 febbraio, avevo preannunciato che le Autorita’ della Reserve Bank of India (RBI – la Banca Centrale Indiana) avrebbero presto proceduto con un allentamento dei vincoli all’import di oro.

Previsione azzeccata.

La RBI ha ufficialmente permesso l’import di oro a cinque banche nazionali (HFDC Bank; Axis Bank; Kotak Mahindra Bank; Indus Ind Bank; Yes Bank).

Con questa mossa, l’import previsto di oro verso l’India aumentera’ a 40 tonnellate mensili (esattamente il doppio; a febbraio l’import era di 20 tonnellate).

Prima delle restrizioni all’import di metallo giallo, l’India importava una media di 70 tonnellate di oro al mese (l’import di oro era secondo solo al petrolio).

Un’ ulteriore “distensione” ai dazi e vincoli all’import potrebbe essere varata dal nuovo Governo, che sara’ formato a giugno.

Il principale partito all’opposizione, il Bharatiya Janata Party, si e’ gia’ espresso contro le restrizioni all’import di oro.

Il suo candidato Premier, Narendra Modi, ha affermato che qualsiasi intervento legislativo riguardo all’import di metallo giallo, deve in primo luogo prendere in considerazione gli interessi degli operatori e del grande pubblico indiano acquirente di gioielli e oro da investimento; solo in via secondaria, ogni decisione legislativa dovra’ prendere in considerazione obiettivi politici ed economici.

L’attuale Ministro delle Finanze, P. Chidambaran, ha dichiarato che i dazi all’import saranno rivisti alla luce dei “numeri” del deficit delle partite correnti (il deficit in import).

Secondo le previsione, il deficit delle partite correnti indiano, che sara’ reso noto ai primi giorni di giugno, si attestera’ sotto i 40 miliardi di dollari americani, per l’anno fiscale conclusosi il 31 marzo. Ben al di sotto degli 88 miliardi di dollari americani, risalente all’anno precedente.

Ricordo che l’India e’ la seconda nazione maggior importatrice di oro, dopo la Cina.

 

 

Disclaimer: Non è data nessuna garanzia. Sei il solo responsabile per qualsiasi azione decidi di avviare sul mercato. Le informazioni sono fornite con intento sincero e secondo i nostri studi e metodologie.

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L'autore: Riccardo Gaiolini

Appassionato di mercati finanziari e di analisi tecnica intermarket, integro queste materie con lo studio della strategia geopolitica, estendendone i concetti in un’unica materia interdisciplinare.

6 COMMENTI

  1. Mentre la strega Yellen ribadisce il tapering, io invece ribadisco il mio motto:sempre in c…al dollaro e a tutta la Fed!

    • Tra l’altro credo proprio, arrivati a questo punto, che l’unica cosa che ci può salvare dal predominio degli Usa, Fed e le loro politiche monetarie sia la Russia insieme alla Cina. E da parte mia ben vengano a governare il mondo!
      Basta con questi Americani che pensano solo al loro posteriore!

  2. Ci vuole pazienza. Il potere della banca centrale americana è cresciuto molto negli ultimi 30 anni. Questo ha stravolto anche il ciclo naturale dei MP. Tuttavia ho fede nel dare una risposta alla seguente domande:
    Il ciclo rialzista dei MP è finito? allora dovremo vedere il gold arrivare a circa 700 $ oz. Ma a me il solo pensarlo fa ridere!
    Il ciclo del gold non è finito? allora quanto prima raggiungerà i 2000 $ oz. E non rido…ma immagino tutte le implicazioni economiche e sociali che questo comporterà.
    Chiuso.

    • Sai cosa penso io?Metto tutto in un cassetto e guardo cosa accade una volta al mese, altrimenti comincio a bestemmiare ogni santo giorno. Ci sentiamo tra un mese.

  3. Che dite, ritorneremo a un nuovo minimo? Mi sa che la Fed non ci lascia fuggire. Che ne dite se raccogliamo le firme e chiediamo pure noi aiuto a Putin contro la Fed che ci schiavizza? Altrimenti va a finire che l’oro, come l’argento, lo si venderà sui banconi della frutta e verdura.
    Lo immaginate?Un carciofaro che vende sterline!

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